“The imitation game” (UK 2014) di M. Tyldum – Una grande mente e un Governo irriconoscente

The imitation game 1

(marino demata) Per raccontare “The imitation game” è forse utile cominciare dalla fine. Si, perché proprio prima dei titoli di coda apprendiamo alcune verità agghiaccianti alle quali il film in sé direttamente rimanda:
– che sono state ben 49.000 le persone incriminate e giudicate nelle aule di tribunale per omosessualità in Inghilterra (o come ipocritamente si diceva “per atti osceni”). Tra questi l’eroe del nostro film, il grande scienziato, matematico, e crittografo Alan Turing.
– che solo molto recentemente, nel 2013, su proposta del Governo inglese, la Regina Elisabetta ha concesso la completa e totale riabilitazione per AlanTuring, per la quale si erano mosse migliaia di persone con varie petizioni da tutto il mondo, più vilte tenute in nessun conto dal Governo di Sua The imitation game 2Maestà. Ma malgradi le petizioni , devo dire che personalmente non amo molto questi atti di riabilitazioni postume, perché li considero ipocriti da parte di chi prima ha inflitto sofferenze e poi è come se dicesse “scusi ci siamo sbagliati”. Il problema è che le persone oggetto dell’errore non ci sono più, essendo state in pratica eliminate propro da quegli stessi Enti che poi ne chiedono scusa. Fa rabbrividire ad esempio il pensiero che la assurda, ingiusta condanna a morte sulla sedia elettrica di Sacco e Vanzetti la cui esecuzione è avvenuta dopo un processo pilotato e precostruito dalle autorità americane, sia stato oggetto di riabilitazione in occasione delle celebrazioni del 50mo anniversario della loro morte. Così come uno dei Papi più illuminati del secolo scorso ha chiesto scusa per le sofferenze e le morti inflitte nel corso dei secoli in nome della fede cattolica. E gli esempi potrebbero continuare….
– che Alan Turing, l’eroe del nostro film, dopo essere stato condannato per omosessualità alla devastante castrazione biologica, come ci illustrano le ultime sequenze della pellicola, scelse di suicidarsi all’età di appena 41 anni, in quello che non esiterei a definire, scomodando una The imitation game 5espressione in voga alcuni anni fa, un vero e proprio omicidio di Stato. A tale proposito qualcuno ha effettivamente ipotizzato che si sia trattato di vero e proprio omicidio e non suicidio. Dopo tutto Tuiring sapeva troppe cose, era depositario di troppi segreti e verità scomode e poteva essere plausibile per i servizi segreti briannici procedere alla sua eliminazione. Questa tesi tuttavia non ha trovato molto seguito: Turing avrebbe tolto il disturbo da solo, debilitato e con la mente assolutamente alterata dalla castrazione chimica inflittagli dai giudici dello Stato inglese.
Ma chi era lan Turing? Le prime sequenze del film ce lo mostrano negli anni della seconda guerra mondiale, appena uscito da un brillantissimo corso universitario, offrirsi di lavorare alla decifrazione dei codici che passavano sotto il nome di Enigma, e cioè i codici attraverso i quali il comando tedesco comunicava ai propri stati maggiori le operazioni militari da portare avanti. La decifrazione e decrittografia di Enigma avrebbe potuto esser essenziale per conoscere in anticipo i piani del nemico e poterli sventare. Si trattava di un compito che aveva quasi dell’impossibile, considerato anche che alla mezzanotte di ogni giorno i tedeschi cambiavano completamente le impostazioni di Enigma e quindi l’intero lavoro di Turing e della sua equipe doveva ricominciare da capo. Una delle parti migliori del film ci mostra appunto la sfrontatezza di Turing verso le autorità militari britanniche nel candidarsi alla decifrazione di Enigma, nel voler scegliere il team di giovani scienziati e studiosi che dovevano affiancarlo, tra cui una donna, nello scrivere addirittura al Primo Ministro inglese Churchill per ottenere una capacità decisionale praticamente illimitata. Alla fine, quasi alla scadenza del tempo massimo stabilito dalle autorità militari, sarà, come spesso accade in queste occasioni, anche il caso a contribuire al The imitation game 3successo dell’impresa di Turing: una banale conversazione con una ragazza in contatto con soldati tedeschi gli darà la chiave per scoprire i misteri di Enigma.
Il film si sviluppa su tre piani narrativi, di cui il principale è naturalmente dato dal periodo della guerra e dagli sforzi di Turing e della sua equipe di decifrare Enigma attraverso un complesso macchinario da Turing stesso inventato ed elaborato. Accanto a questo piano narattivo, opportuni flashback ci introducono agli anni del college del nostri eroe, alle prime sensazioni d’amore verso un suo collega, che poi, proprio in quel periodo, morirà di una grave malattia: una prova terribile per il giovane Turing che non mancherà di segnare profondamente la sua vitae la sua personalità. IL terzo piano narrativo, col quale in pratica si apre direttamente il film, si colloca nel 1952 ed è incentrato sulle casuali disavventure giudiziarie di Turing (in realtà i sospetti iniziali è che fosse una spia al servizio dell’URSS e solo casualmente gli investigatori scoprono che si tratta di omosessualità), fino alla condanna per castrazione chimica. I tre piani narrativi si rivelano tutti indispensabili per la comprensione del film e della sua storia e da essi si sviluppano due direttrici, tra loro intrecciate, lungo le quali troviamo innanzitutto la storia dello sviluppo di Turing come scienziato e matematico, la sua formazione scientifica, la sua leadership nel gruppo che si forma intorno a lui, i sui insuccessi e il suo successo finale con il disvelamento dei segreti di Enigma. In questo processo di crescita di The imitation game 4Turing come scienziato una parte determinante è da assegnare alla sua collaboratrice molto bene interpretata da Keira Knightley. La seconda direttrice è data dalla parallela ricerca di Turing di sé stesso, della propria identità, della propria personalità umana. E in questo notiamo uno sviluppo di crescita e di maturazione e di consapevolezza non disgiunta ad autostima, sul quale il regista ha modo di soffermarsi in varie occasioni, offrendoci alla fine un quadro completo e credibile del personaggio.
The imitation game è un biopic tratto dalla biografia “Alan Turing: The Enigma”, scritta da Andrew Hodges nel 1983. Il biopic è un genere che va di moda in questo periodo. In questo caso sembra quanto mai opportuno aver realizzato un biopic su un personaggio come Turing da pochissimi conosciuto e quasi cancellato dalla storia. Il cinema riesce, come a proposito di questo film, a rendere grandi servigi alla storia, alla conoscenza, alla comprensione di personaggi e di snodi fondamentali delle nostre vicende importanti ma casomai poco note, assolvendo ad una funzione artistico-didascalica di primissimo piano, come nessun’altra arte saprebbe fare in pari misura. Moltissimi spettatori per la prima volta hanno conosciuto, grazie a questo bel lavoro, la vera storia di Alan Turing, colui che ha svelato i segreti di Enigma, grazie al quale la seconda guerra mondiale si calcola che sia durata due anni in meno di quanto sarebbe durata senza i caparbio lavoro del matematico, con proporzionale risparmi di migliaia di altre vite umane. Per non parlare poi dell’invenzione della macchina, che prefigura in tutto e per tutto la logica dei futuri computer. Gli spettatori avranno avuto anche modo di indignarsi probabilmente di fronte alla irriconoscenza da parte delle autorità inglesi, in un Paese dove si è passati da un moralismo sessuofobo, ad un perbenismo che incredibilmente non esita a condannare anche le sue menti migliori se si macchiano di crimini che in altri Paesi non sarebbero neppure stimati tali tali o neppure presi in considerazione.
Il tutto in un film che ha una sua tensione drammatica che si concretizza nello scontro dialettico tra i personaggi, tra l’equipe di studiosi e il comando militare, tra Turing e se stesso. Una ottima prova del regista norvegese Morten Tyldum alle prese col suo primo film in lingua inglese. La bravura del regista non è una sopresa, avendo egli girato atri 4 film di ottima fattura e di grande successo in norvegese. E una prova da incorniciare è quella del protagonista, quel Benedict Cumberbatch, perfettamente all’interno della parte e del personaggio. Entrambi, regista e protagonista di recente nomination per l’Oscar 2015. D’altra parte, dopo il grande successo al Festival di Toronto, sono ben 8 le nomination per The imitation game: alle due citate vanno aggiunte quelle per Keira Knightley, quale migliore attrice non protagonista, quella relativa alla migliore sceneggiatura non originale, al miglior montaggio, alla migliore scenografia, migliore colonna sonora originale. E’ vero che le regole di Hollywwod non sempre sono cristalline e spesso giocano fattori inaspettati nella designazionw del risutato finale, siamo però dell’avviso che, a “partita regolare”, l’oscar per il migliore attore non dovrebbe sfuggire a Benedict Cumberbatch.
Qualche giorno fa, non a caso, come Rive Gauche-ArteCinema, abbiamo voluto offrire a chi ci segue sul nostro Blog e sui nostri Network il film che in certo senso è il progenitore di The imitation game: “Breaking the code”, diretto da Herbert Wise nel 1996. Il film non ha ovviamente la tensione drammatica di The imitation game, anche perché si tratta di un film televisivo, che ha quindi tempi e ritmi adeguati al mezzo TV. Ma il film, come chi ci segue avrà avuto modo di constatare,  è un ottimo prodoto, che tra l’altro si avvale della efficace e convinta interpretazione di Derek Jacobi nel ruolo del protagonista. Il film,come capita spesso ad opere meritorie e validissime, non è stato mai considerato dalla distribuzione italiana e quindi non è mai circolato nelle nostre sale. Per questo film va dato comunque merito alla BBC di avere per prima squarciato il velo di silenzio che da decenni era calato sulla figura e sulle vicende di Alan Touring. E in Inghilterra, in pieni anni ’90 questo non è poco…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...