Malafemmina!

 

(marino demata)  Il clebratissimo film “Totò, Peppino e la malafemmina”, regia di Camillo Mastrocinque, forse il più famoso di tutti i film interpretati da Totò, è in realtà anche una autoparodia tratta dalla celebre canzone “Malafemmina”, che Totò aveva composto anni prima, nel 1951, sospinto da reali vicissitudini amorose, a tal punto da costringerlo ancora anni dopo a piangere in pubblico riascoltandone le note, come si vede nel filmato.

Il termine “malafemmina” (o più napoletanamente “malafemmena”) aveva una accezione essenzialmente dispregiativa soprattutto prima del Novecento, quando veniva assimilato alle espressioni “donna di mal’affare”, o addirittura prostituta, donna cattiva. Col Novecento il termine viene adoperato in senso più addolcito, connotando una condizione non più oggettiva (lo status reale di una cattiva donna), ma piuttosto soggettiva, di donna dalla quale l’innamorato subisce del male. Insomma da allora in poi, contrariamente alla comune credenza, malafemmina non significa più “donnaccia”, ma donna dalla quale l’uomo perdutamente innamorato subisce un torto, un tradimento, e grandi irreparabili sofferenze. Le parole della canzone di Totò sono emblematiche in tal senso: la donna amata ha rovinato tutto e distutto l’amore,  non perché sia una “donnaccia” per l’appunto, ma solo per un “capriccio”, attraverso il quale, si lamanta Totò, tutto è stato distrutto: “Ma tu pe’ nu capriccio tuto hai distrutto….Ma Dio nun t’o perdone
chello ch’è fatto a mme!”
Eppure il torto (o il tradimento) subito non hanno potuto cancellare l’amore, che è ancora vivo e che viene anzi riaffermato come “l’unico ammore”.

“te voglio ancora bene,

ma tu non saie pecchè

pecchè l’unico ammore

si stata tu pe me.”


Si tratta di una canzone bellissima e ispiratissima, una canzone d’amore con un testo un po’ duro e violento, come afferma Arbore nel filmato, come proprio di persona a cui brucia ancora la ferita per il male subito.
La canzone annovera  il record di essere stata cantata da oltre un centinaio di interpreti, da quelli classici napoletani, da Roberto Murolo a Giacomo Rondinella, da Massimo Ranieri a Lina Sastri, agli interpreti più svariati e solitamente lontani dalla canzone napoletana, come Lucio Dalla,  Connie Francis, Enzo Jannacci, Mina, Gino Paoli e decine e decine di altri cantanti.
Tra i tanti filmati a disposizione, abbiamo scelto questo di Lucia Dalla non solo per la gradevole scenografia, ma anche perché inframmezzato da dichiarazioni di vari personaggi e da brevi spezzoni dello stesso Totò.