“Carne e polvere” (IT 2015) – Un piccolo grande film di Antonio La Camera – Recensione e Trailer

(marino demata) Il cortometraggio di Antonio La Camera, “Carne e polvere”, apre una finestra nel mondo contadino della Calabria. Vediamo il protagonista ed unico attore del film nel suo rapporto con la natura, scandito da moment positivi, identificabili nella prima parte del film, e da momenti negativi, nei quali la natura stessa sembra scagliarsi con cieca cattiveria contro chi cerca di trarne dei frutti. E’ così emblematizzato, nei pochi minuti del film, l’alternarsi, nel duro lavoro quotidiano, di soddisfazioni, ma anche di dolorose sofferenze, che rendono la vita in campagna, al di là di quanto si possa immaginare, sottoposta all’alea dell’imprevisto e ai capricci della natura, capace di distruggere in pochi minuti il lavoro di mesi.
Il regista ci fa cogliere fin dal titolo, “Carne e polvere”, la vera realtà del lavoro nei campi, che in certi momenti è così intenso, da creare quasi una fusione dei due elementi: nel protagonista impegnato nel suo duro lavoro, carne e polvere diventano tutt’uno.
Sembra opportuna e funzionale alla narrazione la scelta del formato dello schermo: schiacciato, come la natura che quasi schiaccia il protagonista, del quale vediamo talvolta il volto sofferto in primissimo piano, e allungato il più possibile in larghezza, perché non si perda nemmeno un elemento del rapporto tra il contadino e la natura circostante, che riempie lo schermo stesso nel bene e nel male.
Il film risulta estremamente curato e colpisce in particolare la colonna sonora, per la quale si fa apprezzare la scelta di bellissimi brani di quel genio della musica moderna che risponde al nome di Jonny Greenwood, ce con la chitarra e con la musica in genere riesce a fare quello che vuole. La Camera ha avuto il merito di saper selezionare brani che riescono a regalarci il commento più appropriato ai vari momenti della breve narrazione.
“Carne e polvere” è stato selezionato, unico film italiano, dal per partecipare al “Future Film Festival” 2016. Si tratta di un Festival tra i più prestigiosi, riservato ai giovani registi dai 19 ai 25 anni.
Va rimarcato, infine, che film si fa molto apprezzare per la sua essenzialità. Si diceva che è una finestra aperta nel mondo del lavoro nei campi e delle sue difficoltà: una finestra attraverso la quale viene consentito allo spettatore di gettare uno guardo improvviso e immediato, senza abbellimenti e senza inutili orpelli. Il film è come una freccia che arriva diritta al suo obiettivo. A noi tocca seguire con grande interesse la traiettoria, senza occuparci di altro.

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