Intervista esclusiva a Roberto Merlino Presidente Nazionale FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub)

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(ROBERTO MERLINO è un regista, attore, autore, insegnante di teatro e video-cinema. Dopo aver conseguito la laurea in medicina e chirurgia, come Autore-Video ha realizzato oltre 100 opere, con numerosi riconoscimenti, nazionali ed internazionali. Come insegnante ha condotto più di duecento laboratori, con un’attività scolastica (dalle elementari alle superiori) che va avanti da trent’anni. Ha diretto per anni tirocini formativi per studenti universitari ed è stato docente a contratto per l’Università di Pisa (13 laboratori, tra ripresa e montaggio). Ha ideato e condotto varie trasmissioni televisive, tra cui “I Corti di Corte” (quasi 200 puntate di 30’). Da 14 anni dirige lo Stage Nazionale FEDIC di Formazione ed Approfondimento.
Da quasi vent’anni è Direttore Artistico del Cineclub FEDIC di Pisa “Corte Tripoli Cinematografica”.
Da tre anni è Presidente della FEDIC.
Da circa 35 anni è impegnato nel teatro (anche da professionista), come regista, attore, drammaturgo e insegnante. Ha lavorato nel teatro di prosa, nell’operetta e nell’opera lirica. Ha diretto per 18 anni SCLAT & CIDOBO a La Spezia (Scuola-Laboratorio di Teatro e Cinema) e dirige da oltre vent’anni “L’Albero di Putignano”, gruppo di teatro amatoriale. Si è formato con maestri del calibro di Fiorenza Brogi, Bogdan Jerkovich, Bob Marchese, Marco Sciaccaluga, Yerzy Sthur.
E’ anche pittore. Ultima “mostra personale” nel Palazzo Comunale di Bagni di Lucca, dal 4 al 15 gennaio 2016.)

Rive Gauche: E’ noto che la Fedic è una delle più importanti (se non la più importante) tra le Associazioni italiane di cineclub. Tuttavia non tutti i nostri lettori sanno ancora di preciso quali sono le sue fondamentali attività. Puoi riassumerle?

Roberto Merlino: LA FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) promuove la cultura cinematografica attraverso la produzione e distribuzione di filmati; organizza convegni, seminari, concorsi, rassegne, festival (nazionali e internazionali); pubblica il periodico “Carte di Cinema” e diversi notiziari; coordina il lavoro delle Associazioni federate; valorizza la cultura dell’immagine nelle scuole, ecc._MG_5671
La FEDIC è una delle nove Associazioni di Cultura Cinematografica riconosciute dal Ministero dei Beni Artistici e Culturali. Si distingue dalle “consorelle” per essere l’unica che realizza film (circa 100 l’anno, per lo più cortometraggi) con i suoi Cineclub.
Per non essere prolisso mi fermo qui, anche se ci sarebbe molto altro da dire. Chi volesse approfondire può trovare ampie delucidazioni sul sito http://www.fedic.it

R.G.: In questo quadro che giudizio dai delle attività Fedic nell’anno appena concluso? E inoltre quali iniziative ed eventuali novità pensi di mettere in cantiere per il 2016?

R.M.: Anche nel 2015 abbiamo offerto ai nostri Soci tante interessanti opportunità.
Dal punto di vista economico c’è stato un aumento dei “rimborsi” relativi ai Progetti Ministeriali ed abbiamo elargito 3 “bonus” (per complessivi 3.000,00 euro) ai Cineclub più virtuosi.
Abbiamo ulteriormente potenziato il “sistema di informazione”.
La “visibilità” dei film-FEDIC, in Italia e all’estero, ha raggiunto un livello mai avuto in precedenza.
Le occasioni di “formazione” si sono moltiplicate e, all’ormai tradizionale Stage Nazionale FEDIC (giunto alla 13.a edizione), si è affiancata un’attività di “campus per ragazzi” che ha avuto un enorme successo. Ci sono, inoltre, “corsi territoriali”, “attività nelle scuole”, ecc.
Abbiamo organizzato svariati concorsi interni (riservati ai nostri Soci), in modo da favorire incontro e confronto su varie tematiche (sceneggiatura, video realizzazione, critica cinematografica, realizzazione di storyboard, fotografia di scena, ecc.).
Abbiamo creato “corsie preferenziali” (anche dal punto di vista economico), per la partecipazione dei nostri Soci alla Mostra del Cinema di Venezia, al Festival di Roma, ai 15 Festival della Rete FEDIC, ecc.
Nel 2016 cercheremo di migliorare quanto già esistente. Già ora ci sono segnali molto promettenti. Per esempio, per quel che riguarda lo Stage Nazionale che si svolgerà in settembre, abbiamo già tutti i posti prenotati con 8 mesi di anticipo! Sono in procinto di partire dei “corsi per docenti”, già richiesti in diverse località. Ci saranno nuovi concorsi e nuove pubblicazioni.
Inoltre la “quota associativa” sarà ridotta e ci sarà lo “sconto di benvenuto” per i Cineclub che si iscriveranno ex-novo.

R.G.: Come sono i rapporti tra gli organi nazionali della Fedic e i singoli Cineclub? Hai mai avuto qualche problema? I rapporti potrebbero essere migliori? Ad esempio è auspicabile una maggiore partecipazione dei cineclub alla vita della Direzione Fedic?

R.M.: Per me l’insieme dei Cineclub sono la FEDIC. Dal punto di vista “umano” posso affermare che siamo in una situazione idilliaca, con continue attestazioni di affetto e stima, confermate da un costante avallo “all’unanimità” di tutte le decisioni più importanti. Dal punto di vista “pratico”, invece, auspicherei una partecipazione più attiva alla “vita associativa”: mentre alcuni Cineclub fanno da trascinatori, altri non esprimono al meglio le potenzialità che hanno.
Per quel che riguarda i “problemi” da risolvere, direi che sono all’ordine del giorno. Ma cerchiamo di affrontarli in grande armonia e con spirito costruttivo.

R.G.: Come giudichi la Rete dei Festival Fedic? E inoltre come giudichi l’andamento dei Festival? C’è qualcosa da cambiare? Da migliorare secondo te?

R.M.: Anche in questo caso credo si possa parlare di un andamento a due velocità: ci sono Festival FEDIC condotti molto bene ed altri che hanno un buon margine di miglioramento. Ritengo fondamentale un maggior interscambio di esperienze ed informazioni: curando il proprio orticello, senza aprirsi agli altri, si rimane indietro. In tutta onestà, però, devo rilevare che negli ultimi 2-3 anni il livello medio complessivo è cresciuto in modo consistente.

R.G. Abbiamo rivisto in questi giorni il bel meta-documentario sul cinema italiano, diretto dall’amico regista Michele Diomà: “Born in the USE” (Nato negli Stati Uniti d’Europa). Il film, attraverso interviste a registi e altri illustri interlocutori, si pone la domanda se il cinema italiano di oggi è capace di farci conoscere meglio la realtà in cui viviamo. La riposta è sostanzialmente negativa. Ad es. nel film c’è l’ultima intervista a Francesco Rosi, che a un certo punto esclama: un tempo c’era la commedia all’italiana. Oggi invece ci sono le “commediole”. Tu che ne pensi? Non ritieni che il cinema italiano oggi ci presenta un quadro “rassicurante” della realtà che non corrisponde per nulla al vero?

R.M.: Non voglio entrare in un giudizio sul “cinema professionistico” (che non mi compete). Voglio dire, invece, che nel nostro cinema (degli Autori Indipendenti   -e Autori FEDIC in particolare-) “la realtà in cui viviamo” è molto presente e si vede… eccome se si vede!

R.G. Infine che ne pensi delle case di distribuzione nel nostro Paese?

R.M.: Anche in questo caso non entro nel merito della “distribuzione del cinema professionistico”. Per quel che riguarda le Case di Distribuzione, mi limito a segnalare che, mentre alcune fanno degli sconti “adeguati” ai nostri Cineclub che vogliono proiettare i loro film (tenendo conto che si tratta di realtà culturali, senza scopo di lucro), altre sono irremovibili nei loro listini. E questo non fa bene né a noi, né a loro, né -soprattutto- al cinema.

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