“Captain Phillips” (2013) di Paul Greengrass – Un attacco in mare aperto carico di emozioni

 

Tom Hanks

(antonella salvia-red. retrospettive.com) Basato su una storia realmente accaduta nel 2009, Captain Phillips-attacco in mare aperto, racconta l’assalto di un gruppo di pirati somali alla nave mercantile americana Maersk Alabama, primo dirottamento ai danni di una nave da carico statunitense in duecento anni di storia navale.|
Il film inizia con un breve dialogo tra il protagonista (Tom Hanks) e la moglie che sembra quasi un preludio agli eventi che accadranno di lì a poco: una riflessione sul mondo che è cambiato, sulle responsabilità dei singoli e le conseguenze che accompagnano le azioni di un individuo. La responsabilità che il capitano Phillips deve affrontare dopo pochi giorni di navigazione al largo delle coste della Somalia, è quella di difendere la US Maersk Alabama e proteggere il suo equipaggio dall’attacco dei pirati.
Parte subito in crescendo il film di Paul Greengrass, con un ritmo e una tensione che non calano mai catturando completamente l’attenzione dello spettatore. Con il suo stile teso e nervoso, il regista inglese racconta i drammatici momenti del dirottamento, gli scontri verbali tra il capitano Phillips e Muse (Barkhad Abdi) leader degli aggressori somali, la mediazione per scongiurare un epilogo violento e l’intervento della potente e efficiente marina militare statunitense.

Da una parte il capitano Phillips che cerca di dialogare con i dirottatori per trovare una soluzione che non metta in pericolo la vita di nessuno: un eroe suo malgrado. Dall’altra parte un gruppo di giovani uomini che non hanno nulla da perdere, dei disperati che preferiscono affrontare una missione suicida piuttosto che tornare dai loro capi a mani vuoto. Una storia difficile da raccontare particolarmente per due ragioni. E’ narrata da un solo punto di vista, quello americano, dato che si tratta dell’adattamento del di memorie scritto dallo stesso capitano Phillips “A captain’s duty: Somali pirates, Navy Seals end dangerous days at sea”, e corre inoltre il rischio di proporre un semplicistico scontro tra buoni e cattivi.
Greengrass è riuscito invece a girare un film che non perde mai il suo equilibrio narrativo coniugando sapientemente momenti di azione e riflessione, anche se è chiaro fin dal principio qual sarà l’esito finale. Il regista ha scelto di raccontare l’incontro/scontro tra due uomini, due capitani disperati, il Capitano Phillips che cerca di salvare il suo equipaggio e Muse, il comandante dei pirati somali che cerca di garantire un futuro di vita a se stesso e agli uomini che lo accompagnano.Nel ruolo del capitano Phillips Tom Hanks offre un’interpretazione intensa sia emotivamente che fisicamente, e che  forse gli garantirà una candidatura ai prossima Oscar. Bravi e convincenti anche gli attori somali in particolare Barkhad Abdi che interpreta Muse, un uomo pronto a tutto, che si infila in una strada senza via uscita, pur consapevole del destino che lo attende.
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