“Bal”/”Miele” (Turchia 2010) di S. Kaplanoglu

La vitalità del Nuovo Cinema Turco

Bal

(marino demata) Nel 2010 il regista turco Semih Kaplanoglu ha realizzato BAL (Miele), il terzo film da lui girato per illustrare la vita del suo personaggio, Yusuf. In questo caso il regista si concentra sull’infanzia di Yusuf, all’età di appena 6 anni. In precedenza aveva girato prima Yumurta (Uova), per mostrare la piena maturità del suo personaggio, e poi Sut (Latte) per mostrarcelo nel periodo della scuola superiore. Insomma il regista ha girato la storia del suo protagonista esattamente in ordine cronologico inverso. Conviene invece, ed è fortemente consigliabile, che lo spettatore segua l’ordine contrario, cominciando dalla fanciullezza di Yusuf per poi arrivare alle fasi successive della sua vita.
E tuttavia BAL è probabilmente il film più autonomo della trilogia e può anche essere visto e considerato in maniera a sé stante. E’ la storia di Yusuf all’età di 6 anni, che vive in una remota zona del nord-est della Turchia, in un’area appartata ed isolata circondata da bellissime foreste, assieme ai suoi genitori, impegnati nei lavori agricoli e, soprattutto il padre, nell’apicoltura. Yusuf ama la madre, ma ha soprattutto un rapporto di splendida complicità con il padre, che ammira moltissimo e adora e col quale vorrebbe in tutto e per tutto identificarsi. A tal punto che giorni più belli per lui sono quello nei quali gli è consentito seguire il padre, quando va a cercare gli alveari anche piuttosto lontano da casa. Non è però un bambino facile. La solitudine del posto in cui vive con la sua famiglia, la difficoltà logistica di rapportarsi con altri coetanei, lo fanno crescere con molti problemi. A casa legge benissimo, ma a scuola, quando viene invitato dal maestro a leggere, riesce con grandissima difficoltà, manifestando anche sintomi di balbuzie. Inoltre anche il rapporto coi compagni di scuola è complicato: nei minuti di ricreazione, quando tutti scendono a giocare, Yusuf resta in aula limitandosi a vedere giocare dalla finestra gli altri allievi.
Quando il padre, di fronte alla penuria di api nella sua zona, decide di andare in una regione più lontana alla ricerca di maggiore fortuna e per giorni non fa ritorno, Yusuf viene preso dal panico e con la madre va disperatamente alla sua ricerca. Un panico che lo accompagnerà in tutta la parte finale del film.
Fondato sui solidi affetti familiari, il film presenta i tre personaggi che non parlano moltissimo se non quando è indispensabile, ma parlano anche attraverso le immagini e le espressioni del viso, sempre molto curate dal regista. Il Bal 3mondo che circonda i tre personaggi è pieno di paesaggi meravigliosi, il fruscio del vento, il muoversi delle foglie degli alberi, il calpestio del terreno, il suono di qualche ruscello, sono la vera colonna sonora del film, altrimenti quasi privo di musicalità che non sia quella della natura. Tutto questo, e tutto il resto, è il mondo visto con gli occhi di un bambino di 6 anni: questa è una delle particolarità positive del film, ove la macchina da presa fa le veci dello sguardo di Yusuf e quando noi guardiamo il film, in realtà ci sostituiamo al suo sguardo. Se qualche volta ci siamo chiesti, perchè ce ne siamo dimenticati: come è il mondo visto con gli occhi di un bambino? Qui abbiamo la risposta, perché tutto quello che guardiamo, lo vediamo proprio con gli occhi di un bambino di sei anni. Interpretato tra l‘altro magistralmente da Bora Altas, che il regista riesce a far muovere e a far manifestare i propri sguardi come fosse un attore consumato. Presente in quasi tutte le inquadrature, è in grado perfino di rubare la scena!
Per sottolineare la bellezza del film si potrebbero ricordare molte sequenze significative. Vogliamo limitarci a citarne solo una: Yusuf, nel corso della disperata ricerca del padre, a tarda sera vede riflessa la luna in un secchio pieno d’acqua. La bellezza e la poeticità di questa sequenza ove il bambino gioca con la luna argentata riflessa nell’acqua è Bal4destinata a diventare un classico. Questa ed altre sequenze, l’intera opera fanno di Bal forse il film più bello realizzato sul mondo infantile da moltissimi anni a questa parte. I membri della Giuria del Festival di Berlino se ne sono ben accorti, tributando al film il primo premio assoluto, quell’ambito Orso d’Oro, mai così meritato.

 

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