I film di Venezia ’71: “Birdman” di A. G. Inarritu

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(vittorio zenardi) Alejandro González Iñárritu prova a spiazzarci con il suo Birdman.

Dopo la trilogia della morte ( Amores Perros, 21 grammi, Babel) e Biutiful (2010), si presenta al Lido con una black comedy d’autore.

Riggan (Michael Keaton) è un attore diventato celebre per aver interpretato un famoso supereroe, ma oggi si trova a combattere con la sua coscienza che si materializza con una puntigliosa voce interna, e con il mondo che lo circonda, che vive al respiro dei social network.

Decide di tentare il colpo della vita mettendo in scena, a Broadway, l’adattamento teatrale di un’opera di Raymond Carver.

In questa impresa l’aiuterà il prim’attore della compagnia, interpretato da Edward Norton.Birdman3

Il cinema di Iñárritu si espande verso nuovi orizzonti, con uno stile audace, suggellato da surreali piani-sequenza che vedono la macchina da presa come fluttuare nello spazio scenico.

Questa continuità, visiva e narrativa, che ci dona un’illusione di realtà, può sembrare estremamente naturale agli occhi dello spettatore, ma denota un’attenzione al dettaglio e una maestria eccezionali.

Come ci dice lo stesso Iñárritu in conferenza stampa:

“Dovevamo lavorare in spazi ridottissimi, tutto e stato pianificato per mesi. Il mio intento era quello di non interrompere un’emozione. E’ stato come camminare su un filo, mi è sembrato di essere come il funambolo Philippe Petit. Ciò è stato possibile però, anche grazie all’affiatamento degli attori e alla loro collaborazione”

Ecco, appunto, gli attori.

Se il regista messicano è riuscito nel suo intento di creare un’opera potente e destabilizzante, lo deve in parte alle eccellenti interpretazioni dei suoi attori.

Michael Keaton si fa letteralmente sezionare dalla macchina da presa, che con primissimi piani scruta le sue rughe, le imperfezioni della pelle, in una mimesis dove non si capisce chi sia la maschera di cosa.

Per lui, il Batman di Tim Burton, si aggiunge , così, una sorta di “nudità intellettuale”.

Edward Norton raggiunge e forse supera la sua interpretazione nella 25° ora di Spike Lee; Emma Stone é languida e convincente nel ruolo della figlia tossica e ribelle, Naomi Watts, Merrit Wever e Amy Ryan sono semplicemente meravigliose per un’opera corale di altissimo livello.

Come film di apertura non si poteva sperare di meglio!

Vittorio Zenardi

http://www.whatsupmagazine.it/2014/08/venezia-71-birdman-o-le-imprevedibili-virtu-dellignoranza-di-alejandro-g-inarittu-in-concorso/

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