“Interstellar”: dal genio visionario di Christopher Nolan

Interstellar-Movie-Box-Office-Collections-Worldwide

(marino demata) Se la Terra è al collasso per una non ben precisata catastrofe collocata in un futuro a sua volta non precisato, se tutte le normali coltivazioni in agricoltura, attraverso le quali si provvede al sostentamento deli uomini, sono divenute impossibili e nulla più o quasi si coltiva se non il mais, il desino degli abitanti della terra sembra ormai segnato, a meno che non si riesca a trovare un nuovo habitat che in qualche modo sia simile a quello che per secoli ha assicurato sulla terra la sopravvivenza degli esseri umani. Questo in estrema sintesi è l’assunto che sta alla base dell’avventura interstellare raccontata in Interstellar dal genio visionario di Nolan, al quale mancava il film di fantascienza per completare un percorso capace di toccare tutto ciò che è strano o misterioso nella natura umana, dai recessi della memoria (Memento, il suo autentico capolavoro), a quelli legati ai tormenti psicologici di un detective (Insomnia),  a quelli delle facoltà magiche o paramagiche (Prestige), a quelli della fantasia (Batman e la sua trilogia), a quelli delle capacità di penetrare nel mondo dei sogni altrui (Inception).Interstellar 2
La necessità di trovare un nuovo pianeta che abbia caratteristiche simili alla terra, per salvare la attuale umanità (piano A) o l’umanità del futuro predisposta in embrioni congelati (piano B) è la motivazione che spinge un gruppo di scienziati a spedire nello spazio un piccolo gruppo di 4 avventurosi ricercatori guidati da Cooper (Matthew McConaughey), ingegnere e consumato guidatore di navicelle spaziali, accompagnati da due robot. Qui comincia la grande avventura attraverso mondi sconosciuti, buchi neri, nuove realtà gravitazionali, disincronizzazione dello spazio e del tempo, ove un’ora di orologio in sperduti recessi dello spazio corrispondono in realtà a sette anni trascorsi sulla terra! Il tutto sempre in bilico tra scienza e fantascienza. Si perché l’assunto da cui si parte ha tanto di certificazione scientifica, essendo opera di Kip Thorne, fisico teorico del California Institute of Technology, e l’ambizione di Nolan sembfa essere quella di mantenersi in parte all’interno delle teorie di Thorne e in parte di distaccarsene necessariamente per dar vta alla sua storia fantascientifica, ma sempre rimanendo ancorato alla verosimiglianza relativamente a ciò che possa riservarci il futuro, a condizione che si resti ancorati alle premesse scientifiche di partenza. Un ambizioso programma che , a giudizio di alcuni ciritici-scienziati non riesce ad essere sempre credibile in ogni sua parte, specie là dove Nolan è costretto ad andare verso congetture non giustificate dalle premesse o comunque di assai dicutibile probabilità. Ma in verità la discussione scientifica che si è aperta a tale proposito, se da un lato fa onore al film e alla capacità di Nolan di approfondire tematiche futuribili, d’altro canto non riesce ad appassionarci più di tanto. Forse varrebbe la pena ricordare che siamo in presenza di un film, di una fiction, che, sia pure basato su premesse scientifiche, avrà pure il diritto di portare lo spettatore non interstellar3all’interno di un trattato scientifico, ma di una storia fantastica e di un viaggio interstellare ove è giusto che i confini tra verità scientifica, fantasia, verosimiglianza e irrealtà siano continuamente varcati l’un l’altro. Non ci appassiona, si diceva, la discussione su quali dei passaggi del film siano scientificamente giustificati, quali potrebbero essere possibili in futuro, quali sono assolutamente impossibili: non credo che sia compito del critico cinematografico, per quanto esperto di scienza, rivedere le bucce a Nolan e al suo film.
In tutta la prima parte del film Nolan ci mostra le condizioni tragiche alle quali è ridotta la terra per una non ben precisata “piaga”. Assistiamo anche a concitate fughe in auto della popolazione verso non si sa quale meta, nella speranza che sia migliore del luogo lasciato. L’atmosfera ricorda da vicino alcune belle pagine di “The road”, il romanzo di Cormac McCarthy, da cui è stato tratto anche il film omonimo di John Hillcoat con Viggo Mortensen, anche se nella descrizione del romanziere lo stadio di degrado e di tragicità che si vive sulla terra e “sulla strada” è ancora peggiore di quello descritto in Interstellar, segno che la drammaticità della situazione nel libro sarebbe andata ancora più avanti rispetto a quanto Nolan ci mostra. Successivamente, di sicura suggestione sono le scene in parallelo che ritraggono da un lato il viaggio degli astronauti e dall’altro la stentata vita sulla terra, in un continuo rimando dall’una all’altra realtà, la vita stentata sul nostro pianeta e le imprese del piccolo equipaggio alla ricerca di una nuova terra. Inyterstellar1
Nolan ovviamente rimanda continuamente ai precedenti del genere fantascienza con citazioni ed omaggi dovuti, in primo luogo a Stanley Kubrick di 2001: Odissea nello spazio, a Incontri ravvicinati del terzo tipo, e ad altri classici del genere. La novità è che in questo film alla ragione scientifica, rappresentata da Cooper si contrappone l’amore, una vera e propria novità in Nolan, di cui si fa portatrice soprattutto sua figlia. Ragione e amore finiscono per divenire due elementi in bilico precario, fino alla conclusione del film, che riserva sorprese e soprattutto un finale commovente che magari non ti saresti aspettato. La favola narrata da Nolan si chiude così in maniera circolare, da dove aveva preso le mosse, da una intuizione sentimentale che rappresenta alla fine una vera e propria ulteriore dimensione aggiunta alle altre in senso decisivo, la vera e propria quinta dimensione, che il protagonista riesce a percepire e che finisce per dare un senso a tutto il suo viaggio, trasformandolo alla fine in una sorta di viaggio interiore. Tutto questo senza cadere, da parte del regista, in alcuna gtentazione metafisica o trascendente: al contrario si riconferma il pragatismo immanentistico di Nolan, già riscontrato in altre occasioni: se ci sono ardite domande da porsi, è la scienza che deve dare le sue risposte. Ogni fuga o scorciatoia nell’altrove è decisamente bandita!
Il film, per il quale non si è assolutamente badato a spese, non è esente da alcuni difetti di narrazione: in particolare colpisce la eccessiva dilatazione e prolissità di alcune sequenze soprattutto relative ad episodi del viaggio interstellare, che potevano essere risolte con maggiore sintesi, tanto che qualche critico ha parlato di una eccessiva logorroicità del film. La verità è che su questo tema e su altre tematiche la discussione si è aperta vivacemente, perché tutto e il contrario di tutto potrebbe dirsi su Interstellar e in parte è stato detto, ma non si può certo dire che sia un film che non abbia suscitato una grande interesse e accese discussioni, nonché divisioni anche nette nella critica e negli spettatori. E questo veramente è un grande segno di vitalità, caratteristico di molte opere di Nolan.

Annunci

Una risposta a "“Interstellar”: dal genio visionario di Christopher Nolan"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...