20 anni senza Gian Maria – “Sacco e Vanzetti” (1971) di G. Montaldo (film completo)

 

(marino demata) Per il regista Giuliano Montaldo la realizzazione di Sacco e Vanzetti rappresenta una vera svolta nella propria carriera con l’adesione ad un tipo di cinema-inchiesta o cinema-politico, molto in voga in quegli anni. Nella nostra rassegna su Volontè ci siamo imbattuti già spesso in autori che lo hanno utilizzato quale protagonista in questo genere di film, basti pensare ad Elio Petri, Francesco Rosi, Carlo Lizzani. In effetti prima di tale svolta, Giuliano Montaldo, dopo una gavetta da attore, aveva esordito dieci anni prima alla regia con “Tiro al piccione”, un film interesante perché mostra il rapporto tra giovani fascisti e antifascisti, visto da un angolo visuale abbastanza inusuale per quei tempi, e cioè dal lato dei giovani fascisti e delle loro problematiche. Successivamente lo troviamo impegnato in film di azione, tra i quali spicca “Gli intoccabili” del 1969, non tanto per la validità del film, quanto per avere come protagonista niente meno che John Cassavetes, alla ricerca di ingaggi come attore per ricavare i fondi per i suoi avanzatissimi progetti di regista ella avanguardia newyorkese. Un primo film impegnato realizzato da Montaldo è Gott mit uns, su due disertori tedeschi giustiziati a guerra finita; ma la vera svolta, come si diceva, è costituita da Sacco e Vanzetti, a cui seguirano altre pellicole impegnate come Giordano Bruno, L’Agnese va a morire, Gli occhali d’oro tratto dal bel romanzo di Giorgio Bassani. Convinto che si dovesse cogliere l’occasione per fare della vicenda di Sacco e Vanzetti un film drammatico su un palese caso di ingiustizia pilotata o meglio di delitto di Stato, Montaldo si attivò per cercare i finanziamenti del film, incontrando non poche difficoltà e dinieghi specie in Italia e negli USA. Alla fine Montaldo riuscì ad organizzare una co-produzione italo-francese basata su precise documentazioni storiche dell’epoca e riuscì a coinvolgere al progetto nomi importanti quali Ennio Moricone per la colonna sonora, Joan Baez, a cui fu affidata l’esecuzione della ballata “Nick e Bart”, Silvano Ippoliti, ottimo direttore della fotografia, e i due attori protagonisti Gian Maria Volontè e Riccardo Cucciolla, quest’ultimo prescelto dopo che Montaldo stesso aveva scartata la candidatura di Yes Montand, in un primo tempo portata avanti per motivi di co-produzione.
Siamo nell’aprile 1920 e in una piccla città dela Massachusset alcuni banditi rapinano il cassiere di una ditta e uccidono due uomini. Dopo meno di un mese la polizia americana arresta due immigrati italiani di idee anarchiche, Nicola Sacco e Bartilomeo Vanzetti, accusandoli dell’omicidio sulla base di indizi estremamente labili e perfino fantasiosi. Fu subito evidente che la fede politica dei due imputati, il loro essere immigrati italiani clandestini e associati alle organizzazioni di immigrati condizionò pesantemente il successivo processo. Ma in realtà si trattò di un vero e proprio processo da caccia alle streghe. Si erano da poco concluse con la vittoria dei bolschevichi la Rivoluzione di ottobre e i successivi tentativi di controrivoluzione in Russia. La destra americana stava artatamente giocando la carta del pericolo bolscevico e comunista ed erano necessarie azioni concrete per dimostrare la negatività di comunisti e anarchici, anche inventando di sana pianta storie come quella della colpevolezza di Sacco e Vanzetti, che avrebbero, nelle intenzioni dei giudici e della destra americana, dovuto convincere l’opinione pubblica su quanto pericolosi fossero negl USA i seguaci dei comunisti. In realtà effettivamente in quei tempi c’era stata in America un sussulto favorevole alle idee di sinistra, che la terra della democrazia e della libertà non poteva accettare. La International Workers of the World, il sindacato dei metalmeccanici, contava ben venti milioni di iscritti e ancora il fronte degli insegnanti socialisti era vastissimo, cos’ come quello degli immigrati in lotta per la parità dei diritti, come appunto Saccoe e Vanzetti.
Il film di Mintaldo rende ragione di questo clima assurdo che porta alla celebrazione di un processo farsa con una condanna a morte già scritta in anticipo, così come ci mostra lo sdegno, le proteste e le lotte portate avanti dall’America radicale e nelle piazze di tutto il mondo, allorchè Sacco e Vanzetti divennero il simbolo dell’ingiustizia predeterminata e dell’uso in chiave esclusivamente politica del procedimento giudiziario. Ma al di la delle proteste e delle petizioni, Montaldo ci mostra con documentata evidenza come lo stesso processo fosse inquinato da prove del tutto aleatorie e come non si fosse tenuto in alcun conto delle prove contrarie alla accusa né delle evidenze che in qualsiasi altro caso avrebbero dovuto portare alla revisione successiva del processo stesso. Montaldo sceglie per il suo film il taglio più logico e più polemico: di fronte all’alternativa se la condanna a morte di Sacco e Vanzetti sia stato un semplice errore giudiziario o un vero e proprio delitto di Stato, non ha alcun dubbio su questa seconda tesi, che è stata del resto fin dal primo momento la tesi dell’opinione pubblica democratica americana e del mondo intero: due martiri dell’intolleranza e del razzismo, , della paura del diverso e della ondata repressiva contro il cosiddetto pericolo comunista uccisi per dare, nelle intenzioni delle autorità americane, un duro colpo alla crescente forza della sinistra in quel Paese. Con questo materiale a disposizione, Moltaldo riesce a costruire un film eccellente, che ancora oggi si va vedere con grande piacere e passione da parte soprattutto di chi ama la verità e detesta l’ingiustizia. Aggiungiamo che la scelta degli attori da parte di Montaldo e della produzione non poteva essere più felice: come sempre straordinariamente in parte è Gian Maria Voltontè, che riesce sempre a dare qualcosa in più quando si tratta di dare volto e voce a personaggi che lui sente più vicini di altri, come in questo caso. Ma la vera sorpresa è data dalla straordinaria interpretazione di Riccardo Cucciolla, che glk valse il premio come miglior attore al festival di Cannes.
Successivamente, quando fu chiaro a tutti che si era trattato di un delitto di Stato, il Presidente Roosevelt definì il caso Sacco e Vanzetti “il più atrioce delitto commesso in questo secolo dalla giustizia umana”- L’America ha a modo suo “riparato” al torto fatto ai due anarchici esattamente 50 anni dopo la loro esecuzione, il 19 luglio 1977, allorchè il Governatore del Massachussetts li riabilitò “con tutti gli onori”, riconoscendo gli errori commessi dai suoi predecessori. Giuliano Montaldo in quella occasione venne invitato a Boston a prendere parte alla cerimonia, per aver contribuito col suo film a ristabilire la verità dei fatti accaduti. Diciamo che raramente ad un film si assegna un compito così alto e importante come è stato il caso di “Sacco e Vaznetti” di Montaldo, al quale pervennero nell’occasione della riabilitazione dei due anarchici, numerosissimi attestati e messaggi di stima, tra i quali spicca quelllo di Salvador Allende.
Recentemente sono venuti alla luce i 4 minuti e mezzo di filmato in bianco e nero con le scene dei funerali di Sacco e Vanzetti, “The March of Sorrow”. Il filmato, rigorosamente vietato all’epoca dei fatti, è stato proiettato in tutto il mondo ed in numerose località italiane, tra le quali i paesi natii dei due anarchici. Proiezioni ancora oggi affollate e appassionate, come è giusto che sia perché, al di là della vicenda umana e personale di Sacco e Vanzetti, essi sono diventati il simbolo delle ingiustizie che è costretto a subire ogni uomo sfruttato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...