Documentario capolavoro di Wim Wenders: “Pina. Danziamo, danziamo, altrimenti siamo perduti”

” Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti, ma ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più cosa fare. A questo punto comincia la danza.” (Pina Bausch)

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Sacerdotessa delle infinite creature dello spazio di un palcoscenico, Pina Bausch, ripercorsa dall’amico-regista Wim Wenders, nella memoria del suo teatro danza, opportunamente impostato in 3D, che si rinnova nella vibrazione corporea dei suoi ballerini a Wuppertal, per 35 anni casa e cuore della creatività della coreografa.  Lei che ne ha attraversato le vite, ne diventava la sostanza, ne coglieva la visione profetica che, come una chiave, andava ad aprire a ognuno di loro il nodo custode di ogni loro errore. pinaIl suo tocco, la liberazione che regalava portandoli nell’oltre di bellezza che si nasconde, sempre,dietro la durezza della mente, l’insistenza del richiamo a ripetere dei sensi. Una parola, come avesse parlato per ore, usciva dal suo silenzio, dalla sua solitudine, della sua forza e liberava il totale di cui ogni corpo era, a quel punto, perfetto portatore, sedotto e seduttore fedele alla perfezione del sacro totale che andava a esprimere, ovunque i corpi si muovessero, che fosse a un bordo piscina o su un tram o proprio sulle tavola del  teatro di qualunque posto del mondo: ballando con tutto, su tutto.

Cravos, by choreographer Pina Bausch.
Cravos, by choreographer Pina Bausch. (Photo credit: Wikipedia)

Infinite possibilità creative dell’introspezione totale della psiche che ci racconta che non esistere alcun limite alle regole, alle regole anche della danza quindi, che Pina porta oltre se stessa, oltre i canoni diretti e inversi, persino oltre la musica. pina3

Onirica e iperrealista, miracolosa, nega ogni tradizione, nega persino la modernità portatrice di una nuova concezione della drammaturgia che si interroga e insegna cosa è il desiderare.

Philippine Bausch, detta Pina, nasce a Solingen nel 1940 in un ambiente familiare non particolarmente dedito dell’arte. Dopo aver frequentato da bambina una scuola di balletto, a quindici anni viene ammessa alla Folkwang-schule di Kurt Jooss, uno degli esponenti principali della danza espressionista. Grazie a una borsa di studio vola poi a New York per diventare ballerina professionista con il New American Ballet e con la Metropolitan Opera. Nel 1962 torna finalmente in Germania dove nel frattempo Jooss ha fondato la Folkwang-Ballet, della quale entra a far parte.

“Pina”, un Film per Pina Bausch [screenshot de...
“Pina”, un Film per Pina Bausch [screenshot del video] (Photo credit: PromoBlog)
È proprio a questo punto che nasce in Pina un senso di profonda insoddisfazione nei confronti del suo ruolo di ballerina. Mentre si fa strada in lei la volontà di creare qualcosa di completamente nuovo, mette a punto la sua prima coreografia, “Fragment” (“Frammenti”, 1968) seguita da “In wind der Zeit” (“Nel vento del tempo”). Un anno dopo Hans Zullit, successore di Jooss nella direzione della Folkwang-schule, affida alla giovane coreografa la direzione artistica del corpo di ballo della scuola, il Folkwang-Tanz-studio. pina4La perfezione estetica di Pina Bausch non poteva lasciare un segno solo nel teatro-danza. Dopo essere apparsa nel film Die Generalprobe di Werner Schroeter (1980), Pina è fortemente voluta nel ruolo della principessa non vedente Lherimia da Federico Fellini nel suo E la nave va (1983). Qualche anno più tardi, è la stessa Pina a dirigere un film musicale, che viene intitolato Il lamento dell’imperatrice (1990).

English: Pina bausch with her dancers at the W...
English: Pina bausch with her dancers at the Wiesenland show (Photo credit: Wikipedia)

Nel 2002 è la volta del regista Pedro Almodóvar che in una scena del film Parla con lei fa commuovere il protagonista Marco di fronte a uno spettacolo della coreografa. Per aver “segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti” nel giugno 2007 la Biennale di Venezia le consegna il Leone d’Oro alla Carriera.pina5 È il 1985 quando il regista Wim Wenders assiste per la prima volta a uno spettacolo della Bausch. Affascinato da “Café Müller” del Tanztheater, decide di conoscere di persona la coreografa tedesca: da quel momento nasce una profonda amicizia e l’idea di costruire un progetto insieme. Dopo anni di collaborazione, stroncata solo dalla morte della Bausch nel 2009, e grazie al perfezionamento della tecnica 3D, nel 2011 arriva l’atteso Pina 3D. Il film-documentario lega la Neue Road Movies di Wenderscon la Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch al fine di portare sui grandi schermi tutta la magia rivoluzionaria del teatro-danza. Il film è stato presentato fuori concorso alla 61ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino il 13 febbraio 2011. In Italia è stato presentato nella sezione Eventi speciali della 6ª edizione del Festival Internazionale del Film di Roma ed è uscito nelle sale cinematograficheil 4 novembre 2011. (chiara novelli)

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