“Il posto delle fragole” (SV. 1956) di I. Bergman – L’incubo – Video

La fine del tempo e la morte

(marino demata) “Il posto delle fragole” rappresenta sicuramente una cima inarrivabile nella storia del cinema. Bergman ha costruito un mirabile e ineguagliabile intreccio tra realtà, ricordi e sogni. Il film è costato molto al regista in termini di fatica e di pesante applicazione, anche per aspetti dolorosamente autobiografici (vedi soprattutto la temibile figura paterna, che in alcuni tratti è adombrata dall insensibilità alla vita reale da parte del professore). A tal punto che, al termine  della lavorzione, il regista fu costretto a trascorrere un lungo periodo in clinica per un esaurimento nervoso.
La narrazione è inframmezzata  da alcuni sogni divenuti famosi e su quali la cirtica si è esercitata in svariate interpretazioni.
Quello che presentiamo è il breve video del più famoso dei sogni. Vero e proprio incubo, ove sono indubbiamente presenti i simboli della fine del tempo (gli orologi senza lancette) e il senso della propria morte (il carro funebre che perde la bara, che si apre improvvisamente e lascia intravedere la salma, che non è altri che il professore stesso, il se stesso). Ma più che spiegazioni metaforiche Bergman sembra porsi/ci delle domande: è possibile essere morti pur essendo vivi?  E’ possibile spendere una intera vita mostrandosi diversamente da quello che si è realmente? C’è la possibilità di riesaminare criticamente la propria vita e recuperare la solidarietà e il senso di umanità che sono stati in precedenza del tutto fuori dal proprio orizzonte?