“Gloria” di Sebastian Lelio (Cile 2013) – Mercoledi 21 maggio ore 21.00 a Firenze Circolo Vie Nuove

(“Gloria” si Sebastin Lelio viene proiettato il 21 maggio alle ore 21.00 a Forenze Circolo vie Nuove. Il film chiude il ciclo di film denominato “America Latina ieri e oggi” che, in due mesi di proiezioni, ha ottenuto grande successo e suscitato molto interesse per la cinematografia Latino-americana.)

gloria2 “Gloria” di Sebastian Lelio (Cile 2013) 

(bruno coppola) Gloria è una donna comune, né ricca né povera, non certamente giovane ma neppure vecchia, né bella né brutta, potreste incontrarla sul pianerottolo di casa vostra. Vive sola, separata dal marito, ha un lavoro, due figli adulti e indipendenti, una passione per il ballo. Proprio in un locale da ballo incontra un uomo, ordinario come lei, bevono, fanno rapidamente amicizia, sentono nascere reciproca simpatia, vanno a letto e si abbandonano piacevolmente al sesso, iniziano una relazione. Ma l’uomo ha, a sua volta, una moglie da cui è separato e due figlie di cui continua a essere il punto di riferimento psicologico ed economico e che, tutte e tre, con continue richieste di assistenza e di sovvenzione, gli impediscono di abbandonarsi completamente all’amore per Gloria.
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La storia fra i due tuttavia continua, si sviluppa e si approfondisce: Gloria presenta persino il suo nuovo amico alla sua ex famiglia che lo accoglie con affetto e simpatia ma all’improvviso arriva una telefonata e lui scappa senza spiegazioni. Poi è proprio lui che torna alla carica, Gloria, dopo non poche esitazioni, gli perdona la sua debolezza e la storia ricomincia: ma sul più bello (si sono permessi il lusso di un viaggio di piacere) ancora una telefonata lo richiama al dovere, o al-meno a quello che lui ritiene dovere.

Questa volta Gloria non lo perdona…

La storia è ambientata ai nostri giorni in Cile. A parte il ballo (che però non è una connotazione di poco conto) e alcuni altri cenni (un corteo vociante, lievi riferimenti storici), ben poco distingue la città e il paese da qualunque altra città e paese occidentale, potrebbe accadere ovunque ci fosse libertà di comportamento soprattutto da parte delle donne, sincerità di costumi e mancanza di inibizioni e di falsi pudori.

Il film racconta così, senza compiacimenti, né lirismi, né drammaticità artificiose, la mancata evoluzione della storia fra un uomo anziano e una donna matura chiamata Gloria. Storia d’amore? È lecito parlare d’amore quando si tratta di sessantenni? Siamo troppo abituati a usare questa parola a proposito della giovinezza, come se l’amore fosse prerogativa e monopolio di una certa età della vita e dalle sue lusinghe fosse esclusa l’età adulta o anziana. Storia di sesso, di passione fisica? Ancor più siamo abituati a pensare al sesso come gioia giovanile di muscoli e carne, non è facile riconoscere legittimità (normalità) all’incontro fisico tra due persone di età avanzata. E se non è amore, se

non è sesso, qual è il sentimento che avvicina i due? Il bisogno di mu-tuo soccorso, l’illusione di prolungare la giovinezza? Il desiderio di rendere migliore (più soddisfacente) la propria vita?
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Gloria sembra vivere la sua vita allegramente e liberamente, stimola il suo amico-amante a imitarne il coraggio e la determinazione, cerca di rappresentargli la prossimità di un legame che potrebbe essere ricco di sentimento e non privo di ragionevolezza, ma lui, pur innamorato, non riesce a fare il passo decisivo che lo porterebbe all’emancipazione dal passato.

Il film non dà risposte, non si dedica a pericolose, ambigue e pretenziose analisi, si limita a raccontare, con leggerezza, ironia e partecipazione le vicende di un uomo e una donna senza pretendere di presentarli né come eroi, né come vittime, solo come persone comuni colte nel loro faticoso travaglio di vita, in questo senso è infatti l’epopea del-la vita comune e quotidiana, in cui il mal di vivere, che unisce tutti gli uomini che si riconoscono tali, che consiste nel desiderio tutto umano, troppo umano, di essere felici, non si presenta con i tratti della tragedia né della commedia ma con quelli più veri delle piccole cose, delle piccole avventure di tutti i giorni.

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