In nome di Rosa (Luxemburg) e Karl (Liebknecht). Il film della Von Trotta. Dalla casa di Karl a Lipsia alle strade di Berlino il 15 gennaio attraverso le lotte per l’emancipazione e la liberta’ delle masse.

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Leipzig, Agosto 2013.  Un bel viale alberato pieno di bistro, ristoranti e bar (il “miglio dei locali”) a sud del ring che cinge il centro di Lipsia, è dedicato alla figura di Karl Liebknecht, la Kaleliebknechtstrasse. In una bella traversa in discesa c’e’ la casa natale del grande pensatore e attivista della sinistra tedesca. La prima cosa che mi attrae è che la casa sia segnalata da due grandi bandiere rosse avanti alla facciata, simbolo del partito Die Links, qui in Sassonia molto forte e incisivo. La casa infatti è in parte un museo sulla figura, il pensiero e l’opera di Karl Liebnknecht, ed in gran parte è la sede di Lipsia del partito LINKS, una destinazione che lo stesso Liebknecht avrebbe sicuramente approvato. Nel piccolo museo si rivive l’atmosfera elettrizzante a cavallo della fine dell’800 e del primo ventennio del 900, le lotte per l’emancipazione della classe operaia e del popolo, i legami col pensiero di Marx, la fondazione del Socialismo tedesco. Idee e lotte per le quali Liebknecht, assieme a Rosa Luxemburg ed altri compagni di percorso, pagò di persona con la propria vita, allorchè, dopo aver fondato il movimento SPARTACHISTA e lottato nel movimento pacifista contro la Grande Guerra, fu imprigionato, rilasciato in seguito ad una amnistia generale, ma poi torturato e trucidato il 15 gennaio 1919 a Berlino dalla polizia del Governo di Ebert.
La figura di Karl Liebknecht  viene ricordata, assieme a Rosa Luxemburg nel film del 1986 di Margarethe von Trotta, figura di spicco nel movimento del “Nuovo Cinema Tedesco”, intitolato ‘Die Geduld der Rosa Luxemburg’ (nella versione italiana semplicemente “Rosa Luxemburg”), con la intensa Barbara Sukova (Palma d’oro come migliore attrice al Festival di Cannes per questo film) nel ruolo di Rosa e Otto Sander in quello di Karl Liebknecht. Un film, di cui Von Trotta ha ereditato il progetto dallo scomparso Rainer Werner Fassbinder, non esente da qualche imperfezione, ma che ha il pregio maggiore di essere non celebrativo e non commemorativo. La vita privata dei due protagonisti non e’ oscurata nel film dalla intensissima vita politica, perche’ la Von Trotta riesce a trovare agevolmente i difficili equilibri narrativi necessari soprattutto nel delineare la complessa e a tratti entusiasmante personalita’ femminile di Rosa.
La regia deve necessariamente fare una selezione dallo sconfinato materiale storico a disposizione, attentamente studiato dalla regista e dai suoi collaboratori,  dai trattati, agli articoli, alle oltre 2000 lettere dell’epistolario di Rosa. Il film copre infatti un ampio periodo che va  dal terzo congresso (1893) dell’Internazionale socialista alla fallita insurrezione spartachista del gennaio 1919, che costo’ la vita dei suoi protagonisti. E bisogna dire che la Von Trotta sceglie la strada migliore, quella di un ampio flashback: il film infatti inizia con una sequenza all’interno del carcere di Wronke, dove Rosa era stata rinchiusa in seguito ad una condanna a 2 anni (cosi’ come Liebknecht) come esito drammatico di uno sciopero fallito: in carcere, ove tra l’altro sara’testimone di  episodi assolutamente  drammatici,  Rosa scrive le  memorie della sua vita,  dalla infanzia trascorsa nel suo Paese di nascita, nella Polonia russa, e dove conobbe anche il carcere zarista, ai moti rivoluzionari per l’emancipazione delle classi popolari, al trasferimento in Germania, che divenne il centro della sua attivita’ politica, al sodalizio politico con Kautski nel Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) alle lotte pacifiste del 1915 contro la partecipazione alla guerra mondiale, alla spaccatura con l’ala interventista e riformista dei Socialisti, fino alla Rivoluzione russa, ai primi contrasti con Lenin in particolare sulle scelte successive alla Rivoluzione che secondo Rosa (e Liebknecht) avrebbero prefigurato inaccettabili incrostazioni burocratiche nel potere dello stato sovietico, alla lotta per un socialismo dal volto umano, fino alla fondazione, dal corpo del Partito Socialista, del movimento Spartachista. Qui finisce il lungo flashback e inizia la tragedia finale: la rivoluzione tedesca del 1918, la sconfitta del movimento Saprtachista e il vile assassinio di Rosa e Karl mentre il 15 gennaio 1919 camminavano per strada, da parte dei soldati dei Freikorps agli ordini del governo socialdemocratico di Ebert.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA Ne esce un quadro abbastanza obiettivo di un periodo concitato e decisivo della storia tedesca e sopratutto lineamenti equilibrati e “giusti” dei due personaggi principali, ai quali  la regista non manca di lasciare intravedere la propria simpatia, ma sempre con toni lievi e misurati.
Decisamente un film da vedere o da rivedere, per comprendere meglio molte situazioni sia a livello internazionale, sia per cio’ che riguarda la realta’ tedesca.
Da notare che a Lipsia, e in tutta la ex DDR, e’ stata portata avanti, dalla caduta del muro, un processo di eliminazione di tutto quanto ricordasse il passato comunista: una eliminazione che non ha risparmiato neanche i teorici dell’800, i filosofi tedeschi come Marx, di cui sono scomparse in citta’ tutti i possibili simboli, statue e ricordi. Eppure le figure di Karl Liebknecht e Rosa Luxmburg continuano ad essere celebrate e guardate con grande rispetto e come eroi tedeschi per la liberta’ e l’emancipazione delle masse . E, tra l’altro, a proposito di Rosa, si deve parlare anche di lotta per l’emancipazione femminile. Pochi sanno infatti che se si celebra oggi, ogni anno, la festa dell’8 marzo (ricorrenza dell’eccidio di 129 operaie in USA nel 1908, lo si deve a lei, Rosa Luxemburg, che ha fortemente voluto che quella data diventasse un giorno di lotta internazionale per l’emancipazione della donna.
 Si diceva sopra della casa natale di Liebknecht a Leipzig e della importante arteria a lui dedicata. Va aggiunto che il 15 gennaio di ogni anno, l’anniversario dell’eccidio di Rosa e Karl e dei loro compagni, viene ricordato a Berlino con grandi manifestazioni e cortei con gente proveniente da tutta Europa. Se il fim “rosa Luxemburg” si girasse di nuovo oggi, la gran folla  colorita  di un qualsiasi 15 gennaio a Berlino ne sarebbe probabilmente  il miglior finale possibile….. (MD)
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