“Still life” (2013) di U. Pasolini

still_life(

(bruno coppola) Il mondo e’ tutto cio’ che accade e fra i fatti che accadono ci sono anche le morti.
John May si occupa, per conto del Municipio del suo paese, appunto di morti. Si muore in tanti modi: da giovani e da vecchi, per un incidente o per una malattia, circondati dall’affetto dei propri cari o da soli. E’ proprio di questi ultimi che si prende cura John May, dei derelitti che se ne sono andati dimenticati o abbandonati o volontariamente isolati, comunque senza nessuno che possa curarsi dell’ultimo viaggio. E se ne prende cura davvero, con una diligenza, quasi una passione, sconcertante: va nelle loro case, raccoglie e classifica foto sbiadite e documenti che possano aiutarlo a far luce sulla vita del morto e sulle circostanze della sua morte e a ritrovare familiari vicini e lontani, si mette alla loro ricerca, quando ne scopre qualcuno cerca di convincerlo almeno a partecipare ai funerali dei quali si occupa lui nei particolari, sceglie perfino il brano musicale con cui accompagnare la cerimonia.

John May ha quarantaquattro anni, un aspetto insignificstill-life-trailer-ante, bassino, lo sguardo perennemente fisso e inespressivo, come stupito, la sua casa e il suo ufficio sono simili, minuscoli, pieni di incartamenti ordinati meticolosamente. Vive solo, di una solitudine che soltanto chi è solo conosce veramente, come l’amore che soltanto chi è innamorato sa che cosa sia, le sue abitudini sono meccaniche, maniacali: l’impermeabile sulla stampella al rientro in casa, la magra cena sulla tavola impeccabilmente apparecchiata per lui solo.

Ma un brutto giorno il suo capufficio gli comunica che i fondi sono pochi, che bisogna risparmiare, che il suo posto è soppresso, lui è licenziato, può soltanto portare a termine l’ultimo caso, un povero diavolo trovato morto in casa tra il disordine e la sporcizia, un certo Billy Stoke.

John May non fa una piega, si mette all’opera con la sollecitudine solita, va alla ricerca di qualcuno che abbia conosciuto il disgraziato relitto umano, scova nell’ordine un compagno di lavoro, due barboni con cui ha condiviso bevute memorabili, una donna che ha avuto una figlia da lui ma non gliel’ha neanche detto, una figlia abbandonata tanti anni prima, tappe di un’esistenza difficile e travagliata. A tutti comunica la data del funerale, convinto che, come sempre, nessuno

accoglierà l’invito. Invece ci andranno tutti, tranne lui, falciato da una macchina mentre attraversa la strada. Il film sembra finito in questo modo amaro, sconcertante, suona quasi come uno sberleffo, ma accanto agli affollati funerali di Billy Stoke, insperato successo della sua carriera, si celebrano quelli di John May stesso, a cui non partecipa naturalmente nessuno, ma improvvisamente alla sua fossa si avvicina un’ombra, poi un’altra e un’altra ancora in una surreale processione, sono le ombra dei morti di cui lui si è preso cura in tutta la sua vita, si affollano intorno a lui in una testimonianza di affetto e di riconoscenza che sembra costituire una continuità e una trasfigurazione tra solitudine e solidarietà, tra vita e morte, tra vivi e morti.

 Still life è uno splendido, strano, straordinario film, un’elegia della solitudine, della vita, della morte e della pietà.

John May ha pietà dei poveri morti senza padrone e trasferisce la sua pietà, che non è un sentimento religioso ma tutto e solo umano, partecipazione, simpatia, nello spettatore.

Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere. E’ vero: la morte è lo scacco matto al pensiero, alla ragione, alla logica, sulla morte è impossibile costruire pensieri, di essa è impossibile formulare immagini logiche. Immagini logiche no, ma immagini poetiche sì.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...