“Professione: Reporter”/”The passenger” (1975) – Uno dei piani sequenza piu’ belli della storia del cinema

ProfessioneReporter

(marino demata) Tra le altre tante bellezze di “Professione: Reporter’ di M. Antonioni va sicuramente annoverata la realizzazione di uno piano sequenza piu’ belli e celebrati della storia del cinema, punto di riferimento di questa tecnica in tutto il mondo, e in tutti i luoghi (Universita’, accademie, ecc) ove la storia e la tecnica del cinema vengono insegnate e studiate.
Innanzi tutto, per chi non lo sapesse, cosa e’ un “piano-sequenza”? Il termine e’ stato coniato dal celebre critico cinematografico francese Andre’ Bazin, uno dei fondatori della famosissima rivista “Cahiers du cinéma”, che ha accolto articoli e saggi di una intera

Cover of "The Passenger"
Cover of The Passenger

generazione di teorici del cinema e di futuri registi e che ha dato il via alla “Nouvelle vague”. Con l’espressione “piano sequenza” si intende una sequenza in genere abbastanza lunga senza alcun stacco di montaggio e senza nessun fermo della macchina da presa. A volte nei piani sequenza la macchina da presa resta fissa e attori e comparse si muovono nello spazio delimitato dall’inquadratura. Tra i piu’ celebri piani-sequenza di questo tipo ce ne sono ben 8 tutti in un solo film, “Nodo alla gola”/”The rope” di A. Hitchcock. Anzi per la verita’ l’intero film e’ una somma di 8 lunghi piani sequenza. Ma lo stesso Antonioni aveva fatto ricorso  a questo tipo di  piano sequenza nel film “Il grido” del 1957 (selezionato come uno dei 100 film italiani da salvare). Piu’ frequentemente pero’ (e piu’ virtuosisticamente) il piano sequenza e’ concepito con la macchina da presa in movimento piu’ o meno lento e quindi all’interno di uno spazio non piu’ delimitato, ma percorso dalla stessa macchina da presa deve si colloca l’azione sintonizzata e sincronica dei personaggi, delle comparse, la collocazione degli oggetti, ecc. Anche in questo caso non ci sara’ il soccorso dello stacco e del montaggio. E poiche’ Antonioni sperimenta ed innova continuamente nei suoi film, nel piano sequenza finale di “Professione: Reporter” ricerca e trova soluzioni ardite e mai prima esplorate per fare iniziare la sequenza dalla camera di albergo al piano terra del paesino spagnolo ove essa e’ girata, e poi, con un progressivo movimento della macchina  che passa attraverso le sbarre della finestra stessa, prosegue sulla strada ove nei minuti seguenti avvengono cose significative mescolate allo svilupparsi della vita quotidiana. Antonioni, che non disponeva nel ’75 gli strumenti tecnici di oggi, si servi’ di uno stratagemma per fare materialmente uscire la macchina da presa dalle sbarre della finestra, predisponendo che esse  fossero aperte e allargate durante lo svolgimento della sequenza. Il risultato dell’intera sequenza di quasi 8 minuti fu stupefacente e rappresenta una non eguagliata meravigliosa bellezza che conclude uno dei film piu’ significativi della intera storia del cinema.

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