Nuova serata di corti il 14 luglio a FI con “Electronic Labyrinth” di G. Lucas

Electronic labyrinth

 

(marino demata) Ci avviciniamo a grandi passi ad una nuova grande serata dedicata al cinema “corto”, prevista per lunedi 14 luglio qui a Firenze, presso il Giardino dell’Ortocoltura. Spicca nel bel programma allestito, un’opera che potremmo definire di ingegneria cinematografica, quel Electronic Labirinth di George Lucas, diventato ormai una sorta di cult.

Nel 1967 George Lucas completava il suo master universitario alla University of Southern California con questo cortometraggio, vero e proprio saggio visivo, che resterà uno dei fìlmati più celebri nella storia degli short movies. Il soggetto ci parla di un personaggio del futuro, THX, che durante la propria fuga dalla società tecnologicamente oppressiva nella quale vive, deve affrontare gli uomini della sicurezza e mille ostacoli. Il filmato costituirà la base per il suo primo celebre lungometraggio, “L’uomo che fuggì dal futuro”.
Electronic THX-1138 Maggie McOmie Robert Duvall

D’altra parte il virtuosismo di Lucas e la futuribilità della bella storia  sono così evidenti e così ricchi di immagini positive che l’opera recentemente è stato scelta per essere conservata nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Il film, che ha le caratteristiche del cinema sperimentale, è stato anche prodotto e sceneggiato dallo stesso  Lucas e il rivederlo come momento conclusivo della serata dedicata aio film corti del 14 luglio prossimo rappresenta sicuramente un evento ed un regalo per i nostri spettatori. In chiaro stile orwelliano, Lucas immagina una società oppressiva e tecnologicamente avanzata, dalla quale un uomo cerca disperatamente di fuggire. Girato nello spazio di 12 settimane utilizzando garages parcheggi e la via di accesso all’aeroporto di Los Angeles,  Lucas riesce a ricreare l’ambiente del labirinto elettronico dal quale sarà difficile districarsi. Il filmato ha ricevuto il primo premio all’International Student Film Festival del 1968 e fu anche altamente apprezzato dal leggendario Fritz Lang, mitico regista di Metropolis, allorchè gli capitò di vederlo, assieme ad altri prodotti cinematografici di carattere sperimentale. Ma l’incontro del destino per George Lucas sarà quello con Francis Ford Coppola, che crederà subito nel talento del giovanissimo regista, lo incoraggerà e lo finanzierà anche di fronte ad un fallimento finanziario, quale la debolissima risposta al box office del suo primo lungometraggio, quel “L’uomo che fuggì dal futuro”, destinato poi a divenire un cult movie.

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