“Il cammino della speranza (1950) di Pietro Germi

 

Cammino DellaSperanza2

(lino aulenti, critico cinematografico, collaboratore di ” Filmaker’s Magazine”. Autore di saggi su Terrence Malick e Bob Fosse e di una importante “Storia del cinema italiano”).
Questo film occupa tutt’ora uno spazio indefinito, mitico e misterioso nel cinema italiano. La potenza espressiva, drammatica ed estetica ne fanno un’opera che va al là di ogni genere, se Germi, nel suo film precedente del 1949 “In nome della legge”, si mette in gioco elaborando gli schemi del western, con “Il cammino della speranza” va oltre ogni teorizzazione o assimilabilità ad un genere, oltre il neorealismo e oltre anche una accostamento al romanzo sociale. Il film di Germi nella sua intensità formalistica, mina alle fondamenta qualsiasi autosufficienza di osservazione, presa diretta e realismo. Da una parte si assume il carattere morale dall’altra fallisce caparbiamente nell’analisi ideologica e sociale dell’ingiustizia e della miseria puntando a commuovere il pubblico e non lasciando alcun messaggio consolatorio. “Il cammino della speranza” ha sempre diviso la critica, tra apprezzamenti formali e tecnici e riserve ideologiche, anche se l’atteggiamento è realistico perché il film trae spunto da un fatto realmente accaduto che poi fu trattato nel romanzo di Nino De Maria, esso è costantemente rielaborato da un punto di vista epico, lirico e naturalista, ogni tentativo documentaristico si infrange contro violento estetismo. In questo senso siamo più vicini a Zola ed Ejzenstein che a De Sica o Rossellini, Germi si mantiene fedele al neorealismo: andamento libero, pedinamento ecc ma non vi è la cronaca minuta del quotidiano anzi, il regista vi innesta dei linguaggi e stili di intensità diversi dal “crime movie” al melodramma popolare fino ad arrivare all’epica Hollywoodiana come nella scena della tormenta. La critica non ha metabolizzato queste continue risorse in continua trasformazione definendo l’opera poco unitaria ma che senza dubbio oggi costituiscono proprio la sua struttura moderna, siamo difronte alla densità e torrenzialità di un romanzo. “Il Cammino della speranza” di Pietro Germi, sembra essere scaturito da un autore di un altro paese che avesse studiato i classici sovietici e americani ma che fosse anche profondo conoscitore dell’epoca neorealista.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...