Pino Daniele e il cinema (II) – “Pensavo fosse amore invece era un calesse” (1991) di Massimo Troisi

(marino demata) Dunque in “Pensavo fosse amore invece era un calesse” Pino Daniele ha curato l’intera colonna sonora, che ha come tema centrale la bellissima “Quando”, che ritroviamo nei titoli di testa, da sottofondo in numerose scene del film e nel finale. Si tratta dell’ultimo film interamente diretto e sceneggiato e interpretato da Massimo Troisi, senza voler contare “Il postino”, ove come regista viene accreditato Michael Radford, anche se Troisi diede il suo diretto forte contributo alla stessa regia.
E’ un film dai toni surrealisti, come spesso amava concepire Troisi, sempre in bilico con i suoi personaggi tra realtà e suo pensiero della realtà stessa, tra reale e irreale. Ma è un’opera già matura, con una forma di umorismo più raffinato e sofisticato di altre volte, pur nella girandola di battute e situazioni grottesche e ai limiti del verosimile. Interpretato dallo stesso Troisi (Tommaso), Francesca Neri (Cecilia) Marco Messeri e una serie di bravissimi comprimari, è la storia contraddittoria di una coppia, Troisi e la Neri, che dapprima decidono di sposarsi, ma poi all’ultimo momento desistono perchè Cecilia si tira indietro, soccombendo alla propria ossessiva gelosia, e decidendo di non vedere mai più Tommaso. La situazione si ribalta dopo un pò di tempo. Tommaso, ingelosito da un nuovo fidanzamento di Cecilia, riesce a riconquistarla. Alla fine i due decidono sul serio di sposarsi, ma il giorno delle nozze questa volta è Tommaso che addirittura non si presenta sull’altare facendo pervenire a Cecilia un messaggio nel quale le da un appuntamento in un bar. I due si rivedono e consentono sulla necessità di non sposarsi più. Tommaso giustifica la sua scelta con una frase dai toni autenticamente surreali: “Io, guarda, non è che son contrario al matrimonio, che non son venuto…Solo, non lo so…Io credo che, in particolare, un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro. Troppo diversi, capisci?” Decidono però di rivedersi e di andare da qualche parte a passare la serata.
Il film, con la leggerezza che contraddistingue tutte le opere di Troisi, affronta in realtà una problematica seria, la contraddittorietà dell’amore, e del rapporto uomo-donna, arrivando a conclusioni pessimistiche sulla possibile solidità di un rapporto. Conclusioni che erano in realtà anche le convinzioni personali del regista. Due personaggi più reali della realtà, tanto da sembrare irreali. Con i loro dubbi, le loro incertezze, che nella realtà di una coppia quasi mai vengono reciprocamente confessati, e che invece i nostri protagonisti mettono a nudo, in quella maniera aperta  che solo Troisi regista poteva concepire e manifestare con tanta schiettezza.
Dal canto suo, Pino Daniele ha ottenuto più di un riconoscimento per le musiche di questo film: una nomination al David di Donatello per la migliore colonna sonora, il primo premio Nastro d’Argento sempre per la medesima ragione, il Globo d’oro per la migliore musica.
Paradossalmente la colonna sonora del film non è solo “Quando”, ma anche un’altra canzone concepita e composta insieme dai due grandi amici, Massimo e Pino dal titolo assai significativo “
”O ssaje comme fa ‘o core”. Oggi si può giocare col doppio senso, di un cuore che ha tradito entrambi; ma probabilmente è un doppio senso voluto dagli stessi autori che amavano fare dell’ironia non solo sui mali di Napoli, ma anche sui propri. Si perché il dissacrare, il sottolineare le cose che non vanno, il non accettare tradizioni e usi ormai insopportabili, il lottare contro la superficialità, il pressapochismo, la rozzezza erano caratteristiche che li legavano fortemente. Tutto questo si può riassumere in una sola espressione: ansia di rinnovamento. Appunto quella che ritroviamo nei film di Troisi e nelle canzoni di Pino Daniele. Un rinnovamento innanzitutto incarnato da loro: un nuovo tipo di anti-cinema nello smorto panorama del cinema napoletano tradizionale, un grande rinnovamento musicale che rappresentava la vera novità, divenuta presto leggenda non solo a Napoli, ma in Italia e nel mondo.
Nel pezzo che offriamo agli amici che ci seguono vediamo prima il protagonista andare da una fattucchiera proprio il giorno del suo matrimonio per chiederle “Come mai non la amo più?” e poi l’incontro al bar tra Tommaso e Cecilia (ancora con l’inutile abito da sposa). E in questa scena è più che mai presente Pino Daniele con la sua meravigliosa “Quando”.

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