“Blue Jasmine” – Una voce fortemente a favore – Il dibattito e’ aperto…

 

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(MD “Blue Jasmine”, l’ultimo film di Woody Allen, sta suscitando critiche favorevoli e no, e comunque un grande interesse. L’altro giorno abbiamo pubblicato la nota di Mauro Valentini. Oggi questa nota di Bruno Coppola, di segno decisamente opposto. Il dibattito e’ aperto. Fatevi avanti! Personalmente prefesrisco aspettare a vedere il film tra qualche giorno quando sara’ in programmazione all’Odeon di Firenze in lingua originale. Diro’ anche la mia…)

(Bruno Coppola) Quando esce nelle sale cinematografiche un film di Woody Allen, ci si chiede invariabilmente quale corda o quale tasto questa volta il geniale affabulatore americano abbia toccato su quell’enorme strumento musicale che è il suo talento: sarà divertente o pensoso, surreale, fiabesco, provocatorio, discorsivo, romanzesco, eccetera, tanto numerose e formidabili sono le sue risorse.

Questa volta Allen ha sfornato un film semplicemente perfetto, dove si ride, si sorride, si pensa, si soffre, c’ha messo quasi tutto quel che ha: ha raccontato una storia nella quale (almeno in una parte della quale) ognuno, ma proprio ognuno, di noi può identificarsi, dalla quale ognuno può ricavare un ricordo, un’osservazione, una blue-jasmine-4chiarificazione, un approfondimento di sè; i personaggi sono talmente veri che, mi si lasci andare il gioco di parole paradossale, sembrano finti, la gamma delle loro rappresentazioni talmente credibile da non crederci, la loro umanità così esplicita da farci pensare che solo la finitezza è infinita.

Non una sbavatura, un tono sopra o sotto, un’inquadratura fuori fuoco, ogni fotogramma fa parte dell’affresco, che è una sorta di minigiudizio universale in cui ciascuno mostra quello che è stato, che è, che avrebbe potuto e potrebbe essere, in pochi film Allen ha scavato così profondamente nella psicologia dell’uomo, senza pietà e senza compiacimento.

Due donne sono sorelle perché, entrambe, adottate dalla stessa madre, dunque sorelle d’adozione, come a dire che sangue e storia stanno sullo stesso piano, si reincontrano quando la più apparentemente fortunata delle due, perduto marito e patrimonio, chiede all’altra asilo e conforto, comincia un menage difficile, faticoso, senza esclusione di colpi. Fra gli esseri umani, parenti o estranei che siano (ma in fondo è la stessa cosa, siamo tutti parenti ed estranei), può esserci affetto, solidarietà, reciproca protezione? Sì e no, non c’è bene assoluto né male assoluto, ognuno dà quello che ha e che può, che non è molto.Blue-Jasmine_portrait_w674

Film pessimista? E’ così consolatoria la definizione di pessimismo o di ottimismo, uno dice “pessimista” e pensa “la realtà e gli uomini sono migliori di come sono presentati”, ma sbaglia, la realtà e la vita non sono migliori né peggiori di come vengono descritte, sono solo più o meno scoperte, più o meno illuminate. Il cosiddetto pessimismo di Allen non è mai un giudizio sulla vita, non è mai calato dall’alto, radicalmente negativo, ma sempre addolcito dal sorriso, dalla partecipazione e dall’empatia, nessuno può sentirsi estraneo o tanto meno superiore, siamo fatti tutti della stessa stoffa, siamo tutti nello stesso pantano e non c’è nessuna provvidenza che ci aiuti, neppure che ci faccia illudere di essere migliori di quello che siamo.

Viva Woody Allen, speriamo che continui a far film.