Premio alla carriera per David Lynch – Al Lucca Film Festival

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La sala gremita dello splendido cinema Moderno di Lucca ha accolto con una standing ovation un emozionato David Lynch.

La cerimonia di consegna del premio alla carriera all’artista americano è stata introdotta dal professore e critico cinematografico Roy Menarini.

Sul palco anche il sindaco Alessandro Tambellini, Stefano Baccelli, presidente della provincia di Lucca e Nicola Borrelli, presidente del Lucca Film Festival.

Il regista ha ricevuto una targa di marmo di Carrara realizzata dall’azienda toscana Robot City oltre ad un’opera di Giampaolo Frizzi, noto artista di Lucca, una pittura dipinta in tela intitolata Robots from Mars.David-Lynch6

L’opera che fa parte di una produzione dell’artista tutta dedicata al mondo dei giocattoli vintage riprodotti con tecnica iper realista è stata consegnata da Paolo Tacchi di Banca Generali , sostenitore del Festival.

Subito dopo la parola a Lynch:

“Ringrazio Lucca, questa meravigliosa città, per l’accoglienza umana che ho trovato nelle persone, nell’organizzazione del Festival. Grazie a Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca; Marcello Bertocchini, direttore generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Nicola Borrelli, presidente del Lucca Film Festival”

Poi ha salutato il pubblico e incalzato da Menarini sul proseguimento di Twin Peaks rivela: “Ho sempre detto che mi piacciono le storie che continuano, innamorarsi di un mondo e poterci andare sempre più in profondità. Quindi c’è sempre una possibilità. Aspettate e vedrete”. Concludendo: “Ciao Lucca, grazie”.

La serata è proseguita con la proiezione di tre cortometraggi in bianco e nero ( in anteprima nazionale e restaurati) due dei quali Sex Figures Getting Sick (Six Times) e The Alphabet realizzati da un Lynch poco più che ventenne. Già si può notare uno sguardo “disturbato”, attratto da fantasmi psichici e dominato da orizzonti onirici più vicini all’incubo che al sogno.

The Alphabet colpisce per un incredibile flashforward cinematografico.

La bambina protagonista del cortometraggio del 1966, che poi è la figlia di Lynch (Peggy Lynch) è incredibilmente somigliante per atteggiamenti e movenze alla Regan MacNeil dell’Esorcicista girato però solo nel 1973 da Wiliam Friedkin.

L’ultimo dei cortometraggi Absurda (Scissors) vede delle forbici gigantesche uscire dallo schermo di un cinema per proiettarsi sulla sala buia e deserta. Forbici che poi si accaniranno su una coppia sullo sfondo….

La serata si è conclusa con la visione di Mulholland Drive, capolavoro indiscusso di Lynch, nella versione in pellicola.

“A volte nella vita abbiamo la sensazione che ci sia qualcosa di più di quello che realmente vediamo. Questa percezione, questo sentire si ripercuote sul nostro umore, nei nostri sogni, nella nostra vita..”

Nel suo cinema, infatti, il non visibile, il non detto e gli slittamenti di senso acquistano un’importanza estremamente significante e quindi non potevo chiudere l’articolo se non con le sue parole, quelle che mi hanno colpito maggiormente e che ci forniscono anche una chiave di lettura delle sue opere, che continuano a catturarci svelandoci infiniti mondi possibili…

Vittorio Zenardi

http://www.whatsupmagazine.it/2014/10/premio-alla-carriera-per-david-lynch/

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