“Dio salvi la regina” (1988) di M. Stellman, ovvero come nascere inglese e diventare immigrato clandestino in patria….

Come nascere inglese e diventare immigrato clandestino in patria….
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(marino demata & chiara novelli)  “For god and Country”/“Dio salvi la regina” e’ film piu’ paradossale del ciclo “Emigrati ieri. Emigrati oggi”. E’ una storia vera e il protagonista Reuben James (nel film Denzel Washington), un nativo dell’isola di Santa Lucia nei Caraibi, colonia britannica, e’ cittadino inglese a tutti gli effetti e si distingue anche nelle operazioni militari (9 anni in guerra tra le Falkland e l’Irlanda del Nord). Al ritorno in patria gli rifiutano il rinnovo del passaporto perche’ non piu’ cittadino inglese, per una serie di problemi legislativi, anche a causa della nuove leggi disposte dal governo della signora Thatcher.  Dunque Reuben improvvisamente vive la condizione di un immigrato clandestino, privo dei medesimi diritti di cui fruisce un qualsiasi cittadino inglese.
Martin Stellman ha diretto questo film con mano sapiente, pur trattandosi della prima e unica  regia.  Si e’ infatti distinto soprattutto come scrittore e per numerose sceneggiature di ottima fattura, tra le quali ricordiamo soprattutto il piccolo gioiello della fine degli anni ’70, “Quadrofenia” e poi “Rapporto confidenziale” e il piu’ recente “The interpreter”, una delle ultime fatiche di Sidney Pollack.

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Il film ha una propria tensione e un suo ritmo incalzante e il regista riesce a creare un’escalation di situazioni e di azioni che bene riescono a mettere in luce la unica, singolare e drammatica vicenda di Reuben. In questo contesto si possono  forse perdonare a Stellman momenti di superficialita’ nell’approccio ai personaggi e nelle loro reciproche relazioni: tra l’altro Stellman si avvale di un Denzel Washington veramente in stato di grazia che per questa pellicola vince il premio per migliore attore al Festival del Cinema di Cognac. Il film promette molto, riecheggia nel titolo un famoso film a sfondo antimilitarista di Losey, ma i tempi sono cambiati e si sposta, come impatto sociale, in un’Inghilterra in grave crisi economica, dove la Signora Thatcher ha smantellato quello stato sociale che doveva negli intenti, sostenere e prendersi cura di ogni cittadino britannico dalla culla alla tomba, per portare nella storia la vittoria del privato sul pubblico e, per questo la tensione sociale, è altissima. Questo film esce in concomitanza con l’esito delle elezioni amministrative in Inghilterra dove i conservatori perdono le elezioni a favore dei laburisti, specie a seguito dell’imposizione della tassa sul cittadino: la poll tax, imposta comunale pro capite, che la signora Thatcher difese strenuamente.  dai sui oppositori. Ma  qualcuno attribuisce anche a questo film e alle polemiche che ne derivarono (la stessa Thatcher non lo gradi’ affatto, naturalmente, e lo disse pubblicamente) il merito (o la responsabilita’) di aver contribuito all’insuccesso dei conservatori  in quell’occasione, anche perche’ si possono individuare molto bene, nel quadro dell’Inghilterra stremata che questo film ci racconta, tutte le responsabilità del Primo Ministro e delle sue decisioni in fatto di tassazione e di politiche sociali e di lavoro.

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