“Tierra sin mal” / “Yvy Maraey” di J. C. Valdivia (Bolivia 2013) Il 20 aprile all’Alfieri di FI per il ciclo Nuovo cinema Latino-Americano

Tierra sin mal

(marino demata) La serata conclusiva della rassegna fiorentina del Nuovo Cinema Latino – Americano, a cura di Rive Gauche – Arte Cinema e Centro Ejelson, prevista per il prossimo 20 aprile dalle ore 19.00 porta con sè due grandi titotoli pluripremiati di sicuro interesse e successo per il nostro pubblico: “La dimora”, il film che ha vinto l’ultimo Festival di Trieste 2014 e “Tierra sin mal”.
Presentato con successo all’ultimo Festival Latino-Americano di Trieste, “Terra sin mal!” ha lì ottenuto il premio per la migliore regia. Un premio meritato grazie al lavoro di Juan Carlos Valdivia, che del film è non solo il regista, ma anche l’interprete principale, e il creatore della storia. Nella quale Valdivia interpreta in pratica se stesso: è infatti la storia di un regista che viene attratto dalla possibilità di fare un lungo viaggio verso l’estremo sud-est della Bolivia ove vive la parte più incontaminata dei Guaranì, per girarvi un film. Lo spunto viene offerto da un vecchio filmato del Tierra sin mal 21910 di un esploratore svedese che lo sesso protagonista mostra ad un deputato Guaranì: i due si accordano per dar vita all’impresa ipotizzata dal protagonista, che in un’auto attrezzata dovrà fare una lunghissima strada, attraversare deserti, montagne e villaggi sperduti in compagnia di una guida a sua volta Guaranì.
In realtà non è solo il desiderio di fare un film-inchiesta sulla realtà Guaranì più incontaminata a spingere il nostro protagonista, ma anche e soprattutto quello di conoscere o ri-conoscere se stesso. Quest’intento filosofico lo spettatore lo riconosce subito, dalle domande che da solo il protagonista si pone all’inizio del film: “Posso evitare il tormento del pensiero evanescente?” e poi incalza: “L’atto del pensiero è un sentimento o sono solo parole?” e infine sul cinema: “Il cinema è un’arma di distruzione?”
Dunque il road-movie del regista-protagonista, dal nome immaginario di Andreas Caballero, diventa subito non solo il viaggio attraverso le terre del sud-est boliviano, ma anche e soprattutto un viaggio nel proprio animo, alla ricerca di se stesso, della propria identità, che in certi momenti del film il regista-viaggiatore pensa che sia definitivamente smarrita, fino a che non comprende che l’unica possibilità di recuperare se stesso è offerta dalla presenza e conoscenza dell’altro. Su questo Tierra sin mal 3punto il regista è stato molto esplicito e rispondendo ad una domanda in sede di presentazione del film ha affermato: “Il film mostra l’intento disperato di un uomo per conoscere se stesso attraverso l’altro.” Un intento e un percorso che conosce anche momenti difficili, perché in questo caso l’altro rappresenta un’altra civiltà, con le proprie regole, i propri costumi, i propri pre-giudizi, i quali non sempre Caballero sa comprendere: ad esempio sembra meravigliarsi per la facilità con la quale il suo compagno di viaggio si offende quando le parole o gli eventi non vanno come questi si sarebbe aspettato.
Momenti difficili si verificano anche durante una sosta in un villaggio ove si tiene una grande festa (“La differenza tra gli uomini e gli animali – dice un abitante del villaggio – è che i primi sanno fare le feste”): anche qui sembrano prevalere le differenze più che la reciproca comprensione. Ma il viaggio va avanti pur tra mille difficoltà ed anche il viaggio dell’animo umano prosegue e si arricchisce.
Juan Carlos Valdivia è arrivato a questo importante snodo della sua carriera di regista dopo altre interessanti prove. Dopo aver studiato
cinema al Columbia College, Chicago (USA), esordisce in Tierra sin mal 4Messico con una co-produzione Boliviano-messicana,” Jonás y la Ballena Rosada” del 1996 che costituisce un grande successo. Riprende poi a girare nel 2005 con “American visa” e dopo altri tre lungometraggi perviene a questo “Tierra sin mal” che rappresenta senza dubbio la sua opera più matura e convincente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...