“I due volti di gennaio” (2014) di Hossein Amini

I due volti di gennaio 1 DIE ZWEI GESICHTER DES JANUARS

 

(marino demata) Innanzitutto chiariamo il significato del titolo. La storia si svolge prevalentemente in Grecia (Atene e Creta), salvo l’ultima parte girata ad Istanbul. E’ nel mondo classico che troviamo la spiegazione del titolo, “I due volti di gennaio”, che vale per i due volti di Ianòs, equivalente greco del più celebre Giano bifronte, la più antica divinità romana. In ogni caso i due volti sono quelli con i quali è stato solitamente effigiata la divinità, con un volto che guarda al passato e l’altro, opposto che guarda al futuro, simbolo nel suo complesso di ambiguità e di incertezza. Che è appunto quello che troviamo nel corso del film, che presenta appunto un susseguirsi di ambiguità ed incertezza nel corso del suo intero svolgimento.

L’esordiente regista Hossein Amini ha tenuto per anni nel proprio cassetto il bel thriller della bravissima Patricia Highsmith, “I due volti di gennaio”, finchè ostinatamente non è riuscito a farne il film che voleva.I due volti di gennaio 2
Della bravissima scrittrice specializzata in romanzi noir il nostro Blog già si è già occupato, lo ricorderanno i nostri fedelissimi, non soltanto per il pluricitato “Il talento di Mr. Ripley”, ma soprattutto in occasione della proiezione dello scorso anno 2013 del bellissimo film di Wim Wenders, “L’amico americano”, tratto appunto dall’ennesimo intricante romanzo della Highsmith (vedi recensione:
https://larivegauchecinema.wordpress.com/2014/03/29/la-citta-dellartecinema-lamico-americano-1977-di-wim-wenders-si-proietta-a-firenze-lunedi-31-marzo-2014-a-villa-bandini/ )

Tanti anni nel cassetto perché, come spesso capita, c’è stata resistenza e riluttanza da parte della produzione ad accogliere a cuor leggero la trasposizione cinematografica di un romanzo, che già nella “forma romanzo” aveva trovato qualche resistenza a tal punto che l’editore aveva dichiarato che “una storia è in grado di gestire due personaggi nevrotici, ma non tre”. E anche sul grande schermo tre personaggi nevrotici sembrarono un po troppi.
Eppure alla fine la tenacia di Hossein Amini è stata premiata con un prodotto, che malgrado evidenti limiti di sceneggiatura (curata dallo stesso regista), risulta gradevole e soprattutto non scontato nello svolgimento e nel finale, riuscendo in tal modo a catalizzare lo spettatore più di quanto si potesse prevedere, con i modi di un vero proprio thriller psicologico, ove, in omaggio alla cultura greca, eros e thanatos si alternano scena dopo scena.
Capita dunque che nella Atene del 1962 una coppia di americani (Viggo Mortensen e Kirsten Dunst) siano in visita al Partenone e vengano adocchiati da un altro americano, una guida turistica con pochi scrupoli, residente già da tempo in ????????????????????Grecia, interpretato dal bravo Oscar Isaac, l’attore guatemalteco di cui ricordiamo la recente memorabile interpretazione da protagonista nel bellissimo film dei Coen “A proposito di Davis”, ma anche precedenti pregevoli interpretazioni, come nel “Che” di Steven Soderbergh, e in Drive di Refn. Il destino finisce per unire i tre personaggi, anche quando devono mettersi in fuga precipitosa a causa di un cadavere che sembra sbarrare la loro strada. E’ anche l’occasione per dare uno sguardo alla bellissima Creta, non solo il punto di sbarco, Heraklion, ma soprattutto l’affascinante Chania, e le rovine di Cnosso, senza però che mai si scada nel tipo di film biecamente “turistico”. Piuttosto nel film di Amini si sente il fascino dei film di Hitchcock, alcuni dei quali del resto, sono non a caso tratti da altri romanzi della Highsmith, come “Delitto per delitto”, fascino che percepiamo in questo film perfino in determinati passaggi della colonna sonora.
Si possono esprimere delle riserve sulla interpretazione di Kirsten Dunst, che a volte sembra decisamente fuori parte. In realtà il film si regge molto sulla bravura dei due protagonisti, che paiono veramente in stato di grazia. Viggo Mortensen nei panni del distinto ed elegante uomo di affari americano senza scrupoli, inseguito dalle vittime dei suoi raggiri, e Rydell/Oscar Isaac, che interpreta un personaggio più complesso, un uomo alla ricerca della propria identità, della propria ispirazione e soprattutto di se stesso. L’occasione sembra proprio l’incontro fortuito con la coppia anch’essa americana in visita al Partenone, col quale il giovane Rydell vede un’occasione per dare un senso alla propria vita e una svolta consapevole nella sua formazione.

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