“Storie di cinema intorno alla grande guerra”. Rassegna di 8 grandi film – Firenze – Sala dei Marmi – Parterre – Piazza della Libertà. Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 21.00

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“Storie di cinema intorno alla grande guerra”. Rassegna di 8 film dal 22 ottobre – Firenze – Sala dei Marmi – Parterre – Piazza della Libertà. Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 21.00

Cento anni dalla Grande guerra, che per l’Italia cominciano con un anno di ritardo essendo il nostro Paese entrato in guerra solo il 1915. Si tratta di una celebrazione che certamente sarà caratterizzata da molte ricostruzioni di avvenimenti, ma anche probabile occasione di rinascente retorica ed enfasi che da tempo, anche grazie al cinema, ci siamo lasciati alle spalle.
Rive Gauche-ArteCinema ha elaborato il presente progetto che ha un intento non celebrativo, né astiosamente polemico, ma quello di porsi e porre all’attenzione del pubblico alcuni interrogativi ancora insoluti e problematiche umane che hanno preso corpo anche nei primi anni dopo la guerra e a cui pochi hanno prestato attenzione. Tutto questo attraverso 8 grandi film di altrettanti grandi registi con un percorso studiato in modo tale da partire dalla demistificazione del trionfalismo e dall’abbattimento di ogni retorica (principalmente attraverso il capolavoro di Monicelli “La grande guerra” che nel Per il re e per la patriadenunziare l’assurdità del conflitto, ci mostra il dramma di soldati mandati al fronte come ad una carneficina, male equipaggiati e peggio vestiti), per poi passare attraverso film che ci mostrano il dramma della guerra soprattutto dal lato degli uomini, dei soldati, vittime spesso non solo della guerra in sé, ma anche della bizzarria talvolta interessata per meschini calcoli di potere da parte degli stati maggiori e dei generali con azioni belliche di sicuro insuccesso con inevitabile carneficina. Ci riferiamo alla nostra scelta per il capolavoro indiscusso del grande Stanley Kubrick “Orizzonti di gloria”, ma anche al nostro “Uomini contro” di Francesco Rosi, non a caso a lungo censurato e di ostacolata distribuzione nel nostro Paese!).
Segue il film che narra la storia della giovinezza di un grande uomo e scrittore, Hemingway, dalla sua partenza dagli USA fino alle vicende della prima guerra mondiale narrate in uno dei suoi romanzi capolavoro, “Addio alle Armi”. Abbiamo scelto di non proiettare lo stesso “Addio alle armi” molto visto anche nelle nostre TV, ma di affidarci appunto alla storia della giovinezza dello scrittore, ricostruita dalle sapienti mani di un altro grande regista, tra l’altro perseguitato dal Maccartismo in America, Martin Ritt, col suo “Le avventure di un giovane” (Hemingway’s Adventures of a Young Man, 1962, Stati Uniti).
Vicende personali drammatiche troviamo nel capolavoro di un altro regista “perseguitato”, Joseph Losey, nel capolavoro inglese “Per il re e per la patria” (King and Country, 1964): il volontario ritorno a casa di un soldato e la scoperta del tradimento della moglie e poi l’accusa di diserzione.
Mentre con “Messia selvaggio”, il migliore dei film dell’estroso e geniale regista inglese Ken Russell, troviamo descritta la storia dell’amore tra il grande artista Henri Gaudier e la scrittrice polacca polacca Sophie Brzeska, di vent’anni più anziana di lui. Il tutto avrà il suo epilogo appunto con la grande guerra.
La grande guerra è stata tale anche per l’ampiezza del fronte e per i numero incredibile e mai registrato prima di allora degli Stati e dei popoli coinvolti. Il bel film del regista australiano Peter Weir, “Gli anni spezzati”, ci porta in uno spaccato dello scontro militare tra Australia e Germania, ed è la storia dell’avventura e dell’amicizia di due soldati australiani nel 1915, che attraversano continenti e deserti per unirsi al loro reggimento coinvolto nella famosa battaglia di Gallipoli.messia-selvaggio-1972-137987
E infine si arriva a “La vita e nient’altro” (La vie et rien d’autre, 1989, Francia), regia di Bertrand Tavernier. Siamo nel 1920 e seguiamo il dramma di una donna ancora ostinatamente alla ricerca del proprio uomo ufficialmente morto, ma in circostanze che lasciano più di un dubbio. Un film forte e meraviglioso che affronta il dramma delle ricerche di chi non si arrende a verità ufficiali troppo facili e semplicistiche.
Ecco, ci interessava seguite questo itinerario scandito nell’ordine degli 8 capolavori prescelti, per una visone problematica e non meramente celebrativa della grande guerra, risollevando, grazie all’aiuto del cinema dunque, tanti problemi e tanti interrogativi che spesso non hanno trovato soluzione né adeguata spiegazione.
A noi, per citare uno di questi problemi, ha fatto particolare impressione la notizia che a distanza di cento anni, non si è ancora riuscito a stabilire il numero dei morti complessivi che è costata la grande guerra e si oscilla assurdamente tra cifre assai distanti fra di loro. Il che sembra veramente una delle assurdità della guerra assurda!

Programma film:


22 ottobre ore 21- “La grande guerra” (1959), regia di Mario Monicelli
Il più grande film italiano sulla grande guerra, col quale Monicelli riesce finalmente nella non semplice operazione di spogliare l’evento di ogni retorica e trionfalismo, ereditati dalla propaganda fascista e a quei tempi ancora imperanti. Monicelli denuncia con coraggio l’assurdità del conflitto e le miserevoli condizioni dei soldati mandati al fronte.

 29 ottobre ore 21- “Orizzonti di gloria” (Paths of Glory, 1957), regia di Stanley Kubrick
Ispirato ad episodi realmente accaduti all’interno dell’esercito francese, si tratta di uno dei capolavori di Stanley Kubrick, che non risparmia feroci critiche alle scelte dei militari francesi durante la guerra, che hanno portato a veri massacri, compreso quello dei propri soldati contro i quali viene ordinato di aprire il fuoco…

5 novembre ore 21 – “Uomini contro” (1971), regia di Francesco Rosi
Tratto dal romanzo romanzo di Emilio Lussu Un anno sull’Altipiano. Il film, per la sua carica cirtica verso l’assurdità degli ordini del comando italiano che portarono al massacro di centinaia di soldati, è stato paragonato al capolavoro di Kubrick “Orizzonti di gloria”. Il film fu boicottato nella distribuzione nel nostro Paese e censurato.

 12 novembre ore 21.- “Le avventure di un giovane” (Hemingway’s Adventures of a Young Man, 1962, Stati Uniti), regia di Martin Ritt.
Ottimamente diretto dal “blacklisted” Martin Ritt, è la biografia della giovinezza di Hemingway fino alle vicende descritte in “Addio alle armi”. Da rimarcare nel cast una grande interpretazione di Paul Newman.

19 novembre ore 21 – “Per il re e per la patria” (King and Country, 1964), regia di Joseph Losey
Diretto da un altro “blacklisted”, il grande Joseph Losey, autoesiliatosi in Inghilterra, è la storia di un soldato inglese colpito da choc per la vicina esplosione di una bomba. Inorridito per la carneficina dei propri compagni, decide di tonare a casa ove scoprirà il tradimento della moglie.

26 novembre ore 21- “Messia Selvaggio” (Savage Messiah, 1972, Stati Uniti), regìa di Ken Russell
L’amore di Henri Gaudier, pittore e scultore del Vorticismo, per la scrittrice polacca Sophie Brzeska, di vent’anni più anziana di lui. Misurato ritratto firmato dal grande Ken Russell dell’artista Henri Gaudier in uno dei periodi più ispirati della sua attività artisica. Tutto avrà il suo epilogo con la grande guerra.

3 dicembre ore 21 – “Gli anni spezzati” ,(Gallipoli, 1981, Australia), regia di Peter Weir.
La storia di avventura e di amicizia di due giovani australiani, che attraversano continenti e deserti per unirsi al proprio battaglione impegnato in quella che dieverrà la famosa battaglia di Gallipoli. La guerra sembra restare sullo sfondo, rispetto al tema del valore della vita e dell’amicizia.

10 dicembre ore 21- “La vita e niente altro” (La vie et rien d’autre, 1989, Francia), regia di Bertrand Tavernier
1920: Irène sta cercando la salma del marito disperso e si rivolge al maggiore Dellaplane , incaricato di identificare i caduti francesi senza nome del recente conflitto; tra lei e Dellaplane, così diversi e in un primo tempo ostili, nascerà un’intesa che solo due anni dopo (forse troppo tardi) il disilluso ufficiale si deciderà ad ammettere. Capolavoro di Tavernier, film dal rigore morale assoluto.

 

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