“Cosmopolis” (2012) di D. Cronenberg lunedi 10 febbraio a Firenze Arci Boncinelli – Uno spettro sio aggira per il mondo: il Capitalismo! – DiLIllo, Cronenberg e Marx

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(marino demata) Cronenberg e’ un regista versatile e complesso, che ama affrontare storie non banali e problematiche di pressante attualita’. Cosmopolis arricchisce la sua gia’ ampia e variegata filmografia, ricca di titoli celebri o comunque giustamente apprezzati: Scannders, Videodrome, La zona morta, La mosca, Il pasto nudo, Crash, Existenz, Spider, ecc. In questo film scommette su Robert Pettinson, a cui affida il ruolo di protagonista, dopo averlo visto all’opera nella Saga di Twilight. Cosmopolis e’ la quasi fedele trasposizione dell’omonimo romanzo di Don DeLillo del 2003: a quell’epoca doveva sembrare una storia di quasi-fantascienza, con il potere assoluto dei mercati finanziari che condizionano tutti e tutto senza esserne minimamente condizionati. A distanza di dieci anni David Cronenberg trova giustamente attualissima la storia narrata da DeLillo e ne fa un film che ne riproduce fedelissimamente sequenze e dialoghi. Eric, ventottenne miliardario trascorre la sua giornata nella limousine con autista e scorta. La sua giornata e’ scandita dall’andamento dei mercati che lui puo’ osservare in tempo reale sui vari display di cui e’ fornita l’auto, e tutto il film (claustrofobico e’ stato detto) si svolge all’interno di questa auto, salvo brevi interruzioni, quando Erik va in un locale a mangiare con la sua quasi sconosciuta moglie, o in un Hotel per fare l’amore con una vecchia amica, o finalmente per andare dal barbiere (meta del suo peregrinare in auto per New York) o nella lunga sequenza finale, faccia a faccia con chi vuole ucciderlo. Tutto il resto invece avviene all’interno cosmopolisdella lunghissima auto fornita di tutto il necessario e soprattutto blindata e perfino insonorizzata, facile metafora del mondo del capitalismo, della finanza e dei mercati, indipendenti da tutto, con una loro propria logica condizionante il mondo, ma scarsamente condizionata da esso. Al di fuori della limousine c’e’ la gente comune che cammina per strada, che va al lavoro o che fa lo shopping, ma anche una citta’ in fermento e in agitazione:  il traffico e qusi del tutto paralizzato, c’e’ un funerale di una importante rock-star e inoltre  il Presidente degli USA e’ in visita a New York, il che scatena  grandi mafestazioni di protesta da parte del variegato mondo degli anarchici e piu’ in generale degli oppositori al sistema. Ma l’auto/sistema economico e mercati va avanti per la sua strada. Il presente delle nostre vicende economiche europee, con le dure e ferree imposizioni a Paesi, Governi e poteri politici rendono drammaticamente attuale non solo  l’opera di DeLillo/Cronenberg, ma anche, ancora una volta, la lucida analisi scientifica di Marx nel Capitale, sulla supremazia del momento economico su quello politico (salvo momenti di interazione reciproca), con la quale DeLillo e Cronenberg sembrano in generale consentire pienamente. Del resto Marx nel libro e ancora piu’ nel film e’ pluricitato e parafrasato. La frase iniziale del Manifesto del Partito Comunista “Uno spettro si aggira per l’Europa – lo spettro del Comunismo” diventa “A specter is haunting the world – the specter of Capitalism”.  Come dire, quello che veniva considerato il grande nemico del mondo borghese, il Comunismo, no spaventa piu’ nessuno, ma quello da cui dobbiamo veramente guardarci oggi e’ il Capitalismo, nel senso letterale della parola, e cioe’ il mondo del Capitale, della Finanza e dei Mercati. Ed a temere ed essere terrorizzati da questo mondo i primi sono gli stessi capitalisti. E gia’ perche’, come analizzava scientificamente Marx, e’ nella natura stessa del Capitalismo triturare vittime ogni giorno all’interno del suo stesso sistema. Eric, il personaggio della storia, nella sua giornata all’interno della Limo, brucia miliardi di capitali perche’ i mercati cosmopolis-2-2327699_0x410contraddicono clamorosamente le previsioni sulle quali aveva puntato: il valore dello Yen sul dollaro improvvisamente cresce smisuratamente e incessantemente portando alla rovina gran parte delle fortune di Eric e di chissa’ quanti altri miliardari. Il Capitalismo uccide ogni giorno se stesso per sopravvivere. Eric dice: il presente e’ sempre piu’ breve, perche’ prepara continuamente il futuro. E in un altro momento dice “il tempo diventa sempre di meno”, “la gente pensa sempre meno all’eternita’ e si concentra sulle ore”,  “meaurable hours, man-hours, using labor more efficiently.” E infine, Capitalismo, tecnologie, mercato uccidono e fanno uccidere: senza alcuna metafora Erik ad un certo punto dice esplicitamente: “The logical extension of business is MURDER” (la logica estensione degli affari e’ l’assassinio). Non sottraendosi egli stesso poi ad una ansia distruttiva ed autodistruttiva, essenza stessa del Capitalismo. E sembra ancora una volta di ricordare la lezione “scientifica” di Marx, che i Capitalismo DEVE andare avanti fatalmente distruggendo e autodistruggendosi, attraverso crisi cicliche dello stesso sistema, che di volta in volta il potere politico (sempre al servizio del Capitale) cerca di far pagare ai piu’ deboli (vedi l’Europa e l’Italia oggi), risolvendo cosi’ temporaneamente la crisi, ma in relata’ preparandone altre piu’ gravi e piu’ larghe. Ma la domanda alla quale ne’ il romanzo, ne’ il film, ne’ nessuno di noi puo’ con certezza rispondere e’: questo cosmopolis-10860processo sara’ possibile all’infinito? E fino a quando sara’ tollerato da coloro che, e sono sempre gli stessi, di volta in volta sono chiamati a pagare il prezzo delle crisi scatenate dal  sistema, dai mercati e dalle banche? Questo interrogativo senza risposta mi fa venire alla mente un’altra famosa citazione dalle marxiane Tesi su Feuerbach: “I filosofi finora hanno interpretato il mondo, si tratta ora di cambiarlo.”

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