Intervista a Lino Aulenti, critico cinematografico

Path of Hope
Path of Hope (Photo credit: Wikipedia)

Lino Aulenti,  critico cinematografico, collaboratore della rivista “Filmaker’s Magazine”, autore di numerose monografie e di una “Storia del cinema italiano”, e’ stato ospite de “La rive Gauche-Cinema” in occasione della proiezione del film di P. Germi “Il cammino della speranza”, per il ciclo “Emigrati ieri. Emigrati oggi.”  Due giorni dopo l’evento gli abbiamo rivolto alcune domande per una breve intervista:

1) Rive Gauche: L’altra sera sei stato gradito ospite de La Rive Gauche-Cinema ed hai presentato il secondo film della rassegna “Emigrati ieri. Emigrati oggi.”, cioe’ “il cammino della speranza” di Pietro Germi. Che idea ti sei fatto dell’andamento della serata?
Lino Aulenti: Ho avuto delle piacevoli sensazioni, siete gente molto preparata e tanto motivata e questo non fa altro che stimolare e arricchire tutto l’ambiente grazie alle vostre iniziative ben condotte e ben scelte.
2) R.G. : La serata ha coinciso con il lutto per la strage di emigrati a Lampedusa e quindi e’ stata di tragica attualita’, rimarcata da tutti. Sono passati alcuni giorni: cosa ritieni di aggiungere oggi?
L.A: Sul lutto di Lampedusa non mi sento di aggiungere altro ma solo imbarazzo per la retorica di circostanza adoperata dalle istituzioni.
3) R.G. : Che ne pensi dell’iniziativa che stiamo portando avanti di ben 13 film sul tema dell’emigrazione, considerando che tocchiamo realta’ di diverse nazioni e quindi diverse problematiche?
L.A.: La vostra iniziativa merita ascolto e il tema trattato è un fenomeno sempre in divenire perciò va bene così. Mi complimento per la scelta dei film…non è da tutti avere il vostro coraggio intellettuale. 
4) R.G.Prima dell’inizio del film ci hai detto che erano molti anni che non rivedevi “Il cammino della speranza”. Che sensazioni hai provato? Lo hai trovato molto “datato”?
L.A: Rivedendo il film di Germi dopo anni mi sono accorto che le mie sensazioni non sono cambiate, tuttavia avevo dimenticato l’enorme sapienza tecnica che il regista ha profuso nel film e inoltre la potenza lirica ed estetica.
5) R.G. Quali tematiche e quali tipi di programmazione, secondo te, mancano o vengono trascurati nel circuito dei cineclub attuali?
L.A. io opterei per le retrospettive: registi, attori ecc..i cineclub di solito presentano dei temi vari e speso ripetitivi. Preferirei un discorso un po’ più didattico su un singolo autore o attore.
6) R.G.
Infine, il giorno dopo la nostra proiezione abbiamo avuto la notizia del suicidio di Carlo Lizzani, molto simile a quello di Monicelli. Quali emoziomni ti ha suscitato tale notizia e a quali considerazioni ti spinge?
L.A. Il suicidio di Lizzani? avendolo conosciuto seppur superficialmente non mi sarei aspettato un gesto simile, da Monicelli si. Indubbiamente delle fortissime personalità….molto forti.

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