Lipsia, Napoleone e Kubrick. (Kubrick e il progetto di film su Napoleone. Perchè Napoleone. Nuovo scontro con Hollywood. Storia di un film mai girato).

Lipsia. Agosto 2013.
Visita al poderoso, immenso (ma anche molto brutto, a mio giudizio), Mausoleo commemorativo della battaglia delle Nazioni, edificato giusto 100 anni fa, nel 1913, sulla spianata della zona sud-orientale di Lipsia ove avvenne, esattamente 200 anni fa, nel 1813, una parte della grande battaglia che segnò la pesante scionfitta di Napoleone ad opera delle armate della colalizione (Russia, Prussia, Austria e Svezia. In realtà la Battaglia delle Nazioni ebbe come scenario l’intera regione di Lipsia e impegnò da una parte e dall’altra un totale di 500.000 uomini, dei quali ne morirono ben 100.000: uno dei più grandi massacri della storia dell’umanità, condensato in una limitata unità di tempo e di spazio.
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Ebbene la visita a questo enorme, esagerato monumento che voleva evidentemente esprimere la metafora della grandezza germanica, mi ha riportato alla mente “cinematografica” il grande Stanley Kubrick e il progetto del suo film su Napoleone, sul quale lavorò per ben due anni, dopo la post-produzione di 2001, Odissea nello spazio.
In un’intervista del 1969 realizzata da Joseph Gelmis. Kubrick chiarisce perchè sentiva la necessità di girare un film su Napoleone:
“Questa è una domanda la cui risposta occuperebbe tutta l’intervista….. Tanto per iniziare, Napoleone mi affascina. La sua vita è stata descritta come un poema epico d’azione. La sua vita sessuale è degna di Arthur Schnitzler. Egli fu uno dei quei rari uomini che muovono la Storia e foggiano il destino dei loro stessi tempi e delle generazioni a venire – in senso concreto, il nostro stesso mondo è il risultato di Napoleone, così come la mappa politica e geografica dell’Europa postbellica è il risultato della Seconda Guerra Mondiale.
E, naturalmente, non è mai stato girato un buon e accurato film su di lui. Inoltre, credo che tutte le questioni riguardanti Napoleone siano stranamente contemporanee – le responsabilità e gli abusi di potere, le dinamiche della rivoluzione sociale, la relazione fra individuo e Stato, guerra, militarismo ecc. Quello che sto preparando quindi non è un polveroso spettacolo storico ma un film sulle domande fondamentali dei nostri tempi, non solo di quelli di Napoleone. Ma anche trascurando questi aspetti, il dramma e la forza della vita di Napoleone costituisce un fantastico soggetto per un film biografico. Per esempio, dimenticando ogni altra cosa e considerando solo il coinvolgimento sentimentale di Napoleone con Josephine, ci troviamo di fronte a una delle più grandi passioni ossessive di tutti i tempi.”

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“Quello che sto preparando…” aveva affermato Kubrick nella citata intervista. E in realtà l’affermazione era pertinentissima, perché Kubrick stava preparando  “Napoleon” alla sua maniera, con la meticolosità e la cura maniacale con la quale aveva fino ad allora preparato tutti i suoi capolavori. Non tralasciando nulla, come al solito: dalla trattativa con gli Stati di Yugoslavia e Romania finalizzata ad un contratto per utilizzare decine di migliaia di soldati di quegli eserciti, all’utilizzo del più grande storico inglese di Napoleone, Felix Markham, già da lui posto sotto contratto per l’esclusiva delle sue ricerche, ai servigi di 20 tra i migliori studenti di storia dell’Università di Oxford per ricerche a tutto campo sul periodo della storia di Napoleone che a lui interessava, ai continui sopralluoghi in tutta Europa per individuare le location più adatte alle scene del suo film. Già individuato anche il protagonista, Jack Nicholson, già attore principale del suo Shining, da lui prenotato per la  parte appunto di Napoleone. E intanto andava anche avanti con la sperimentazione delle speciali lenti Zeiss per l’obiettivo delle sue macchine da presa, che gli consentissero di filmare le scene di sera o di notte col solo ausilio delle luci delle candele, per la definitiva cancellazione di quell’”effetto notte” che tanto lo disturbava. Per inciso, quest’ultimo ritrovato tecnico, che non potè applicare alla sua macchina da presa per Napoleon, fu da lui felicemente usato per il film successivo questa volta realmente (per nostra grande fortuna) realizzato: Barry Lindon. E infine la maniacale applicazione di Kubrick per il suo progetto lo portò perfino a sperimentare personalmente lo stesso modo di mangiare di Napoleone: un boccone di dolce, un boccone di bistecca, un altro boccone di dolce, proprio come mangiava Napoleone, hanno riferito i commensali del regista.
Mi sono chiesto quali saranno stati i motivi dell’accanimento di Kubrick nel preparare, senza alcuna sicurezza nei finanziamenti, il film su Napoleone. Cosa lo attirava di più nelle figura di Napoleone? Credo fondamentalmente due cose: la laicità assoluta, che ha portato Napoleone stesso a scelte estreme e coraggiosissime, che Kubrick ammirava condividendole pienamente (anche quelle della sua vita, non sono state forse anche scelte laiche e coraggiose?), e in secondo luogo la capacità di Napoleone di controllare meticolosamente e personalmente tutto ciò che poterva e doveva essere fatto per vincere le tutte le sue battaglie, con le sole eccezioni di Lipsia e Waterloo. Ebbene quella napoleonica capacità di controllo personale e assoluto dello svolgimento della storia, non si rispecchiava forse nella medesima volontà che aveva il regista di sottoporre tutte le “sue” storie e i “suoi”film al controllo personale e diretto, senza interferenze di nessuno?

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M purtroppo, come riferisce Riccardo Aragno, testimone oculare dell’avvenimento negativo, una telefonata da parte della MGM mentre Kubrick era a tavola a mangiare fece svanire nel nulla il sogno del regista, e i due anni di duro e costoso lavoro: il film era stato rifiutato dalla grande casa produttrice americana, alla quale Kubrick si era piegato a chiedere investimenti per il suo grande progetto. Aragno riferisce che dopo la telefonata “Stanley tornò a tavola con l’espressione di chi non vuole mostrare il suo turbamento. Per un lungo attimo sembrò che non fosse successo niente. Poi con voce gelida Stanley sillabò: “La MGM ha detto che il film costerebbe 40 milioni di dollari (una cifra allora impensabile) e agli americani non importa nulla di Napoleone.””
Come è noto Kubrick si trovava in Inghilterra, perché da tempo aveva sbattuto la porta in faccia alle grandi case produttrici di Hollywood, preferendo la più quieta e “umana” Inghilterra, da lui ritenuta più adatta ai suoi ritmi di lavoro, soprattutto  perché capace di garantire quell’indipendenza e quel personale controllo sul proprio lavoro cinematografico che le case produttrici americane gli avevano sempre negato e che probabilmente la stessa MGM gli avrebbe negato anche nel caso di Napoleon: se il progetto fosse andato in porto avremmo probabilmente assistito ad una infinita querelle tra il regista e la produzione. La verità è che Kubrick era un regista troppo scomodo e troppo geloso della sua indipendenza e probabilmente questa fu una delle principali ragioni del rifiuto della MGM, più che il troppo elevato budget .  In ogni caso il rifiuto della MGM suona anche come una sorta di vendetta per lo stato disastroso dei rapporti tra il regista e il mondo di Hollywood.

Di Napoleone resta oggi solo la sceneggiatura dello stesso Kubrick, che dal 1969 quando fu scritta, fu ritrovata solo nel 1994, ironia della sorte in una miniera di Sale nel Kansas. Apparsa fugacemente sul web qualche anno dopo, fu immediatamente cancellata dalla rete per l’intervento della Società che detiene tutti i diritti sulle opere di Kubrick.

Io dico che anche questa del film mancato su Napoleone è una bellissima storia che meriterebbe a sua volta di diventare un grande film su un pezzo della vita e dei progetti di un grande personaggio come Kubrick, possibilmente girato a sua volta da un grande regista. Come tutte le storie di film mancati (ed anche come tutte le storie di film realizzati in modo strano ed inusuale), non può non suscitare in ogni vero “cinephile” un sentimento misto di curiosità e rimpianto, come per un grande e ossessivo amore non realizzato. In questo senso Napoleon può essere accostato ad un altro probabilmente grande film mai realizzato, per motivi diversi: “C’era una volta in Russia”, che il nostro Sergio Leone aveva in avanzato progetto di  girare subito dopo “C’era una volta in America”.

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