Scatti rubati dietro le quinte: Ancora su “Rocco e i suoi fratelli” (1960) il 27 settembre ore 20.30 presso Affratellamento Firenze

I riferimenti letterari, da Rocco Scotellaro a Thomas Mann, da Dostoevskij a Giovanni Testori: gli assi portanti del film e le fonti di ispirazione.
Dietro Rocco4

Visconti discute con Alain Delon in una pausa della lavorazione.

Col film cui si riferisce questa foto, “Rocco e i suoi fratelli” , avra’ inizio il ciclo dei film dedicati al problema dell’emigrazione, “Emigrati ieri, emigrati oggi”. La proiezione, riservata ai soli soci de “La Rive Gauche-Cinema”, avra’ luogo venerdi 27 settembre alle ore 20.30 presso l’Associazione L’Affratellamento, via G.P. Orsini 73, 50126 Firenze.

Il film e’ liberamente ispirato al romanzo di Thomas Mann, “Giuseppe e i suoi fratelli”, che ne ha ispirato anche il titolo. Lo stesso Visconti ha dichiarato di aver voluto sostituire “Giuseppe” con “Rocco’, quale omaggio allo scrittore e poeta lucano Rocco Scotellaro, di cui il grande regista e’ stato sempre un fervente ammiratore, avendo riconosciuto sempre in lui un grande “profeta disarmato” e cantore della dura vita dei contadini meridionali.
Altra fonte di ispirazione e’ stata, per ammissione dello stesso Visconti, “L’idiota” di Dostoevskij  sulle caratteristiche del quale il regista ha in certo senso plasmato il personaggio del suo Rocco. E infine non si puo’ dimenticare l’ispirazione che gli ha dato Giovannio Testori, che pochi mesi prima del progetto del film aveva pubblicato i racconti milanesi col titolo “Il ponte della Ghisolfa”. Uno di questi racconti ispirano Luchino Visconti all’asse centrale e portante del suo film, la storia di Nadia, il suo tragico incontro con Simone proprio al ponte della Ghisolfa.
Come “Rocco e i suoi fratelli” ebbe problemi con la censura e boicottaggi di ogni sorta al Festival di Venezia, tanto da spingere Visconti alla famosa accesissima e polemica lettera al Ministro dello spettacolo Togni, cosi’ anche l’opera di Testori fu in genere molto osteggiata dagli ambienti censori e clericali. In particolare poche settimane dopo la presentazione di “Rocco” a Venezia e il nascere furibondo delle polemiche nei confronti di Visconti, si registra anche l’attacco censorio nei confronti dell’opera teatrale di Testori “L’Arialda”, accusata di oscenita’. Il regista della rappresentazione milanese de “L’Arialda” era appunto Luchino Visconti (cui sono sempre piaciute le regie teatrali), che per protestare contro la censura, assieme agli attori Paolo Stoppa, Rina Morelli, Umberto Orsini ed altri, si rivolge al Presidente della Repubblica, Giiovanni Gronchi, che clamorosamente rifiuta di riceverli…