Parlano di noi. Un articolo su “La Rive Gauche” sull’ultimo numero di PEGASO.

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(paolo boschi – PEGASO, Dic. 2013) Il revival del caro vecchio Cineforum, questo sconosciuto.

Cineforum… ma cos’è esattamente? In effetti, è probabile che a chiederlo ai nativi digitali di oggi, la domanda finisca per cadere nel vuoto, trattandosi di qualcosa di ormai inabituale, raro, che suona inesorabilmente desueto. Leggendone la definizione nel popolare dizionario Zingarelli, chi ignora il termine potrà agevolmente scoprire che per cineforum si intende un “dibattito su un argomento cinematografico, di solito riguardante un film appositamente proiettato”. In pratica la visione di un film su un tema prefissato con dibattito a seguire. L’attestazione del lemma cineforum risale al 1961, ovvero alla data di fondazione dell’omonima rivista di critica cinematografica, nata come bollettino della FIC, la Federazione Italiana dei Cineforum, di ispirazione cattolica, che riuniva la maggior parte dei cineclub a livello nazionale, ossia appartenenti a quelle associazioni (sempre secondo lo Zingarelli) sorte per promuovere “la diffusione della cultura cinematografica organizzando proiezioni di film, conferenze, dibattiti”.

Il cineforum senza dubbio oggi esiste (anzi, persiste) come un residuo di un tempo che fu, quando il piccolo schermo non era diventato un mezzo privilegiato di trasmissione di film, quando non esistevano le pay TV tematiche come Sky, quando il cinema era il mezzo d’intrattenimento più diffuso, quando Internet non c’era: un’altra epoca, insomma. D’altra parte, il fatto che il cineforum sia pressoché scomparso comporta una serie di fatti negativi sul fronte della settima arte, come la triste diffusione dei cinepanettoni in periodo natalizio, la scomparsa delle sale d’essai, l’invasione dei multisala, l’assenza di cultura cinematografica da parte del IMG_4985pubblico, la sconfortante circostanza che nessuno si preoccupi più di conoscere il regista di un film e la successiva conseguenza che il concetto di film d’autore vada sempre più svanendo all’orizzonte. Il cineforum era uno strumento effettivamente rassicurante per cinefili e semplici spettatori, in quanto costringeva gli uni e gli altri ad azzardare la discussione in merito ad una pellicola, oltre che a considerarla dal punto di vista narrativo e tematico, come un’opera d’arte, insomma.

In un certo senso il cineforum è un’attività al contempo culturale, analitica, divulgativa e pertanto anche didattica, non a caso può rivelarsi una risorsa preziosa nei vari ordini scolastici per trattare un argomento tramite la visione ragionata di un film o attraverso una rassegna di film legati da tematiche comuni. Il film può essere introdotto da un esperto per suggerirne le chiavi di lettura, può essere studiato come testimonianza storica, può diventare fonte di dibattito, insomma ha sterminate possibilità come spunto didattico. Si tratta ovviamente di uno strumento legato all’estro del singolo docente-cinefilo di turno, che si sarà dotato con le sue sole forze delle competenze necessarie a parlare di cinema al suo pubblico di studenti. E fuori dalle scuole? Sono le associazioni culturali che cercano di portare avanti il discorso su questo fronte, poche rispetto ai tempi andati, ma ancora presenti a macchia di leopardo sul territorio. Per esemplificare a livello locale intendiamo presentare il caso fiorentino dell’associazione di cultura cinematografica La RiveSala

Gauche – Cinema, sorta per l’appunto sulla riva sinistra dell’Arno, nel quartiere di Gavinana. La Rive Gauche organizza rassegne nel Circolo L’Affratellamento di via Gian Paolo Orsini, assolutamente gratuite ed esclusivamente rivolte ai soci associati previo pagamento di una piccola quota annuale, e in questo periodo sta programmando il ciclo “Emigrati ieri – Emigrati oggi”, che finora ha proposto al gentil pubblico capolavori del calibro di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, Welcome di Philippe Lloret, Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismaki e La donna che canta di Denis Villeneuve, tanto per citarne alcuni. Il ciclo, le cui proiezioni sono programmate a cadenza settimanale, ogni venerdì, con inizio alle ore 20, si concluderà a dicembre inoltrato e propone ancora quattro titoli da non perdere (e comunque da rivedere) su un tema di scottante attualità come l’immigrazione. Il 29 novembre sarà proiettato Un giorno senza messicani di Sergio Arau, una surreale dimostrazione di come gli Stati Uniti si fermerebbero senza immigrati messicani a tenerli in piedi con gli impieghi più umili e sottopagati; la settimana successiva, il 6 dicembre, toccherà a Cose di questo mondo di Michael Winterbottom, Orso d’Oro a Berlino 2003, un film che racconta l’odissea di due profughi afgani alla volta di una vita diversa a Londra; il 13 dicembre il programma continua con Là-bas – Educazione criminale di Guido Lombardi, una pellicola che narra la spiazzante scoperta di un giovane africano riguardo la vera vita che suo zio conduce nei bassifondi criminali nel Sud Italia; il ciclo si concluderà il 20 dicembre con la proiezione del franco-canadese Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau, sulla strana ma toccante storia di un immigrato algerino in Canada che tenta di risollevare una classe elementare turbata da una terribile tragedia. Considerando che questi titoli saranno presentati in periodo natalizio, il consiglio è di non perderseli iniziando a rifrequentare (o a farlo per la prima volta) un caro vecchio cineforum dei tempi che furono, magari boicottando i tipici cinepanettoni su cui punteranno le sale tradizionali, che senza dubbio si confermeranno i soliti bidoni filmici di sempre. In fondo talvolta davanti a un proiettore potrebbe rivelarsi salutare riflettere e provare a discuterne insieme quando si riaccendono le luci… Perché no?

 Per informazioni sulla programmazione de La Rive Gauche – Cinema consultare l’URL https://www.facebook.com/cinema.rivegauche

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