Woody Allen 80 – “Il dormiglione” (“Sleeper”) (Usa 1973) – Recensione e film integrale in italiano

(marino demata) Ne “Il dormiglione” (“Sleeper”) Woody Allen ha voluto creare un’atmosfera e un impianto da film di fantascienza. L’azione infatti si svolge nel 2173, esattamente 200 anni dopo l’epoca nella quale il film è stato girato. Alcuni scienziati scoprono una capsula risalente a 200 anni prima e all’interno vi trovano un uomo ibernato. Lo scongelano con molta circospezione perché il torvo regime imperante non approverebbe tale iniziativa. Si scopre che l’uomo scongelato si chiama Miles Monroe, entrato 200 anni prima in ospedale per un’ulcera, senza essersi mai più svegliato per un errore nell’anestesia al momento dell’operazione. Quando a Miles viene detta la verità, iniziano le girandole di battute verbali di Allen, che dureranno praticamente per l’intero film: “Non posso crederci, . Il dottore mi dice che mi risistema in cinque giorni. Si è sbagliato di 199 anni!”. Inoltre “ora ho 2000 mesi di affitto arretrato!” Gli scongelatori, oppositori del regime imperante, spiegano a Miles la realtà del potere del loro tempo, detenuto dal Grande Leader, che si mostra solo in televisione. “Ma che razza di governo avete – dice Miles/Allen, esprimendo il primo riferimento alla politica statunitense – è peggio della California”. E poi aggiunge un altro riferimento politico: “Mi sveglio dopo 200 anni e sono nella Lista Nera”. E a proposito di Nixon afferma: “E’ stato Presidente degli USA, ma ogni volta che usciva dalla Casa Bianca controllavano l’argenteria”. Come si vede, i riferimenti alla politica Americana spesso diventano una satira graffiante e dissacrante, proprio come nei film precedenti. E ancora, in fuga con Luna (marino demata) Ne “Il dormiglione” (“Sleeper”) Wody Allen ha voluto creare un’atmosfera e in impianto da film di fantascienza. L’azione infatti si svolge nel 2173, esattamente 200 anni dopo l’epoca nella quali il film è stato girato. Alcuni scienziati scoprono una capsula risalente a 200 anni prima e all’interno vi trovano un uomo ibernato. Lo scongelano con molta circospezione perché il torvo regime imperante non approverebbe tale iniziativa. Si scopre che l’uomo scongelato si chiama Miles Monroe, entrato 200 anni prima in ospedale per un’ulcera, senza essersi mai più svegliato per un errore nell’anestesia al momento dell’operazione. Quando a Miles viene detta la verità, iniziano le girandole di battute verbali di Allen, che dureranno praticamente per l’interi film: “Non posso crederci, . Il dottore mi dice che mi risistema in cinque giorni. Si è sbagliato di 199 anni!”. Inoltre “con 2000 mesi di affitto arretrato!” Gli scongelatori, oppositori del regime imperante, spiegano a Miles la realtà del potere del loro tempo, detenuto dal Grande Leader, che si mostra solo in televisione. “Ma che razza di governo avete – dice Miles, esprimendo il primo riferimento alla politica statunitense da parte di Allen– è peggio della California”. E poi aggiunge un altro riferimento politico: “Mi sveglio dopo 200 anni e sono nella Lista Nera”. E a proposito di Nixon afferma: “E’ stato Presidente degli USA, ma ogni volta che usciva dalla Casa Bianca controllavano l’argenteria”. Come si vede, i riferimenti alla politica Americana spesso diventano una satira graffiante e dissacrante, proprio come nei film precedenti di Allen. E ancora, in fuga con Luna (si tratta di Diane Keaton, alla prima esperienza al fianco di Allen e già in perfetta simbiosi con lui), Miles trova una vecchia Volkswagen e all’interno un giornale con una pubblicità: “Denuncia i comunisti, non le armi”. “Che significa?” chiede Luna. “Chi lo ha scritto – risponde Miles – apparteneva alla Lega Nazionale Fucili. Aiutavano i criminali a procurarsi armi”.
Gli scongelatori chiedono a Mildes di unirsi a loro, ricevendo una risposta non entusiasta. Ma nel frattempo irrompe la polizia e l’unico che riesce a fuggire è proprio Miles, grazie ad un geniale travestimento che lo rende molto somigliante agli automi-camerieri trasportati in un furgone. Trova infine rifugio a casa di Luna, poetessa e sostenitrice del regime imperante.
Dopo svariate vicissitudini Miles fugge ancora nei boschi portandosi con sé Luna. Una volta ritornati nella casa degli scienziati, ove aveva avuto inizio l’avventura di Miles, vengono braccati dalle guardie e mentre Luna si mette in salvo, Miles viene catturato, perché destinato alla riprogrammazione. Le autorità lo sottopongono al lavaggio del cervello, gli danno nuovi vestiti e un lussuoso appartamento. Nel frattempo Luna si è schierata dalla parte dei sovversivi e si è innamorata del loro capo, Erno. Suo scopo è quello di recuperare Miles, nella consapevolezza che possa essere molto utile alla causa: quest’ultimo dunque, una volta recuperato, viene di nuovo impacchettato e sottoposto a nuovi stimoli, affinché perda il suo conformismo verso il potere e ritorni quello di prima. Tutto riesce bene: i nostri due eroi entrano nel quartier generale del Grande Leader, ma scoprono che questi è stato già oggetto di un attentato e che di lui non è rimasto altro che il…naso, attraverso il quale sarebbe possibile clonare di nuovo il dittatore. Per evitare tutto questo Miles e Luna buttano il naso sotto uno schiacciasassi. I capo dei ribelli, Erno, diventa il nuovo leader della società. Il film si conclude con l’amara affermazione di Miles/Allen: “Le soluzioni politiche non funzionano”. Non ci resta che credere solo nel “sesso e nel decesso”, uniche cose reali.
E’ indubbio che il film presenta mole lacune e che la trama è spesso contorta. Eppure questo film rappresenta una tappa fondamentale nella filmografia del regista. Uno spartiacque o una svolta, che dir si voglia. Infatti qui Allen fa il suo ultimo estremo tentativo di darsi definitivamente ad una comicità fatta di continue gag visive, alla maniera di Chaplin e Buster Keaton, lavorando sodo col proprio corpo, cercando di avere una mimica corporea simile ai due grandi comici del passato. Ma i risultati non sono soddisfacenti e Allen non riesce nemmeno ad emulare i due grandi del muto, malgrado si serva dell’aiuto del montaggio. Semmai, quando si muove come un burattino, travestito da automa-cameriere, ricorda molto da vicino Totò con le sue movenze surreali
Al contrario riesce ad attrarre il riso o il sorriso dello spettatore attraverso quello che dice ed esprime: e il proiettarsi fantascientificamente nel 2173 gli offre l’opportunità di una vasto campionario di battute a volte veramente irresistibili. Insomma in questo film si consuma definitivamente il tentativo di far ridere con situazioni visive paradossali e si conferma la sua grandissima capacità di essere un brillante creatore di battute, che possono stare a commento e a servizio di qualsiasi situazione, come abbiamo visto sopra a proposito delle battute relative alla politica americana. Film dunque importante perché a partire dai film successivi, fino ai film più recenti, sarà quella la strada che Allen batterà con grande successo.
Da sottolineare inoltre che questo film, a ben vedere e al di là della sua comicità, è intriso di pessimismo: il futuro che Allen ha costruito per il 2173 è costituito da una società di tipo “orwelliano” e marcatamente distopico. Lo stesso finale cui si accennava, che finisce col successo della rivoluzione, sembra lasciare scettico Miles/Allen: “Non importa chi è al potere, sono tutti terribili.”
E infine troviamo di nuovo in questo film quei temi che saranno poi costanti in quasi tutti i suoi film: il rapporto spesso conflittuale tra uomo e donna, la nevrosi, il sesso e la psicoanalisi: “Sono 200 anni che non vado dal psicoanalista. Ero un freudiano convinto…”

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