Michele Diomà e Renzo Rossellini presentano “Born in the U.S.E. – Nato negli Stati Uniti d’Europa”

L’amico Michele Diomà, già brillante regista di “Cinema anno zero” e “L’ultimo sogno di Howard Costello“,ha dato l’annuncio di quello che potrebbe diventare uno dei boom dell’anno, il film “Born in the the U.S.E. – Nato negli Stati Uniti di Europa”, di cui possiamo vedere qui il trailer originale appena uscito.
Riportiamo qui di seguito una breve nota di Paola Livek apparsa su taxidrivers.it:

Michele Diomà e Renzo Rossellini presentano

Born in the U.S.E.

         Nato negli Stati Uniti d’Europa

 un film di Michele Diomà

con Francesco Rosi

Giuseppe Tornatore

Luis Bacalov

Donald Ranvaud

Renzo Rossellini

e Michele Diomà

Quale ruolo ha o dovrebbe avere il cinema nella fase di grandi metamorfosi sociali ed economiche che sta attraversando l’Europa? Da questa domanda prende corpo il film Born in the U.S.E. – Nato negli Stati Uniti d’Europa –. Un meta-documentario che utilizzando lo schema narrativo del reportage, raccoglie le testimonianze del Maestro Francesco Rosi, dei premi Oscar Giuseppe Tornatore e Luis Bacalov, del produttore cinematografico Renzo Rossellini e di Donald Ranvaud. Voce guida di questo viaggio nella storia e nel presente della Settima Arte è il giovane regista Michele Diomà, che attraverso alcuni interrogativi rivolti ai suoi interlocutori, prova a comprendere se il cinematografo attualmente serva ancora a conoscere meglio la realtà in cui viviamo. Punto di partenza di questo viaggio è proprio la grande lezione di Roberto Rossellini, che attraverso i suoi film dell’immediato dopo-guerra Roma città aperta, Paisà e Germania anno zero non esitò ad utilizzare il cinematografo come strumento di indagine sociale. Con Born in the U.S.E. il regista Michele Diomà prova a capire se quell’importante lezione, che rese il cinema adulto, sia stata davvero del tutto dimenticata.

Ma Born in the U.S.E. non è soltanto un’inchiesta che tenta di analizzare la situazione in cui versa il cinema nell’Europa di oggi. Non a caso la giusta definizione per catalogare questo film è quella di meta-documentario. Il film è infatti costruito sul gioco del work in progress, che vede come attori principali in prima persona il produttore Renzo Rossellini ed il regista Michele Diomà. Allo spettatore viene offerta la possibilità di spiare la fase di preparazione del reportage e contemporaneamente di vedere l’inchiesta. Un’architettura narrativa che si ispira proprio al grande cinema del Maestro Francesco Rosi, che in Born in the U.S.E. rivela per la prima volta alcuni particolari che gli permisero di realizzare i suoi capolavori Le mani sulla città ed Il caso Mattei .

Paola Livek

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