Cinema sperimentale – Viking Eggeling: “Sinfonia diagonale (1924) – Film completo

(marino demata) Viking Eggeling, artista svedese di origini tedesche, pittore e regista legato al dadaismo, e all’arte astratta,   influenzato dal precubismo di P. Cézanne, si indirizzò, attraverso il superamento del concetto di rappresentazione in pittura, verso esiti astratti. Fu sicuramente anche influenzato dalle teorie del pittore L. Survage, che attorno al 1914 descrisse la propria intenzione di lavorare a un progetto di corrispondenza tra forme colorate e forme musicali (Le rythme coloré). Dopo un primo film sperimentale che andò però perduto, lavorò al nuovo film,vero compendio delle sue teorie, Sinfonia diagonale (1924), uno dei primi film assoluti, appartenenti al genere della musica visiva. E’ un film astratto di circa 7 minuti, una sorta di sorta di “sinfonia visiva” o “musica ottica”, come è stato definito, presentato nel 1925 e vero modello di cinema sperimentale. Assieme a Eggeling vanno ricordati, sempre come prosecutori dell’astrattismo sperimentale del cinema di Andy Warhol, due autori come Richter e Ruttman. Il più sperimentale di tutti fu probabilmente proprio Richter, che affidò ai suoi cortometraggi il compito di portare avanti una esplorazione nelle potenzialità che il linguaggio del cinema potesse offrire.

il critico d’arte M.N. Bandi scrisse: “Eggeling chiamò la sua opera Eydodynamik […]. Eydodynamik è costituita unicamente di luce e di movimento. La Diagonal Symphonie è il movimento in sé. Sullo schermo appaiono forme isolate; esse si muovono in oscillazioni e in modulazioni finché una forma si schiude completamente. Ancora qualche vibrazione e la forma si dissolve… Le forme passano attraverso le variazioni di tutte le loro possibilità simultaneamente e successivamente; durante questo processo ritmico le forme entrano in rapporti l’una dopo l’altra, l’una contro l’altra, giocano fra loro. Il motivo principale si stende, vibra, aumenta e diminuisce: nello stesso tempo sorge una forma polare; appare una terza forma di collegamento; si muove verso le altre due simultaneamente come un ponte. […] Nella Diagonal Symphonie, secondo l’ampiezza delle oscillazioni, si crea una zona di tensione che si potrebbe definire ‘la dimensione del movimento’. A causa dunque della sua saturazione, lo spazio è come uno strumento musicale in cui tutta una scala di luce e di movimento è nascosta e risuona di tanto in tanto. Questa dimensione si libera naturalmente dalla superficie, diviene indipendente e annulla le dimensioni esteriori.[…] Non ci si dovrebbe ingannare sul carattere musicale della Diagonal Symphonie. L’Eydodynamik è un’arte indipendente; essa e la musica sono analoghe al ritmo universale che domina la vita. Lo stesso di quanto accade nella altre arti”.

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