Scatti rubati dietro le quinte: “Cesare deve morire” (2012) dei F.lli Taviani – Ambiguita’ delle ideologie e della storia – “San Michele aveva un gallo”

CesareDeveMorire

(marino demata) “Cesare deve morire” (2012) dei F.lli Taviani. Nella foto Paolo e Vittorio Taviani a colloquio con gli attori. Il film e’ stato interamente girato nel carcere di Rebibbia e la estrema originalita’ della sua trama consiste nel portarci all’interno delle vicende legate all’allestimento del “Giulio Cesare’ di Shakespeare da parte di un gruppo di detenuti del carcere stesso.
Il film ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2012 e ben 5 David di Donatello (su 12 nominations!), tra i quali Miglior film e Miglior regista.
Paolo e Vittorio Taviani non sono nuovi all’innovazione, a trarre spunti da ambienti e situazioni inusuali, che possano meglio mettere in risalto le ambiguita’ dei personaggi e delle ideologie. Si potrebbe ripercorrere il cinema dei Taviani e trovare molti esempi. Personalmente risalirei ad uno dei film che apprezzo di piu’ (oltre ad ‘Allosanfan’, ovvero, direi,  ambiguita’ di un rivoluzionario): “San Michele aveva un gallo”.  Nel film del 1972, interpretato da un superbo Giulio Brogi, i Taviani, ispirandosi al romanzo di Tolstoj “Il divino e l’umano”, dividono la storia del rivoluzionario in tre atti: le azioni rivoluzionarie, la lunghissima decennale detenzione in assoluto isolamento e infine il trasferimento ad un altro carcere ove egli scopre che le singole azioni rivoluzionarie per le quali ha sofferto ed e’ stato incarcerato non sono piu’ ritenute valide dalle forze impegnate nel cambiamento della societa’.  A questo proposito il critico americano Ben Sachs, ripercorrendo le opere dei Taviani sul “Chicago Reader”, si sofferma anche sulle modalita’ con le quali “San Michele” e’ stato girato: con un uso disinvolto dei campi lunghi nel primo atto del film, ove si trattava delle azioni rivoluzionarie, e la drammatizzazione dei primi e primissimi piani di Giulio Brogi, nelle restanti parti del film. Il tutto in funzione, proprio come in “Cesare deve morire”, della ambivalenza delle situazioni e della Storia, con quello che essa manifesta e quello che essa nasconde….

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