Presentazione della nuova serata di film corti il 21 luglio 2014 ore 21.15 a FI Giardino dell’Ortocoltura

Occupied

 

(marino demata) Non è un caso che abbiamo titolato la nuova serata di film corti che abbiamo preparato per la serata di lunedì 21 luglio “Il sorriso nel cortometraggio”. Infatti il pubblico di appassionati di questo genere cinematografico troverà, più del consueto film non dichiaratamente allegri o comici (difficile organizzare il canovaccio di una vera e propria commedia in uno spazio di pochissimi minuti), ma film realizzati sul filo della fine ironia con finali che riservano sorprese – come spessissimo accade per i “corti” – e che assicurano anche piacevoli momenti di ilarità per le situazioni inconsuete di comicità volontaria o involontaria che sia.

E allora quali sono i film corti in programma lunedì 21 luglio alle 21.15 all’ormai consueto appuntamento al Giardino dell’Orticoltura? Esaminiamoli brevemente stando attenti a non rivelare i finali e a non sciupare la sorpresa per i nostro fedelissimi cultori del genere:

Si comincia con “Tune for two” è un cortometraggio del 2011 prodotto da PRIMODROM, e girato da Gunnar Järvstad, regista svedese che ne è anche lo sceneggiatore. Il piccolo film è stato completamente girato in Svezia, tra le nevi e i ghiacciai di di Skåne län. Il regista ci trasporta immediatamente nel pieno del dramma di una esecuzione, di cui non conosciamo i motivi e nemmeno ci interessa molto conoscerli. Certo non è un caso se questi piccolo “cult movie” è stato a lungo titolato in Italiano “Un esecuzione prende una piega inaspettata”. Agli spettatori il compito di scoprire quale sarà la piega inaspettata e di divertirsi di conseguenza. Anche se il regista, bisogna dirlo, no vuole deviare completamente dalla storia dewll’esecuzione.
Si prosegue con “La mosca” sui Fabio e Lauro Criociani. Si tratta di un cult storico, che probabilmente alcuni dei nostri spettatori avranno avuto modo di vedere negli anni novanta, perché il filmato diventò una specie di tormentone e finì quotidianamente su Blog di RaiTre. Ne rise una intera generazione di cultori di quella fortunata trasmissione. Ci sembrava giusto riproporre la memoria storica di uno dei migliori e comunque più fortunati corti comici italiani.
Sarà quindi la volta di “La scarpa rossa” altro corto italiano, ma questa volta molto più recente (2012), che malgrado qualche momento di caduta di stile (l’incontro del protagonista col trans scambiato per una donna ci propina usuali schemi a base di equivoci e ammiccamenti non propriamente raffinati) e di scarsa credibilità (l’improvvisa e improbabile voglia del protagonista, borghese piccolo piccolo, di una notte brava), riesce tuttavia a creare situazioni umoristiche a volte divertenti.
L’appuntamento col corto cartoon sta diventando un momento atteso al quale non sapremmo rinunciare e probabilmente non saprebbero ormai rinunciarvi nemmeno i nostri affezionati spettatori. Questa volta toccherà a “Il pianeta perfetto” di Smeriglia. Un pianeta dove tutto è possibile. Tutto e il contrario di tutto. Ma che succederà in concreto negli oltre 8 minuti di film animato?
Con “Cinque Euro” altro corto italiano, curato ed edito dalla Compagnia cortobagnolometraggio, siamo nell’ambito di una favola ricorrente: cosa si può fare se il destino ci porta di fronte ad una banconota di Euro persa per terra non si sa da chi? E se questi cinque euro si investissero? Forse il destino non ci ha riservato semplicemente i 5 Euro alla persona che li ha trovati, ma anche i lauti frutti che potrebbero derivare da un attento investimento di tale somma? Lo scopriremo vedendo questo film.
Ci si avvia la finale con “Occupied”, un corto diretto da un regista austriaco, ChristiaN FILEK del 2008, che ci porta subito in una atmosfera di suspense drammatica: cosa sta succedendo nella toilette dell’aereo? La preparazione di una bomba? Un attentato mortale? Cosa è sfuggito alle ferree maglie della vigilanza? Ma anche in questo caso il finale spiazzerà lo spettatore, come nelle regole dei migliori corti di autore.
E infine arriviamo a quello che è il mio preferito tra i corti della serata, “Le grand jeu” di YANNICK PECHERAND-MOLLIEX , un”corto” francese del 2008, che ha non soo il compito, riuscitissimo, di strapparci alla fine un sorriso ed anche una risata di gusto, ma anche di farci riflettere amaramente alle storie della vita, specialmente alle storie di coppia, dai mille risvolti imprevedibili. Il film ci fa immergere in una visione della vita di coppia affidata a messaggi lasciati su pezzi di carta, in una sorta di rivisitazione della “caccia al tesioro”, che porteranno una moglie (o compagna che sia), li dove il suo compagno vuole che arrivi. Come sempfre sarà il finale, imprevedibile e cinico, a dare il senso compiuto a questo piccolo gioiello, apprezzabile anche per la scelta del bianco e nero, premiato nei migliori festival del genere in Francia e all’estero.