Il caso di “Sweet democracy”, nuovo film di Michele Diomà

Un film totalmente indipendente

(marino demata) Questa mattina abbiamo rivevuto un post dall’amico regista MIchele Diomà, che riportiamo volentieri:  “Battuta pochi istanti fa una nuova agenzia ANSA dedicata a Sweet Democracy. La scelta di presentare la locandina del film alla vigilia del 25 aprile non è stata casuale. Perché chi in questo momento in Italia osa irridere il potere dominante di una politica delegittimata dalla magistratura e mai legittimata dai cittadini attraverso lo strumento del voto, può considerarsi un partigiano. Non avrò vita facile, ma posso dirlo: io sono un partigiano.”
Naturalmente la nostra curiosità ci ha spinti ad andare a leggere cosa l’Ansa stessa aveva pubblicato: sweet democracy2
“(ANSA) – ROMA, 24 APR – Presentata a Roma alla vigilia del 25 aprile, data non casuale, la prima locandina di Sweet Democracy, il film a cui ha partecipato anche il premio Nobel Dario Fo. Il film è una co-produzione internazionale che ha visto impegnato Donald Ranvaud, già co-produttore di Wilde Salomè diretto ed interpretato da Al Pacino, oltre a City of God, candidato a 4 premi Oscar. “Fare un film sulla libertà di informazione in questo momento in Italia, è una sfida paragonabile alle pellicole neorealiste – afferma il regista di Sweet Democracy anche co-produttore del film Michele Diomà -. Io mi sento un partigiano del cinema, in un paese che solo pochi giorni fa è risultato essere al settantasettesimo posto per libertà di stampa. Dico questo perché credo che il potere politico dominante, sia tornato a chiedere al cinema di “lavare i panni sporchi in famiglia”, come disse Giulio Andreotti all’indomani del successo mondiale di Ladri di Biciclette di Vittorio De Sica”.

E proprio poche ore fa apprendimo da un altro post di Diomà che cdel film si è occupato anche “Il fatto quotidiano”, che sembra cogliere alcuni aspetti salienti del film, quali la denunzia della scomparsa in Italia della satira politica, e il riuscito tentativo della sua riesumazione: “Ad assumersi il ruolo di un giovane presidente del consiglio sbruffone, saccente e mediaticamente smart è proprio Diomà: tutto porterebbe ad identificarlo con Matteo Renzi ma l’attore/autore ha sottolineato che non si tratta di un emulo dell’attuale primo ministro, bensì di un “carattere” nato dalla somma di vari personaggi politici italiani. Fin da subito si comprende che l’apparenza sia tutto per Pavrini, impegnato col suo fido assistente a farsi frettolosamente intervistare da giornalisti stranieri giacché “I have a country to save”.sweet democracy3
Il film si avvale – come sempre nei film di Diomà – di attori e collaboratori di primissimo piano, a partire da premio Nobel Dario Fo, che nel film tratta temi scottanti attraverso monologhi. La neo-satira di Diamà è particolarmente graffiante, stando al commento di Anna Maria Pasetti, visto che ad essere presa di mira è “una classe politica imbrogliona, vuota e che ama “impapocchiare” l’Italia.”
Noi che conosciamo bene il percorso artistico di Diomà, per aver visto tutti i suoi film, nonchè la sua tenacia nel portare avanti le sue idee anticonformiste,  aspettiamo di tornare sull’argomento dopo aver visto anche “Sweet democracy”, nella certezza che anche questa volta non ci deluderà e ci farà trovare nella sua opera quello che manca nel cinema italiano di oggi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...