Folla delle grandi occasioni al Museo del 900 per l’evento su Pasolini (La ricotta).

logo pasol

SONY DSC

L’inizio dell’incontro sul tema “La ricotta di Pasolini: un film maledetto?” era previsto alle ore 17.30 nella sala cinematografica del Museo del Novecento a Firenze. Non era mai capitato che alle 17.25 la sala fosse gia’ completamente piena di persone interessatissime al tema dell’incontro. Un grande successo di pubblico, dunque, che dimostra come ci sia sempre grande interesse soprattutto per le tematiche cinematografiche meno usuali e per le quali puo’ essere possibile ascoltare qualcosa di nuovo.
L’incontro e’ stato aperto da un intervento non rituale della Dott.sa Valentina Gensini che, con la

SONY DSC

sua usuale competenza e’ stata in grado in poche battute di entrare nel merito delle tematiche che sarebbero state trattate nel corso dell’incontro, soffermandosi non solo sulle caratteristiche dei due oratori, ma offrendo anche degli spunti sul rapporto cinema-pittura deducibile da La ricotta e da altri film di Pasolini.
Il Prof. Marino Demata ha spiegato il perche’ del titolo dell’evento e si e’ soprattutto soffermato sui problemi giudiziari che investirono Pasolini per questo film ed anche per altri film ed altre vicende, tanto che e’ possibile affermare che non c’e’ periodo della sua vita, dal suo arrivo a Roma in poi, nel quale non si sia trovato “sotto processo” per un motivo o per un altro. Tanto che non e’ esagerato affermare che i continui processi lasciano adombrare un vero e proprio fumus persecutionis. Il Poeta fu perfino accusato di essere autore (o co-autore) di una rapina e subi’ addirittura una perquisizione nella sua abitazione  tesa a verificare l’eventuale possesso di armi! L’ultima parte dell’Introduzione di Demata e’ stata dedicata alle caratteristiche de La ricotta, nonche’ ad alcune curiosita’ poco note sulla lavorazione del film.

SONY DSC

Infine il Prof. Francesco Galluzzi ha illustrato, anche attraverso diapositive, le caratteristiche dei tableau vivents messi in scena da Pasolini dalla deposizione di Pontormo e dalla omonima opera di Rosso Fiorentino. Non solo. Galluzzi ha anche spiegato come una caratteristiche del cinema “pittorico” di Pasolini sia stato il partire sempre dall’immobilita’ come dato iniziale di ogni sequenza impegnativa. Questa caratteristica conferisce al suo cinema un elemento di originalita’ che, assieme ad altri elementi, rompe i canoni del cinema tradizionale. Quindi Galluzzi si e’ anche soffermato sul Manierismo di Pasolini riscontrabile non solo nel cinema, ma anche in altri campi, come ad esempio la Poesia. Per quest’ultima si puo’ a ragione parlare di Pasolini scopritore di una nuova versione del dialetto friulano, per la prima volta da lui portata a dignita’ di scrittura e di Poesia.
Dopo la proiezione del film numerosi sono stati gli interventi e le richieste di chiarimento rivolte dal publico agli oratori.
Il prossimo appuntamento pasoliniano è fissato per il 20 novembre. Il tema sarà “Appunti per una Orestiade africana: un film inaspettato”. Parteciperà il prof. Franco Zabagli del Gabinetto Vieusseux. Sarà proiettato il film in versione integrale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...