“Le figlie del botanico” (2006) di Dai Sijie – Mercoldedì 20/08 ore 21.15 a FI Giardino del Cenacolo di San Salvi

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(chiara novelli)  Film di produzione franco-canadese, girato in Vietnam dallo scrittore e regista cinese Dai Sijie, racconta una storia al tempo della Cina delle Rivoluzione Culturale. Fermandoci su questa soglia però, ci farà incontrare, incastrate insieme, due vie: quella la durezza del materialismo storico e quella dell’infinito della tradizione culturale asiatica su cui la prima si è innestata. Guardiamo quindi questo film affidandoci ai tempi e alla sensorialità di bellezza che il regista vuole raccontare, che ha le sue regole oltre ogni prodotto umano, che stupisce di meraviglia sia negli esterni che negli interni del girato: luoghi che dialogano a specchiarci nella perfezione che ci rappresentano. Storia chiusa questa, circoscritta e universale, nel giardino di un botanico tanto sapiente quanto compiaciuto di se stesso, portatore, pur in tanto umile splendore di natura, della mentalità e dei valori arroganti e machisti della rivoluzione, concetto di uomo come portatore di elementi dissonanti, imperfezione nella les-filles-du-botaniste_1600x1200_(www.GdeFon.ru)2perfezione. Scopriremo infatti, a breve,che la sola custode dei doni della cultura e della tradizione è lei, An, la figlia, la donna, vera insegnante della nuova apprendista, la giovane Li, orfana dei genitori con cui inizia un rapporto di intima sapienza, di appartenenza e poi d’amore. Film di luoghi chiusi infatti questo, che sa circoscrivere anche le immagini del rigoglioso paesaggio, che ci farà passare dall’orfanotrofio, al giardino, al convento buddista altro luogo di custodia della botanica che giuda le ragazze alla conoscenza della ritualità spirituale delle piante, la sola che permette il pieno sviluppo dei poteri medicamentosi delle stesse, per introdurci così in tutto ciò che è devozione al tempio della natura e dell’uomo, che può esplicarsi solo attraverso l’esperienza dell’amore, umile, silenzioso e totale, unica via dove l’essere umano può percorrere la propria sostanza di perfezione naturale. Film dove si celebra e si ritualizza: dal modo a cui affidare i desideri, al matrimonio stesso fino a quello per far dimenticare e liberare dal dolore che ogni uomo porta, per poi rinchiuderci ancora, nella mentalità militare dei soldati cinesi, in quella violenta dei tribunali della Rivoluzione che violano la bellezza che vive già, in se, nel poter essere se stessi, per poi farci nuovamente respirare nella piena libertà della sacralità della tradizione, come unica possibilità per l’uomo e oltre l’uomo, in cui Li ed An potranno essere finalmente insieme per sempre nella pace dell’amore.

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