Dalla serata dedicata ad una selezione di film corti: “Il sorriso di Diana” di Luca Lucini

Pubblichiamo in cinque giorni i cinque film corti che hanno caratterizzato la prima serata dedicata ai cortometraggi il 4 giugno u.s. al Giardino dell’Orticoltura a Firenze. Oggi è la volta di “Il sorriso di Diana” di Luca Lucini.

(chiara novelli) Un primo film che è una scommessa, una provocazione, un confronto. Da un ragno che si innamora di una donna, un piccolo viaggio globale nella meraviglia che vive dentro l’amore, nel coraggio che occorre alla sua promessa, nella sublimazione alla paura dell’impossibile che è abisso e lutto quando è negato comunicarne e viverne la realtà.

Idea sceneggiata da una prosa poetica di Nicola Barnaba.

 

Agenore il ragno innamorato

 

Incapace di muoversi,

di reagire,

lui, il piu coraggioso tra tutti si sentiva spento inutile i suoi pensieri erano scossi e agitati come le onde spinte contro la scogliera dalla forza terribile di un uragano il cui fragore era una ripetuta ed ossessiva domanda perché, perché non mi ha ucciso.

E come tutti gli innamorati volle sognare. Negò qualsiasi evidenza ingigantì casualità vide oltre la logica e soprattutto si illuse. La passione si nutre di certezze e disdegna i dubbi. Nessuno avrebbe potuto risvegliare Agenore nessuno eccetto la cruda realtà.

Fu buio e luce Il caldo ed il gelo.

Fu il niente ed il tutto

Un gioco troppo esagerato e spietato perché i cuore di Agenore potesse contenerlo senza esplodere E se i ragni possono piangere lui piangeva piangeva perché l’amore sa anche far male e le ferite che lascia solo il tempo a volte può guarirle ma Agenore non aveva più tempo

A cosa importava il passato Era stato un valoroso e nobile guerriero.

Ora non era più nulla Amava e basta.

Ma quanti amori sono appassiti e quanti non sono neppure sbocciati a causa di culture troppo diverse di come alti picchi creano una innaturale barriera al volo dei sogni.

I sogni di Agenore volavano via come i sentimenti incompresi

come accade alle nostre emozioni quando calpestiamo quando veniamo calpestati nel gioco dell’amore che a volte ci fa uomini e a volte ci rende insetti.

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