“Indiziato di reato” con R. De Niro – Mercoledi 1 luglio ore 21.00a FI Giardino del Cenacolo di San Salvi

Indiziato_di_reato_1991

(marino demata) Ci sono eventi molto negativi ed anche interi periodi della Storia degli Stati Uniti d’America di cui quel Paese si è vergognato e continua a vergognarsi.
Esempio di evento assolutamente sbagliato e negativoindiziato di reato2? Tra i molti cito una data: 23 agosto 1927: i due immigrati italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono “assassinati” sulla sedia elettrica nel penitenziario di Charlestown, presso Dedham. Il loro unico vero reato era un delitto “di opinione”. Avevano idee anarchiche e le loro idee erano incentrate soprattutto sulla pace. Facevano parte di un gruppo anarchico italo-americano. Troppo poco per un Paese che prevede nella sua Costituzione la parità dei diritti e in particolare quello di professare le diffondere le prprie idee. Per stroncare i gruppi che la pensavano diversamente dal potere occorreva qualcosa di più eclatantemente penale. Ed ecco la storia dell’assassinio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill». Nel corso del processo, pilotato e addomesticato dal potere fu dimostrata la assoluta estraneità dei due italiani all’omicidio. Nessuna prova decisiva ma solo indizi molti dei quali creati ad arte. E si sa che tanti celebri processi USAIndiziato di reato5 sono decisi dagli indizi e non dalle prove!
L’America si è pentita di questo barbaro assassinio legalizzato processualmente e con una tardiva e ipocrita cerimonia, nel 50’ anniversario dell’esecuzione, il 23 agosto 1977 Michael Dukakis, governatore dello Stato del Massachusetts, riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti, davanti a figli e parenti convenuti nella cittadina ove furono arrestati. Il Goveratore pronunciò queste parole: “Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti”
Esempio di periodo storico di cui vergoganars? A cavallo egli anni ’50 infuriarono in America le persecuzioni in nome del Maccartismo, la House Committee on Un-American Activites (HUAC ovvero Commissione per le Attività Antiamericane) guidata dal senatore MacCarthy istituì veri e propri processi politici per reati di opinione, contro tutti coloro che professavano idee progressiste e che venivano bollati come comunisti e per questo perseguitati, e, portati davanti alla Commissione, sollecitati, per potersi salvare, a confessare i nomi di altri progressisti. In particolare la Commissione si accanì contro il mondo di Hollywood, considerato vera e propria fucina di comunisti e stese una Indiziato di reato4lista di 10 registi considerati sicuramente “comunisti” e per questo perseguibili per le loro opinioni. Si trattava di “smascherare le infiltrazioni comuniste, termine riferito poi a qualsiasi associazione a favore dei diritti civili e umani, dei lavoratori o che avessero come scopo il miglioramento della società, in poche parole la maggior parte delle associazioni popolari operanti nei diversi settori della società, dall’amministrazione pubblica all’esercito, dalle scuole ai sindacati, dalla finanza allo spettacolo, bollate come sovversive e antiamericane.”
L’America ha tanta vergogna di tali persecuzioni che per quel periodo non ha prodotto se non pochissimi film. Fenomeno strano e inusuale, perché la legge del business americano impone di sfruttare tutte le occasioni, anche quelle più disgraziate e negative per il potere, per farne film o altre forme di spettacolo. Del Maccartismo o Caccia alle streghe (termine coniato da Arthur Miller, in qualche modo anch’egli perseguitato dalla Commissione McCarthy, per paragonare il periodo alle persecuzioni alle famose streghe di Salem) si parla invece sempre poco. D’altra patte in questo caso non credo che gli USA abbiano ufficialmente sconfessato l’intero fenomeno,ma solo riabilitato i “condannati”.
“Indiziato di reato” è così uno dei rari esempi di film che affrontano, ad anni di distanza, direttamente e in chiave critica il fenomeno del indiziato_di_reatoMaccartismo. Per la verità il titolo originale “Guilty by suspicon” e cioè “Colpevole (si badi bene!) per sospetti” rende molto l’idea di una giustizia americana, che come nel caso di Sacco e Vanzetti troppo spesso si basa più su sospetti che su reali prove.
Capita dunque che un celebre regista, David Merrill (Robert De Niro), venga convocato di urgenza da uno dei più grandi produttori di Hollywood, Darryl Zanuch , col quale ci sono già stato film di successo in comune. Zanuck ha un brillante copione da consegnargli perché Merril ne faccia un gran film. Ma non può consegnarglielo perché il suo nome è già sula lista nera della Commissione McCarthy e dunque l’unica cosa che può fare al momento Zanuck è consigliargi il nome di un avvocato perché Merril chiarisca la sua posizione circa una presunta appartenenza al Partito Comunista, o il suo essere simpatizzante e sulle sue “equivoche”amicizie politiche. Merril non è iscritto al Partito Comunista, ma da sempre pratica idee democratiche, proprie della sinistra del Partito Democratico Americano, in difesa degli strati più umili della società americana, ha molti amici che la pensano come lui e che gravitano all’interno dell’ambiente di Hollywood. Alcuni di essi in passato sono stati iscritti al Partito Comunista, ma questo non era anni prima mai stato un reato, ma anzi la libertà di professare e diffondere le proprie idee è uno dei cardini della Costituzione USA. Verrà inoltre ricordato nel film che appena una decina di anni prima USA e URSS erano alleati nella guerra contro il Nazismo di Hitler e che il popolo russo si è sobbarcato a grandissimi sacrifici per contrastare l’invasione tedesca in Polonia e poi quella decisiva su territorio sovietico. Sacrifici umani che valsero la vittoria, che diede una svolta decisiva all’intera guerra. Per questo motivo molti americani inviarono aiuti al popolo sovietico alleato in una delle pagine decisive della storia anche americana. Tutto questo veniva invece considerato dalla Commissone MacCarthy una prova decisiva di simpatie filo-comunista, un pericolo per l’America.
Merril, recatosi dagli avvocati, comprende bene di cosa si tratta. Sarà chiamato davanti alla Commissione, che vorrà sapere di più delle sue idee e soprattutto vorrà i nomi dei suoi amici che hanno dimostrato simpatie filo-comuniste o comunque atteggiamenti ambigui (ad esempio per la pace e contro la diffusione della bomba atomica). In pratica per poter continuare a lavorare nel mondo nel cinema Merril “si deve purgare”, come gli diranno, e tradire i suoi più stretti e cari amici. Merril ha uno scatto di indignazione e rifiuta, anche se questo peggiora le sue condizioni familiari: la moglie (Annette Bening) è costretta a riprendere il suo lavoro di insegnante e ad andare ad abitare in una casa modesta. Il loro figlio è ossessionato da quello che potrebbe capitare al padre. Perchè contemporaneamente si gioca in America un’altra partita molto diffusa e propagandata in TV: quella relativa ai coniugi Rosenberg, accusati dal potere USA di spionaggio a favore dell’URSS. In questo caso le prove sembrano propendere per la verità di queste accuse, ma molta parte dell’opinione pubblica resta perplessa e dubbiosa e vorrebbe supplementi di indagine. Ma i coniugi Rosenberg vengono invece frettolosamente inviati sulla sedia elettrica. Ancora oggi molti studiosi e ricercatori restano perplessi di fronte alle procedure adottate dalla giustizia americana.
Alla ricerca di un lavoro diverso da quello del cinema e disposto ad accettare tutto, dopo che gli è stata tolta anche la casa di proprietà a Los Angeles, Merril si reca presso amici a New York, che potranno fare molto poco per lui. Merril è pedinato da agenti della FBI. Gli agenti parlano con tutti i possibili datori di lavoro ai quali Merril chiede aiuto, diffidandoli da concederlo all’ex regista. Tornato a Los Angeles Merril deve affrontare l’interrogatorio presso la Commissione. Il suo atteggiamento sarà basto sul rifiuto a fare il nome dei suoi amici e di tradirli e accusa violentemente i suoi accusatori per quello che stanno facendo in nome di principi che nulla dorrebbero avere a che vedere con la Costituzione Americana. Le parole di Merril sono fiere e nobili, ma gli costeranno un’accusa di oltraggio alla corte.
Vicende come quelle di Merril furono diffusissime in quel periodo. Sappiamo che le difficoltà di vita di Merril durarono ben 20 anni, prima che fosse completamente riabilitato. In tal modo Merril incarna tutta la categoria dei registi e degli uomini di cultura che rifiutarono di accettare il ricatto della Commissione McCarthy anche se per questo pagarono un carissimo prezzo. C’e invece chi accettò il ricatto per continuare a lavorare. Ambiguo fu ad esempio il comportamento del regista Elia Kazan in tale materia. Altri registi invece scelsero la dolorosa, ma necessaria via dell’esilio, come fu il caso del grande Joseph Losey. Scelta necessaria in questo caso perché Loesey era effettivamente iscritto al Partito Comunista Americano e sarebbe stato per lui impossibile difendersi e avrebbe perso ogni possibilità di lavorare. In “Indiziato di reato” Martin Scorsese interpreta appunto Joseph Losey, che comunica all’amico Merril di aver trovato un biglietto aereo per Londra ove si recherà per non ritornare mai più in America. Nella realtà storica a Losey fu notificata la convocazione per la Commissione McCarthy mentre si trovava in Italia a girare un film e quindi il biglietto aereo fu Roma-Londra. Ha comunque fatto bene: in Inghilterra Loesey ha regalato grandi capolavori al cinema mondiale, come Eva, Il Servo, L’incidente, Una romantica donna inglese, ecc. Capolavori che non avremmo mai potuto vedere in caso di sicura condanna.
“Indiziato di reato” è stato diretto nel 1991 da Irvin Winkler che in realtà era un produttore cimentatosi la prima volta con la regia. Girerà altri sei film con alterni giudizi critici. In questo film di esordio manca un po’ la capacità di creare ritmo e momenti di qualità nella narrazione, ma quello che non manca è la ricostruzione attenta di un clima di generale di intimidazione e la immedesimazione piena dei personaggi nei loro ruoli. Da rimarcare la straordinaria interpretazione di Robert De Niro, abituato più spesso a ruoli di leader e qui perfettamente calato nel ruolo del perseguitato politico.

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