“Blue Jasmine” – L’amore non esiste più per Woody Allen?

BlueJasmine.2

(mauro valentini-retrospettive) “Blue Moon. Now I’m no longer alone, without a dream in my heart, without a love of my own”  . Risuona nella mente di Jasmine la canzone cantata da Ella Fitzgerald, mentre tempesta di parole una povera malcapitata occasionale nel volo che la porta da New York a San Francisco, raccontandole dei fasti della sua vita da ricca moglie di un broker d’assalto.

Ora Jasmine, però, è caduta in disgrazia. Senza più marito, villa con piscina e soldi, con le sole valigie di Louis Vuitton, con le sue iniziali sopra, a ricordarle i fasti di un tempo, cerca aiuto dalla sorella che, in realtà, ha più problemi di lei. Il bello è che i problemi della sorella sono stati causati proprio dsll’ex marito di Jasmine!

Blue-Jasmine_portrait_w674

Comincia così il 44esimo film di Woody Allen, forse l’unico quasi interamente girato nella West Coast, anche se i flash back della povera Jasmine concorrono a regalarci scorci straordinari della “Grande Mela”.

Ma a dispetto di un inizio divertente e comico, tra gli impacci snob della protagonista e il variopinto linguaggio della sorella, la storia prende quasi subito una piega drammatica; scavando appena sotto la superficie del grottesco, infatti, ci si imbatte in una storia dalle tinte fosche, che il regista svela piano piano in un crescendo di alterazione di quello che appare ad un primo sguardo.||
Woody Allen ritorna ancora una volta sul tema dell’amore e del suo esatto contrario, un intreccio semiserio e doloroso di personaggi squallidi e cattivi, incattiviti dalla vita e senza nessuna speranza di riscatto.

blue-jasmine-3

Un viaggio lungo e amarissimo nei meandri della meschinità mascherata di sentimento, inutilmente spolverato di commedia, anzi i piccoli accenni comici che percorrono quasi tutti i 98 minuti del film rendono la storia in eterno bilico, senza uno sviluppo narrativo deciso, frenando ad ogni tentativo di decollo.
Un film pessimista, dunque, senza uno scarto di speranza, quella speranza nei sentimenti che anche in film drammatici del grande regista americano del lontano passato come“ Another woman” o nel più recente “ Sogni e delitti” si affermava sempre .
Una solitudine meritata, quella di Jasmine e di tutti i protagonisti di questa storia, incapaci di riscattarsi dalla loro mediocrità esistenziale, un film che però non convince, senza acuti e con un colpo di coda finale che non riscatta.

Un Woody Allen stanco e stancante, una direzione che si scorge appena dietro al luccichio di una fotografia sublime, diretta da Javier Aguirresarobe, fuoriclasse del miglior cinema spagnolo e della Twilight saga, che già aveva lavorato con lo stesso Allen nel suo “viaje a Cataluña” per “Vicky, Cristina e Barcelona”.|

Si intravedono squarci della sua solita maestria, quel tocco inconfondibile di Allen nella delicata scelta musicale e nella direzione degli attori, tutti bravissimi, con una meravigliosa Cate Blachett, da Oscar, che sostiene con uno sguardo che punta dritto al cuore le follie e le miserie esistenziali di Jasmine, tutte racchiuse nelle parole della canzone con cui inizia e finisce il film, quella “Blue Moon” che racconta di sogni infranti e di perduto amore.