Special Cannes 2015 – Sabato 16 Maggio (DAY 4)

mia  madre 3

(Luigi Noera da Cannes) (AG.RF 15.05.2015) ore 23:39 (riverflash) – Oggi sarà una giornata molto intensa ed interessante. Dopo il successo di critica e di pubblico di Garrone, oggi è la volta di Nanni Moretti con il discusso Mia Madre. Di questo film ho una mia opinione personale (vedi recensione in calce). L’altro film in Competizione è THE SEA OF TREES di Gus Van Sant, storia profondamente commovente sulla natura distruttiva ma anche redentrice dell’amore. Il protagonista Arthur (Matthew McConaughey) si ritrova con un altro uomo Takumi Nakamura (Ken Watanabe) nella famosa foresta giapponese Aokigahara alle pendici del Monte Fuji in Giappone. In questo luogo le persone si rifugiano per riflettere sulla tema della vita e della morte. I due uomini intraprendono un comune cammino di riflessione e di sopravvivenza. L’interprete femminile è Naomi Watts. Come Special Screenings vedremo la love story Panama opera prima del regista serbo Pavle VuckovicPanama. Il film, affronta un tema sociale sulle nuove generazioni anaffettive, qualcosa che è presente intorno a noi ma di cui non si parla. Ma anche l’attesissimo A Tale of Love and Darkness, debutto nella regia dell’attrice Natalie Portman e tratto da un romanzo di Amos Oz. Specchio della vita quotidiana nei territori occupati. Fuori concorso per Midnigth Screenings viene presentato un doc sulla compianta cantante di rhythm n’ blues Amy Whinehouse, morta per overdose a soli 27 anni. La storia Amy di Asif Kapadia è molto controversa e ci saranno strascichi giudiziari con la famiglia di Amyil . Per la rassegna a latere Un Certain Regard verranno proiettati NAHID dell’iraniana Ida Panahandeh che affronta il tema ricorrente della emancipazione femminile in Iran. Si è detto che questa è l’edizione della presenza femminile. Infatti l’altro film presentato MaryLand (disorder) è di Alice Winocour e tratta l’intima storia di un reduce dalla guerra in Afghanistan guardia del corpo di una giovane libanese. Anche per la Rassegna autonoma Quinzaine verrà proiettato un film che ha a che vedere con la guerra. A Perfect Day dello spagnolo Fernando Leon de Aranoa. Storia di un gruppo di uomini e donne volontari in missione umanitaria in zona di guerra, i sentimenti si mischiano con la quotidianità. L’altro film presentato è il primo della trilogia Les Mille et une Nuits del portoghese Miguel Gomes Mentre per La Seimane de la Critique il film Ni le ciel ni la terre di Clément Cogitore sempre sulla guerra in Afghanistan e la proiezione speciale del film d’azione COIN LOCKER GIRL del coreano HAN Jun-hee. Nell’ambito della Rassegna Cannes Classics segnaliamo un film cult di Orson Wells del 1948 The Lady from Shanghai e il documentario autoreferenziale La Légende de la Palme d’Or di Alexis Veller.

La recensione: MIA MADRE di Nanni Moretti, Italia 2015, 106’ in concorso a Cannes. Nella locandina che pubblicizza l’ultimo film di Moretti è racchiuso tutto il pathos che il regista vorrebbe comunicarci. Purtroppo in sala le emozioni vissute non sono così intense. Ovviamente stiamo parlando di un Maestro del nostro cinema contemporaneo con una esperienza professionale quarantennale, e quindi il linguaggio cinematografico è perfetto a meno di qualche discrepanza, per esempio sui luoghi (il Ministero delle Infrastrutture fatto passare per il Ministero del Lavoro). La stanza di ospedale è asettica e vengono utilizzati toni tenui come in tanti film tedeschi. Moretti d’altronde è sempre lo stesso con il suo modo di definire le cose e gli accadimenti che lo circondano con frasi semplici e concise. Ma riutilizzare la stessa scena della panchina dell’altro film intimo La stanza del figlio anche in questo caso della difficile perdita della madre da accettare e metabolizzare. E il film ha proprio questo scopo. E’ geniale utilizzare il suo alter ego (Margherita Buy) per guardare con distacco all’evento luttuoso. Purtroppo però la Buy risulta la solita radical chic di tanti altri film e per di più isterica. In realtà c’è un senso di rammarico sul passato che non è più modificabile, su certe scelte nei confronti della madre. Pure le musiche sono grevi e sospensive nell’imminenza del lutto. Forse che Moretti abbia perso le sue certezze giovanili? A fronte di tutto questo c’è un bravissimo John Turturro che impersona l’attore eccentrico e burlone su cui scaricare le tensioni intime della regista.

 

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