Serata film corti al Giardino dell’Orticultura a Firenze il 4 giugno

La notte lunga

Il programma:
Il sorriso di Diana di Luca Lucini
La notte lunga – Regia Paolo Sorrentino
Vincent – Regia Tim Burton
Stella – Regia di Gabriele Salvadores
Armandino e il madre – Regia di Valeria Golino

Brevi schede critiche:

“Il sorriso di Diana” (2002) regia di Luca Lucini

 (chiara novelli) Un primo film che è una scommessa, una provocazione, un confronto. Da un ragno che si innamora di una donna, un piccolo viaggio globale nella meraviglia che vive dentro l’amore, nel coraggio che occorre alla sua promessa, nella sublimazione alla paura dell’impossibile che è abisso e lutto quando è negato comunicarne e viverne la realtà.

Idea sceneggiata da una prosa poetica di Nicola Barnaba.stella

 Agenore il ragno innamorato

 Incapace di muoversi,

di reagire,

 lui, il piu coraggioso

tra tutti si sentiva spento inutile

i suoi pensieri erano scossi e agitati

come le onde spinte contro la scogliera

dalla forza terribile di un uragano

il cui fragore era una ripetuta ed ossessiva domanda

perché, perché non mi ha ucciso.

E come tutti gli innamorati volle sognare.

Negò qualsiasi evidenza

ingigantì casualità vide oltre la logica e soprattutto

si illuse.

La passione si nutre di certezze e disdegna i dubbi.

Nessuno avrebbe potuto risvegliare Agenore

nessuno eccetto la cruda realtà.

Fu buio e luce

Il caldo ed il gelo.

 Fu il niente ed il tutto

Un gioco troppo esagerato e spietato

perché i cuore di Agenore potesse contenerlo senza esplodere

E se i ragni possono piangere

lui piangeva

piangeva perché l’amore sa anche far male

e le ferite che lascia solo il tempo a volte può guarirle

ma Agenore non aveva più tempo

A cosa importava il passato

Era stato un valoroso e nobile guerriero.

Ora non era più nulla

Amava e basta.

Ma quanti amori sono appassiti

e quanti non sono neppure sbocciativincent

a causa di culture troppo diverse

di come alti picchi creano una innaturale barriera

al volo dei sogni.

I sogni di Agenore volavano via

come i sentimenti incompresi

come accade alle nostre emozioni

quando calpestiamo

quando veniamo calpestati

nel gioco dell’amore che a volte ci fa uomini

e a volte ci rende insetti.

 

La notte lunga (2001) regia di Paolo Sorrentino

(marino demata) Girato in collaborazione col Comune di Milano e nel quadro della lotta alle tossicodipendenze, La notte lunga e’ un film corto di 15 min. realizzato dal premio Oscar Paolo Paolo Sorrentino nel 2001, in formato 35 mm., che tratta con lo spirito ironico che diverra’ uno dei propri segni distintivi, delle vicende di Manolo, parrucchiere delle dive. L’azione, come tipica in un film corto, si svolge “tutto in una notte”, che pero’sembra che veramente non finisca mai. Manolo fara’ la sua prima esperienza con la cocaina e riuscirà’ anche ad incontrare una famosa stella del cinema. Insomma,  girando tra  discoteche e sedute spiritiche, baronesse vedove e spacciatori, il nostro eroe riesce finalmente ad organizzare il suo momento di intimità con Ariel.
Il film mette gia’ in mostra la ottima capacita’ di Sorrentino a dirigere gli attori, tra i quali merita una citazione la buona prova di Chiara Caselli ma anche la frenesia del bravo Giovanni Esposito.
Il film e’ stato girato 3 anni dopo l’altro corto “L’amore non ha confini”, che aveva come teatro invece l’hinterland napoletano, e precisamente  il litorale flegreo, che faceva da fondo ad una coraggiosa presa in giro del mondo della camorra.
La notte lunga e’ stato presentato ai Festival di Torino e di Roma, e in quest’ulltima sede ha anche vinto il Premio New Vision Prize.

“Vincent” (1982) regia di Tim Burton

 (chiara novelli) All’epoca Tim Burton lavorava alla Disney che produce questo suo primo film nato da una sua poesia semi seria, riconoscendone il genio, ma non sapendo poi come sfruttarlo. Corto di animazione dove si affaccia tutto il suo mondo creativo di Burton, le sue radici, che vanno dal romanzo gotico di Poe, al cinema tedesco degli anni ’20 di cui riproduce le geometrie e il “bianco e nero” senza ombre. Da qui, disegnando, ci insegue per condurci dentro il sogno e la morte, nella doppia e insidiosa svolta psichica che, angosciosa e lieve, ci lascia sospesi come la sua bicromia senza grigi :

 Vincent Malloy è un bravo bambino,

ha sette anni ed è assai perbenino,

per la sua età ha virtù assai rare

ma a Vincent Price vuol somigliare.

Ha un gatto, un cane ed una sorella

ma vuole soltanto una vita più bella.

In orridi antri, per meglio sognare,

con rettili e topi vorrebbe abitare.

Con loro vivrebbe incredibili orrori

sentendosi preda di ghiacci sudori,

vagare vorrebbe, in tenebra oscura

sfidando pericoli senza paura.

Con larghi sorrisi accoglie la zia

né mai vorrebbe lasciarla andar via,

immagina infatti, con grande piacere,

di farne una statua per il museo delle cere.

Sevizia ogni giorno il suo cane Abercrombie

sperando di trarne un orribile zombie,

col qual poter nella nebbia vagare

per fare poi strage di vittime ignare.

Non vuole soltanto incuter paura,

adora egualmente lettura e pittura.

Pinocchi e fatine non legge però,

lui adora soltanto i racconti di Poe.

Una notte, leggendo alla fievole luce

fece un sobbalzo a una storia si truce,

la giovane moglie che tanto adorava

giaceva ancor viva nella sua bara.

Con impeto folle si mise a scavare,

quell’orrido dubbio voleva fugare,

ma ciò che scavava scoprì che in realtà

era solo l’aiola che amava mammà.

In camera chiuso si ritrovò

e d’esser recluso si immaginò,

il solo conforto in tanto dolore

era il ritratto del grande suo amore.

Mentre languiva, angosciato e disfatto

la madre arrivò e lo colse sul fatto,

disse: “se vuoi puoi andare a giocare

fuori c’è il sole, ti devi svagare”.

Stella(2009) – Regia di Gabriele Salvadores
(marino demata)Un altro premio Oscar, Gabriele Salvadores (statuetta vinta con Mediterraneo)  e’ il regista di quest’altro corto, Stella, realizzato nel quadro del progetto Perfiducia. Il film si svolge in parte negli anni 80, ;per cio’ che riguarda l’antefatto, e in  parte ai nostri giorni.  Esso ci racconta appunto della fiducia e della comprensione che puo’ nascere tra due donne che appena si conoscono (ma solo all’apparenza almeno per una delle due). Ma attenzione: il film riserva un colpo di scena finale attraverso il quale il regista va decisamente contro le aspettative dello spettatore. E’ un film veramente ben fatto, con una piccola ma avvincente trama, tenuta insieme nelle due parti temporali dal mondo della cucina, che in qualche modo segna il destino delle due vite che si incontrano nella parte finale del cortometraggio.  In verita’ senza tritezza e senza retorica. Ed e’ gia’ tantissimo!

“Armandino e il Madre” (2011) Regia di Valeria Golino.
(chiara novelli)  Cortometraggio e  prima regia di Valeria Golino, del 2011. Un bambino rom/napoletano/italiano, cupido per interesse e ingegno, tra suo fratello Roberto, il bello di via Settembrini, e Sara, una restauratrice del Museo Madre di Napoli. Attraverso di lui ci vengono raccontati i pericolosi percorsi del noviziato d’amore nei dispetti di un sentimento acerbo e il viaggio che fa ogni giorno dentro l’arte di Andy Warhol, Lucio Fontana, Richard Long, Domenico Paladino, Francesco Clemente, Jeff Koons, Richard Serra, Rebecca Horn che per lui non hanno segreti: lui ne conosce, di ognuno, ubicazione e colori. Dicono di lui: “Piccolo di statura ma, dal cuore grande e… veloce, veloce, veloce, come un cavaliere medievale”.
Fino all’ultima corsa passando davanti all’ “Early Coloured Liz” di Warhol per raggiunge il “Cavallo” di Paladino.