La “idea forte” di Carlo Lizzani: il legame tra cinema e storia

Lizzani

 

Carlo Lizzani e’ volato via. E’ stata ricordata in queste ore l’analogia con la morte di un altro grande del cinema Italiano, Mario Monicelli, scomparso non molte ore fa. “La Rive Gauche-Cinema” sceglie di ricordarlo con questa intervista rilasciata pochi anni fa, nel 2008, in occasione della pubblicazione del suo libro “Cinema, Storia e Storia del cinema”, che gia’ nel titolo sembra illustrate l’intero programma della sua vita. Ecco la breve intervista:
http://www.youtube.com/watch?v=hzuTLZh6ZQY
Vorremmo mettere in risalto due aspetti di questa intervista che ci sembrano particolarmente significativi:
1) Il rapporto tra cinema e storia: si puo’ dire che tutta la filmografia di Lizzani, come e forse perfino piu’ di Rossellini, e’stata caratterizzata da un fortissimo ancoraggio nella storia del nostro Paese. Come tutti i registi della grande stagione del cinema italiano del post-fascismo, egli vedeva nel cinema una delle arti  piu’ “immediatamente” capace di descrivere e interpretare la storia e portarla, nella sua visone piu’ giusta e popolare, alla conoscenza del grande pubblico. Dunque, proprio come Rossellini, assegnava al cinema una grande funzione oltre che pedagogica, anche civile e politica di primo piano.
2) Sui progetti non realizzati, i cosiddetti “film nel cassetto”: grandi progetti o addirittura sceneggiature gia’ compiute che tutti i registi si portano dietro per anni senza riuscire a trasformarli in film. Sogni e progetti che per un motivo o un altro restano nel cassetto. E’ un tratto comune che lega molti grandi registi. Proprio qualche settimana fa “La rive Gauche-Cinema” ha pubblicato un ricordo del film progettato e sognato da Stanley Kubrick, “Napoleone”, che il grande regista, dopo essersi esposto anche direttamente ingaggiando collaboratori e accordandosi con Jack Nicholson per il ruolo di protagonista, ha dovuto definitivamente rimettere nel cassetto per contrasti con la produzione. E come non ricordare, a questo proposito, il grande progetto di Luchino Visconti di un film tratto dall’opera di Marcel Proust, di cui addirittura Suso Cecchi D’Amico scrisse la sceneggiatura e collaboro’ col regista in un viaggio con lui in Francia per scegliere i luoghi dove girare? Ebbene in questa intervista Lizzani ci ricorda di un suo bellissimo progetto storico-pedagogico: raccontare la storia d’Italia traendola da scene significative dei suo stessi film, che in pratica ripercorrono tutto l’arco di un secolo, legando insieme i vari pezzi con commenti di esperti, storici, registi. E infine l’altro bellissimo progetto, collegato alla citta’ di Napoi, alla quale Lizzani voleva tributare un grande omaggio con un film su 4 donne importanti che ne hanno illustrato la storia in un modo o nell’altro, a partire dalla grande eroina della rivoluzione del 1799, Luigia Sanfelice, poi giustiziata.
Cosi’ ci piace ricordarlo, non solo per i suo capolavori del neo-realismo, non solo per la sua curiosita’ verso la cronaca, quella dei “poveri amanti” per le stradine di Firenze descritte da Vasco Pratolini, e quella piu’ forte e violenta legata a fatti clamorosi degli anni 70 e 80 nel nostro Paese, ma anche per il legame che ha sempre voluto mantenere saldo tra cinema e storia, facendo di questo la “idea forte” e il centro della grande sceneggiatura della sua stessa esistenza.

 

 

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