Concorso/Festival di Rive Gauche-ArteCinema -Serata finale – Le motivazioni dei premi

Divergenze 71

Ecco le motivazioni per le quali la Giuria ha asegnato i premi ai vincitori:

“Clorofilla tace” di Cecilia Zambello – Film vincitore del Festival

Opera girata anche in esterno, nella corsa, in un parco, ma che vede negli interni costruiti con la nettezza lirica di un ambiente domestico/ospedaliero, zona interiore, dove la protagonista specchia la necessità personale dell’ ordinato rigore matematico che insegna. L’imponderabile che è nel Divergenze 73rapporto vita morte, fuori dal controllo della ragione, ma sintesi di altre leggi con cui l’individuo deve fare i conti e riuscire a trovare delle sue logiche di libertà, Cecilia Zambello ce lo racconta attraverso un dono che arriverà nella vita della protagonista: un bonsai. Mirabile unione tra la donna e la pianta è metafora di poetica a tratti surreale e morbida chiarezza che ci conduce nel nodo scorsoio e nella chiave primaria del rapporto con il senso della vita dove la donna, depositaria per consuetudine ancestrale, ne ritrova, sì, il piacere nella cura, ma non più il senso.

“L’ultima panchina” Premio per il miglior film della sez. A ad A. Pace: il film infatti ha una sua Divergenze 29originalità, essendo centrato sulla panchina di un parco, anzi sulle panchine, ove si svolgono e rivivono storie e atmosfere diverse, che hanno il loro epicentro nella surreale vicenda delle due ragazze, metafora e simbolo della intera natura umana.

“Marionetka” – Premio per la migliore regia a Mariusz Wojtowicz, per aver saputo dirigere con abilità e competenza una storia che si svolge su più piani, quello degli attori (molto ben diretti) e quello delle marionette. La regia riesce a mettere in luce la metafora che è al centro del film, dell’uomo che cerca di trascendere i propri limiti.

“In itinere” Premio per la migliore sceneggiatura a A. Natale e C. Ferrara per aver reso, anche in unaDivergenze 46 atmosfera in cui non si rinunzia alla levitas, nella maniera più appropriata un problema serio, quello della narcolessia, che accomuna i due protagonisti, in una rincorsa tra il sogno e la realtà. La sceneggiatura rende in maniera appropriata il riferimento a Barthes, che ha ispirato il film, dell’amore come affermazione non necessariamente compresa e consapevole.

“Clorofilla tace”Premio per la migliore attrice a Debora Mancini per aver messo in mostra una recitazione misurata e mai fuori le righe, pur interpretando la vicenda del rapporto con una pianta, per la quale sarebbe stato facile andare oltre la misura. L’attrice tiene invece la scena con bravura, offrendo una interpretazione veramente inappuntabile.Divergenze 53

“I don Giovanni” Premio per il migliore attore a Bruno De Stephanis, per la capacità mostrata a tenere la scena praticamente ininterrottamente lungo tutto il corso del film, dimostrando capacità mimiche ed espressive molto significative

“Iononhomai” – Premio per il miglior commento musicale– G. & V. Brugnano, F. H. Dollis e M. S. Panzanaro. Il film è arricchito da una colonna sonora capace di mettere nel giusto risalto soprattutto le parti più salienti e drammatiche con precisa sincronizzazione tra musica e azione filmica.Divergenze 2

“Just a tiny crapp dream” Premio a D. Minotti per Il linguaggio cinematografico più innovativo, che rende nel modo migliore l’atmosfera onirica che sta alla base della storia.

“Fuori casa”. Menzione della Giuria per la migliore fotografia ad A. Occhiodoro. Il film si segnala, tra l’altro, per le nitide e belle immagini, soprattutto dei boschi e in genere dello scenario che fa da sfondo alla azione dei due protagonisti.