“Neruda, la morte di un poeta” apre il 16 marzo la rassegna del Nuovo cinema Latino-Americano A Firenze

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(marino demata) Siamo ormai al conto alla rovescia: tra 3 settimane, lunedi 16 marzo, prende il via la grande rassegna del nuovo cinema latino-Americano, che vedrà di scena allo Spazio Alfieri di Firenze 10 grandi film suddivisi in cinque lunedi di seguito, che consentiranno di vedere alcuni classici e soprattutto le novità della più avanzata cinematografia dell’America Latina. Una cinematografia emergente e ancora pochissimo conosciuta in Italia. Rive Gauche-ArteCinema e Centro Ejelson hanno predisposto un programma di tutto Neruda morterispetto, che prevede anche numerose “prime visioni”, film recentissimi presentati all’ultimo Festival di Trieste del cinema Latino-Americano.
La serata inaugurale, del 16 marzo sarà interamente dedicata a Pablo Neruda, e inizierà con la proiezione (ore 19.00) di “Neruda, la morte di un poeta” di Manuel Basoalto. Il film-inchiesta sarà introdotto dalla Prof. Martha Canfield, Presidente de Centro Ejelson per l’America Latina, che curerà lo svolgimento dell’intera serata.
Come è noto, nel settembre del 1973 muoiono in Cile, a pochi giorni di distanza, il presidente Salvador Allende e il Nobel per la letteratura Pablo Neruda, le circostanze della cui morte hanno costituito per anni un mistero attorno al quale si sono formulate molte ipotesi, tra le quali quelle dell’avvelenamento o comunque dell’assassinio da parte del regime. Tuttavia il film di Basoalto, che è il nipote del grande poeta, non intende soffermarsi ancora su questa problematica, ma andare invece, in positivo, a sottolineare come la morte del Poeta e i suoi funerali si trasformarono immediatamente, per l’impatto traumatico che ebbero nella popolazione cilena, nel primo vero atto di resistenza nei confronti del regime e nella prima dimostrazione di forza.neruda-0-230-0-341-crop
Basoalto, attraverso l’utilizzazione di materiali spesso inediti o poco conosciuti, va indietro nel tempo e dà una interpretazione della formazione politica di Neruda che individua nella partecipazione alla Guerra civile spagnola nelle file dei repubblicani anti-franchisti il momento chiave della sua evoluzione intellettuale e civile. Il suo impegno in Spagna, dice Basoalto, fu totale e fu pervaso di grande spirito umanitario che portò il Poeta a rischiare la vita per salvare migliaia di rifugiati dai campi di prigionia. Ma nel contempo, con la vittoria in Spagna del franchismo, Neruda ebbe anche chiara di fronte ai suoi occhi la deriva politica verso la quale si stava andando e che probabilmente, secondo il suo punto di vista, non avrebbe risparmiato neppure realtà come il Cile (“Andatevene o questi vi uccideranno”, raccomandava agli amici oppositori del regime all’indmani del colpo di Stato).
Il film ripercorre anche i momenti felici della storia di Neruda: l’elezione a Senatore del 1945, di cui andava fiero, perché eletto in prevalenza da minatori e analfabeti, alla consegna de premio nobel del 1971 a Stoccolma, fino ai vandalici scempi delle sue proprietà dopo la sua morte, alla sepoltura che il regime, come stfremo atto di disprezzo, ha voluto accanto ai cileni senza nome uccisi in quei giorni.
Un film dunque da non perdere, per il taglio nuovo e costruttivo che Basoalto ha voluto dare alle vicende narrate, per il modo col quale il regista si accosta con devozione, ma anche con spirito scientifico alla grande storia personale, intellettuale e politica di Pablo Neruda, che un altro grande Poeta e suo amico, Federico Neruda BasoaltoGarcia Lorca, definì, come ci ricorda opportunamente Federica Gregori, “un Poeta più vicino al sangue che all’inchiostro”.

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