“Dias de vinilo” novità assoluta alla seconda giornata della Rassegna del Nuovo cinema dell’America Latina il 23 marzo all’Alfieri di FI

Dias-de-vinilo3

(marino demata) “Nulla dice tanto di una persona come la musica che ascolta.” E’ una frase detta nella prima parte del film da uno dei quattro protagonisti, Facundo. Questa frase potrebbe essere presa a simbolo e sintesi di Dias de Vinilo, il film che apre la seconda giornata della rassegna del Nuovo cinema Latino-Americano. E in effetti la musica e in particolare il rock degli anni ’60 e ’70 rappresenta sicuramente il tema centrale dell’opera del regista argentino Gabriel Nesci. Il quale fa risalire la passione per la musica dei quattro protagonisti del film alla loro infanzia, allorchè, in seguito ad un litigio tra due coniugi, si videro piovere addosso da un finestra, tra urla e strepiti, centinaia di dischi in vinile che la donna aveva scagliato evidentemente per dispetto verso il suo compagno. La scena ha un alto valore simbolico e ritornerà ancora in una delle sequenze finali del dias-de-vinilofilm. E’ la musica e il mondo del vinile dunque la prima grande passione dei quattro amici, ancor prima delle donne, che Nesci, con un altro flashback sempre proiettato all’infanzia dei quattro, chiarisce essere stata una passione venuta dopo quella per la musica.
E in definitiva, con questi brevi flashback iniziali, il regista indica con chiarezza le tre temi che caratterizzeranno l’intero svolgimento del racconto: la musica, le donne e l’amicizia. Un film dunque sull’amicizia cementata dalla comune passione per la musica e che invece in alcune circostanze le donne, la rivalità, la gelosia, rischiano di mettere in pericolo.
Diciamo subito che il tema non è nuovissimo: il cinema si è in passato già cimentato con il tema dell’amicizia lunga e duratura, di volta in volta messa in pericolo dall’insorgere di passioni amorose. Così come la passione per la musica, che unisce giovani in lunghe amicizie, ha anche trovato terreno fertile in varie cinematografie. Ma la storia che Nesci imbastisce in questo film ha il pregio di essere ricca di colpi di scena e di situazioni di un grottesco veramente gradevole. In più va apprezzata la precisa caratterizzazione che il regista riesce a dare ai suoi personaggi, non solo ai quattro amici, ma anche a quelli di contorno, merito anche di un gruppo di attori veramente molto bravi ed ispirati.dias-de-vinilo-7
Uno dei personaggi più riusciti, nel quale probabilmente il regista ha riposto autobiograficamente aspetti della propria personalità e delle proprie esperienze è il cineasta Damian, scrittore di sceneggiature già tradotte una volta in un film (proprio come nel caso di Nesci), e alle prese con una nuova sceneggiatura, i cui contenuti vanno improvvisamente perduti, ma poi ritrovati grazie all’aiuto prezioso di Vera, della quale Damian solo alla fine riuscirà a comprendere il valore. Damian è un personaggio un po’ stralunato che si renderà dunque conto dell’importanza del rapporto con Vera solo quando c’è il rischio che sia troppo tardi. Di qui una lunga corsa verso casa di Vera lungo le strade di Buenos Aires, che ci ha ricordato la lunga corsa finale di Woody Allen in Manhattan verso casa di Tracy, ma con esiti del tutto diversi.
Contraddittorio è il personaggio di Facundo, sempre in procinto di sposarsi con la sua amata, ma disponibile a nuove avventure. Lavora in un cimitero privato ed anche in questo lavoro vuole fare in modo che ci sia spazio per la musica: “Invece di leggere frasi banali – egli dice ad un certi punto – sulle lapidi dei morti, non sarebbe meglio leggere le 10 canzoni che hanno segnato di ciascuno la propria vita?”Días-de-vinilo-2012
E infine troviamo Luciano, eternamente innamorato di persone sbagliate, invano proteso a mettere ordine nella propria vita, e Marcelo, impegnato nel mettere su una band-tributo per i Beatles, che lo porta a situazioni grottesche e, anche in questo caso, così come nel caso di Damian, a non riconoscere se non tardivamente la dona che gli può dare il vero amore.
Nesci ha il merito di costruire attorno ai quattro personaggi intrecci e situazioni ben congegnate che creano spesso un ritmo schioppettante e dinamico che riesce ad avvincere lo spettatore.
Il film è del tutto inedito in Italia ed è merito del Festival di Trieste averlo voluto all’interno della rassegna del 2014 e averlo poi messo a disposizione della nostra rassegna fiorentina.
Per il regista si può parlare a proposito di Dias de Vinilo di un film di esordio o quasi. Infatti prima di questo film aveva diretto soltanto un episodio di una mini-serie TV dal titolo Todos contra Juan nel 2008. Gli va riconosciuto il merito di aver costruito dei validi e credibili personaggi capaci di darci uno spaccato della società argentina contemporanea con particolare riferimento a chi guarda con nostalgia, che non è mai patetica, al mondo della musica degli anni ’60. E la musica, come dice uno dei quattro amici, Luciano, “è il mezzo più genuino per trasmettere emozioni”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...