“Laurence anyways” (CAN 2012) di Xavier Dolan

 

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(marino demata) Del regista di Laurece anyway, il giovanissimo e bravissimo Xavier Dolan, lo scorso anno, durante la rassegna estiva al Giardino del Cenacolo di San Salvi abbiamo proiettato i primi due film: “Ho ucciso mia madre” e “Hearthbeat”. Due film che non sono mai arrivati ufficialmente in Italia e per i quali abbiamo quindi avuto il privilegio di farli vedere al nostro pubblico in prima visione assoluta. Quest’anno, sempre di Xavier Dolan, l’enfant prodige del nuovo cinema canadese, proiettiamo nella nostra rassegna estiva, il terzo e il quarto film, “Laurence anyway” e “Tom à la ferme”. Anche questi due film non laurence-anyways-quad-postersono mai arrivati ufficialmente in Italia. Sono due film molto belli, che uniti ai due precedenti, ci autorizzano ad esclamare che Dolan non sbaglia un colpo, pur avendo il coraggio di affrontare temi difficili e scabrosi.
Il trentacinquenne docente di letteratura, Laurence Alia, un ispiratissimo Melvil Poupaud, nonché scrittore di poesie, il cui libro sta per essere premiato, decide di liberarsi un grande peso e di confessare al suo grandissimo amore di avere sbagliato tutto per trentacinque anni: pur innamoratissimo della sua compagna, deve confessarle di essere una donna intrappolata nel corpo di un uomo. La confessione naturalmente ha momenti drammatici e melodrammatici: essa avviene in un luogo a caso, in un autolavaggio. La sua compagna, dapprima sconvolta per tale confessione, decide, in nome del suo grande amore, di restare accanto a Laurence e di sostenerlo in quel difficile tornante della sua vita.
La vita di entrambi cambierà radicalmente. Si perdono in gran parte le tracce di quella spensieratezza che caratterizzava i loro incontri, che li vedevano impegnati nella elaborazione di liste di nomi: una sorta di Laurence_anyways2passatempo un po’ maniacale, di cui un valido esempio è costituito dalla lista dei colori e dei significati che ciascun colore assume ai loro occhi.
Un amore difficile? Un amore impossibile? C’è tutto questo nell’analisi di Dolan. Ma c’è anche un amore immenso tra i due, entrambi per una lunga fase disposti al sacrificio. Un amore che travalica i generi, che vede per tutta una fase come inessenziale l’appartenenza al genere maschile o femminile. Prima della scelta definitiva di Laurence di realizzare il desiderio che ha sempre avuto, palesemente o occultamente, di essere donna finalmente in un corpo di donna, i due amanti si perdono di vista, ma poi si cercheranno e daranno vita ad una nuova bellissima fase del loro amore. Ai dubbi e alle incertezze di lei, Fred, una superba Suzanne Clément, bravissima e ben diretta, Laurence risponderà: “Mi guardo nello specchio del bagno al mattino e vedo la realizzazione di ciò a cui ho sempre aspirato.” Quasi a voler rimarcare la non reversibilità della sua scelta.
Ma tutto questo non è gratuito. Al contrario c’è un prezzo altissimo da pagare in termini sociali e di discriminazione. Dolan vuole dirci che, anche in una società avanzata come quella del Quebec, prevalgono pregiudizi, modi arcaici di pensare, barriere artificiosamente innalzate a difesa del perbenismo. La società che circonda Laurence non accetta un cambiamento così radicale: a partire dal Preside del Liceo, che, pur laurence-anyways-06teorizzando che nella società ognuno può fare quello che vuole, in buona sostanza allontana Lawrence dalla scuola, a finire con un comune avventore di un bar, che non resiste alla tentazione di dare una lezione,a base di schiaffi e pugni, a chi osa essere troppo diverso.
E’ dunque un film sulla diversità estrema, che per essere tale, pur essendo accettata dai due protagonisti, non è accettata dalla maggior parte della società. Dolan ci mostra le difficoltà e l’ ostilità verso la diversità più estrema nella prima parte del film, attraverso un bellissimo lavoro di montaggio attraverso il quale, senza che Laurence compaia mai, noi vediamo gli sguardi e le reazioni di tutti coloro che lo incontrano e comunque si imbattono in lui. E’ un bellissimo saggio di regia, che regala scene memorabili.
E nella parte finale del film, quando si va delineando il compimento del destino al quale Lawrence sembra consapevolmente e felicemente consapevolmente e felicemente assegnato, Dolan ci regala un ulteriore guizzo di grandissimo amore tra i due amanti (nonché un ulteriore saggio di grande regia): la gita all’Ile au noir, a cui fa da contrappunto la bellissima musica dei Moderat. Con abiti di tutti i colori che piovono dal cielo sulla testa o attorno ai nostri due eroi. Una trovata geniale che conferisce un senso di novità all’intera sequenza.

Together - Suzanne ClŽment (on left) stars asÊFrŽdŽriqueÊandÊMelvil Poupaud (on right) stars as Laurence in Xavier Dolan'sÊLaurence Anyways.

Ma definirlo un film sulla diversità estrema e sulla transessualità può essere perfino riduttivo. Ci piace invece definirla una bellissima e impossibile storia d’amore che conosce grandi momenti di felicità, ma altrettante difficoltà. Perché a Laurence, che sfidando convenzioni e perbenismo si reca a scuola a fare lezione vestito da donna, un collega tra i più legati a lui ed alla sua famiglia, chiederà: “Ma questa è una rivolta?”. E Lawrence risponde senza esitazione: “No, è una rivoluzione”.

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