“The Crow: Shreds of Memories” – FAN FILM (IT 2015) – Film integrale e intervista

Film integrale e intervista al regista Pietro Cinieri

(Appassionato di cinema e fotografia, Pietro Cinieri comincia il suo percorso nel 2006, realizzando brevi video amatoriali. Successivamente, approfondisce gli studi di regia e nel 2011 fonda la casa di produzione indipendente, ArtemikaStudio. Contemporaneamente, ha portato avanti la sua attività nel campo della fotografia. Ha prestato il suo servizio in occasione di eventi mondani e per shooting fotografici. Tra i suoi scatti si possono annoverare quelli dedicati a Mietta, pubblicati dalla stessa artista sulla propria pagina ufficiale di Facebook.  Ma è con la realizzazione di numerosi videoclip musicali, che Pietro Cinieri ritaglia un ruolo di spicco nel territorio. Nel 2013 prendono inizio le riprese del suo primo lungometraggio, il fan movie “The Crow – Shreds of Memories”)

Intervista al regista Pietro Cinieri
Dopo la visione integrale del Fan-film “The Crow: Shreds of Memories” rivolgiamo alcune domande al regista Pietro Cinieri.

Rive Gauche: Nel girare questo film ti sei esplicitamente ispirato al fumetto “The Crow” di James O’Barr, come riportato nei titoli. In realtà, oltre ai fumetti, va messo in conto che ci sono stati anche ben quattro film, a partire dallo storico “The crow” con Brandon Lee, dei quali sicuramente sei un cultore. Cosa hai provato a girare questo film tenendo presenti gli illustri precedenti? Emozione? Orgoglio? Preoccupazione di non essere all’altezza?

Pietro Cinieri: Sono state molteplici le emozioni che mi hanno accompagnato durante le riprese di questo film. Indubbiamente, la grande preoccupazione di dover reinterpretare questo soggetto, è stata presente dall’inizio alla fine delle riprese. Tuttavia, mi  sono sentito orgoglioso di ciò che con pochi mezzi abbiamo realizzato. È stata una vera emozione realizzare questo film, sia perché è il mio primo lavoro nel cinema indipendente, sia per le ragioni sopra citate. Sono sempre stato un grande fan del film The Crow e ho sempre apprezzato la performance di Brandon Lee. Ho sempre cercato infatti, di accostarmi al suo personaggio con grande rispetto, senza intaccarne la memoria. Per questa ragione ho deciso di non proporre un remake del film di Proyas, che avrebbe fatto storcere il naso sicuramente ai fan. Pertanto, ho cercato di fondere fumetto e film, creando un nuovo Eric che non potesse essere messo in paragone con Brandon Lee (perché irraggiungibile).

R.G. Nel corso della storia da te narrata il protagonista ha momenti di intensa tenerezza soprattutto verso la bambina, ci sembra più di quanto non accada nei quattro film. A volta sembra che ci sia un loro alternarsi con le scene di violenza. Insomma hai voluto creare un personaggio dalle sembianze molto umane?

P.C. Proprio perché il nostro fan film è tratto principalmente dal fumetto, abbiamo estrapolato i tratti principali di Eric. Nel fumetto infatti Eric è un poeta. Inoltre, abbiamo scelto di creare un personaggio che potesse trasmettere molteplici sfumature: sì lo spirito di vendetta e la determinazione, ma anche la compassione e la tenerezza per chi non può difendersi, in questo caso la piccola Sherry.

R.G. Vorrei  ti soffermarsi sull’uso del colore, le cui scelte noi condividiamo. La maggior parte delle scene sono nell’oscurità o nella penombra.  I colori sono talvolta lividi e in alcune occasioni si tende quasi al monocromatico. All’inizio abbiamo scene oniriche col colore molto sfumato. Quale è stata per te la funzione di queste scelte di colore? Cosa hai voluto sottolineare?

P.C. La scelta di rendere cupi i colori è indotta dalla volontà di rendere in immagine l’universo che ruota attorno al dramma di Eric. Non c’è colore nel dolore, ed è giusto che determinate scene siano state desaturate e abbiano quei toni dark che rimandano anche all’atmosfera gotica che aleggia nel film di Proyas. Le uniche scene in cui è visibile una gamma di colori caldi sono quelle in cui Eric va incontro alla piccola Sherry nel parco insieme a sua madre (redenta grazie al gesto di Eric) e, le due finali che rappresentano il ritorno alla vita, la morte come mezzo per ricominciare.

R.G. Un altro aspetto particolare del film è la colonna sonora, la scelta dei motivi usati, che ci è sembrata molto appropriata a sottolineare la drammaticità di alcuni passaggi.  Hai curato tu particolarmente questo aspetto? Cosa puoi dirci in merito?

P.C.  La colonna sonora è infatti lo specchio delle emozioni che accompagnano il percorso del personaggio. Ho scelto prevalentemente artisti del mio territorio, per dimostrare il valore delle loro composizioni. Inoltre, credo che una colonna sonora appropriata sia necessaria per la buona riuscita di un film. Ho ascoltato ogni singola traccia immedesimandomi e fondendomi con la musica, affinché risultassero in linea con gli stati d’animo del protagonista. Sono anche un musicista e posso dire che la scelta della colonna sonora è stata una delle fasi che ho amato di più.

R.G. Il film è integralmente presente su Youtube. E’ stata vostra scelta dare questa diffusione massiccia e gratuita del film? Come la motivate? Si prevedono altre forme di distribuzione?

P.C. Questo film è il mio primo lavoro nel cinema indipendente, quindi volevo raggiungere un pubblico più vasto e inoltre, volevo condividerlo con tutti i fan di Brandon Lee. Infatti, il film è uscito durante il ventesimo anniversario dalla morte di Brandon Lee, per omaggiare la sua memoria e il talento di James O’Barr che ha creato il soggetto. È stato un vero piacere per me incontrarlo personalmente e parlargli del mio progetto.

R.G. Quali sono i tuoi programmi per il prossimo futuro?

P.C.  Attualmente sono a lavoro sulla post-produzione della mia prima web series Metropolitan Legends e su un cortometraggio girato in inglese dal titolo Behind The Wall. Entrambi dovrebbero vedere la luce entro la fine di quest’estate. Sono a lavoro anche sulla stesura di una sceneggiatura di un corto action basato sul Wing Tsun. E poi i videoclip non mancano mai. Si può restare aggiornati sulle mie produzioni seguendo la mia pagina ufficiale. Ringrazio te, Marino,  per questa splendida intervista e tutto lo staff di Rive Gauche. Alla prossima.

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