“eXistenZ” (CAN 1999) di David Cronenberg

existenz

(marino demata) Forse a nessuno più che a David Cronenberg si attaglia perfettamente l’espressione di “genio visionario”. Infatti tutta la filmografia del regista Canadese sembra dare completamente ragione a questa espressione. Cronenberg non si è mai tirato indietro rispetto a tematiche ardite, a soggetti pieni di provocazioni, ai grandi dubbi, talvolta insoluti, che i suoi film aprono nello spettatore.
Pensiamo solo a qualche titolo. Io porrei subito in evidenza il film che ha preceduto eXistenZ, quel “Crash” che provocatoriamente ci parla della voglia e del desiderio di riprovare ancora l’esperienza vissuta all’interno di un grave incidente automobilistico, trovando in esso elementi di eros, già in precedenza messi in luce da J.G. Ballard in un suo short film del existenz31971, molto ammirato da Cronenberg al punto da farlo diventare la reale ispirazione per il suo film. Ma da citare sono ancora molti altri, dalle angosce di “Spider”, per andare a ritroso verso i film ispirati, come il regista riconosce, alla Beat generation, quali “ll demone sotto la pelle”, “Brood”, e soprattutto “La zona morta”, e “Il pasto nudo”, direttamente ispirato ad un romanzo di William S. Burroughs. Fino ad arrivare a “Cosmopolis”, dal romanzo di Dom DeLillo, ricco di metafore, premonizioni e di una carica critica verso la società neocapitalistica ove il regista non risparmia niente e nessuno.
Qui, in “eXistenZ” Cronenberg si cimenta con il mondo parallelo, con la realtà dei videogiochi. Il tema non è nuovo, ma sempre molto affascinante. Su di esso si era cimentato due anni prima anche il nostro Salvadores con Nirvana, ove però il rapporto tra realtà e gioco è molto più netto. In “eXitenZ” invece la partecipazione attiva e reale del sistema nervoso dei personaggi al gioco crea elementi di complicazione e di ambiguità, rendendo più sfumato e problematico il confine tra realtà ed illusione.   Il film ha un andamento circolare perché inizia in una chiesa adattata a luogo di lancio di un nuovo gioco, e finisce nello stesso luogo, ove tutti i protagonisti del gioco si ritrovano a commentare la loro esperienza. Ma viene subito da chiedersi: in questo ritrovarsi i “giocatori” sono ormai riapprodati alla realtà, oppure sono ancora nel gioco, magari in un altro livello forse più complesso? Tutto il film vive di questa ambiguità voluta da Cronenberg, che viene ad accentuarsi nel concitato finale. Tutti i personaggi agiscono borderline tra realtà vera e existenz4realtà virtuale, che porta con sé elementi non indifferenti di verità e di autenticità.
L’inizio del film riserva subito delle sorprese: Allegra Geller (Jennifer Jason Leigh) , che ha ideato il gioco, ne illustra le caratteristiche al pubblico e in particolare a 12 scelti dal pubblico che siedono a semicerchio nella zona solitamente riservata all’altare. Prima che finisca viene ferita da un colpo di pistola sparato da un difensore della realtà vera, di fronte alle falsificazioni della realtà virtuale e delle illusioni prodotte dal gioco stesso rappresentate da Allegra.
Allegra sarà tratta i salvo da un impiegato della casa produttrice del gioco, Ted Pikul (Jude Law), bravo e intraprendente ma assolutamente a digiuno del merito del gioco. Egli non si rende ancora conto che eXistenZ è un gioco che ha confini molto tenui con la realtà e con la realtà stessa ha continuamente a che fare, perché il game pod, il dispositivo che aziona il gioco, si inserisce direttamente nel sistema nervoso del giocatore attraverso un collegamento col suo corpo tramite un foro praticato alla fine della colonna vertebrale. Pikul non ha questo foro e Allegra lo convince a farselo praticare. Sarà l’ambiguo Gas (Willelm Dafoe) ad eseguire l’operazione che consente a Pikul di entrare nella realtà virtuale e nella finzione e a collaborare con Allegra. Ma poiché tutto avviene attraverso la piena partecipazione del sistema nervoso di tutti colo ro che si collegano, nel corpo di ogni partecipante si insinua un senso di angoscia, ma talvolta anche di leggerezza e di euforia. I nostri due eroi dovranno attraversare molti eventi, molte prove ed avere a che fare con personaggi ambigui e con i nemici veri o presunti del gioco stesso.
Da rimarcare che eXistenZ è forse il film eroticamente più spinto di existenz5Cronenberg, pur essendo del tutto .privo di scene di sesso. L’infilare reciprocamente da parte dei due protagonisti un POD nella bioporta dell’altro, collocata, come si diceva, alla fine della colonna vertebrale, crea un senso di eccitazione, al quale innanzitutto non si sotraggono i diretti interessati, e che finisce col coinvolgere lo stesso spettatore.
Resta senza spiegazioni esplicite la scrittura di eXistenZ, con la X e la Z maiuscole. Perché? Un’ipotesi è che la X rappresenti Ted Pikul e la Z rappresenti Allegra. C’è chi invece ha sottolineato come la X e la Z racchiudono in realtà il termine “isten”, che in ungherese (lingua madre dei produttori del film significa Dio.
Il finale circolare ci riporta alla scena iniziale ed alla chiesa ed alla presentazione di eXistenZ. Qui abbiamo una sorta di colpo di scena, perché saranno proprio i due protagonisti a uccidere i veri ideatori del gioco, che a sua volta rischiava di uccidere la realtà a favore della simulazione. Ma un cinese che sta per esser ucciso ci riporta al senso vero, alla madre di tutte le questioni: “Ma siamo ancora nel gioco o tutto questo è reale”?

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