“Macbeth” di Justin Kurzel – La recensione di V. Zenardi

MAC_L3A5282_2.jpg HAND OUT PRESS PHOTOGRAPH / FILM STILL FROM THE MOVIE MACBETH. DOWNLOADED FROM PICSELECT
MAC_L3A5282_2.jpg HAND OUT PRESS PHOTOGRAPH / FILM STILL FROM THE MOVIE MACBETH. DOWNLOADED FROM PICSELECT

SINOSSI

Il film racconta la rovinosa metamorfosi del valoroso generale Macbeth, signore di Glamis, che conosce la gloria e l’onore, ma viene condotto alla rovina dalla sua cupidigia. Un’interpretazione emozionante delle drammatiche vicende accadute in quei tempi e una rivisitazione di uno dei personaggi più famosi e complessi di Shakespeare. Ambientato nel paesaggio crudo della guerra civile in Scozia, Macbeth è la storia di un animo grande e generoso corrotto da avidità e spietata ambizione.

RECENSIONE

Presentato in anteprima alla 68ª edizione del Festival di Cannes, Macbeth è sicuramente tra le opere classiche di Shakespeare più celebri e rappresentate, riadattata in versioni cinematografiche e televisive.
Dopo registi del calibro di Orson Welles, Akira Kurosawa e Roman Polanski questa volta è il turno di Justin Kurzel, talentuoso regista australiano, venuto alla ribalta per Snowtown, sua strepitosa opera prima.
Come in questa, anche in Macbeth riesce perfettamente a scandagliare gli strati più nascosti della psicologia del protagonista, entrando nella sua testa, facendoci vedere pian piano la follia rivelarsi e divenire sempre più evidente.
Aiutato in questo da Michael Fassbender che con autorevolezza fa suo il personaggio di Macbeth, regalandoci un’interpretazione intensa e straniante che raggiunge l’apice nella scena del banchetto.
Non da meno Marion Cotillard che nonostante la barriera linguistica si cimenta abilmente nei versi shakespeariani imprimendo alla sua Lady Macbeth una materialità sensuale.
L’aver mantenuto il proprio accento, aggiunge un livello diverso al suo personaggio.
Tra lei e la sua comunità, soprattutto le altre donne, c’è una sorta di separazione, di differenza e questo aggiunge appunto complessità al ruolo di Lady Macbeth.
In termini di messa in scena si é scelto di girare quasi esclusivamente in esterni sfruttando la luce naturale e la formidabile bellezza dei paesaggi scozzesi che risultano maestosi grazie alla splendida fotografia curata da Adam Arkapaw (True Detective, Snowtown) che spesso sui personaggi restituisce solo le ombre.
Nel girare la scena della battaglia, Kurzel ha utilizzato la tecnica del bullet time concentrandosi sul punto di vista dei personaggi principali e su quello delle tre streghe che sono un elemento centrale delle prime scene, poiché profetizzano a Macbeth ciò che lo ossessionerà per la resto della storia.
Il focus è sui suoi pensieri e su come questi lo stiano condizionando.
Per assicurarsi un risultato verosimile e realistico Kurzel ha utilizzato un esercito di rievocatori storici di battaglie, dichiarando soddisfatto:

Questi ragazzi trascorrono i loro fine settimana a fare rievocazioni, quindi la loro dedizione e passione verso ciò che fanno o che, in questo caso, gli è stato richiesto di fare, è stato davvero notevole.”

Il rispetto delle regole dei versi e della costruzione del dialogo originale shakespeariano è stato assoluto, si ricrea così una forma di “intimità” con il testo che permea tutta l’opera e permette un’immersione totale dello spettatore nella narrazione.
Nelle sale italiane dal 5 gennaio 2016.

Vittorio Zenardi

 

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